Ritengo utile collegare alcune espressioni di Leone, pronunciate in tre momenti il 2 novembre, agli operatori e alle operatrici di pace che ci hanno lasciato, anzi che sono diversamente presenti tra noi. A quelli e quelle che abbiamo conosciuto o hanno operato nella polvere della storia, nella comunione dei santi della pace. Shalom.
...Oggi commemoriamo il futuro. Non siamo chiusi nel passato o nelle lacrime della nostalgia. Nemmeno siamo sigillati nel presente, come in un sepolcro...
La preoccupazione di Dio è di non perdere nessuno... Ogni persona è un mondo intero. Nella memoria viva di Gesù, persino chi nessuno ricorda, anche chi la storia sembra aver cancellato, appare nella sua infinita dignità. Dal suo annuncio sorge la speranza che nessuno andrà perduto.
...Essi ci hanno lasciato, ma li portiamo sempre con noi nella memoria del cuore. E ogni giorno, in tutto ciò che viviamo, questa memoria è viva. Spesso c’è qualcosa che ci rimanda a loro, immagini che ci riportano a quanto abbiamo vissuto con loro. Tanti luoghi, perfino i profumi delle nostre case ci parlano di coloro che abbiamo amato e non sono più tra noi, e tengono acceso il loro ricordo....
Riconosciamo la bellezza multiforme dei volti, tutti diversi e tutti somiglianti al volto di Cristo...La fede cristiana, fondata sulla Pasqua di Cristo, ci aiuta infatti a vivere la memoria, oltre che come un ricordo passato, anche e soprattutto come una speranza futura. Non è tanto un volgersi indietro, ma piuttosto un guardare avanti, verso la mèta del nostro cammino, verso il porto sicuro che Dio ci ha promesso, verso la festa senza fine che ci attende. Là, attorno al Signore Risorto e ai nostri cari, gusteremo la gioia del banchetto eterno... Mentre pregustiamo questa realtà futura sentiamo ancora più forte e doloroso il contrasto con i drammi che la famiglia umana sta soffrendo a causa delle ingiustizie e delle guerre. E tanto più impellente sentiamo il dovere di essere costruttori di fraternità
... Proprio per questo, noi camminiamo verso la méta e la anticipiamo, in un legame invincibile con coloro che ci hanno preceduto, solo quando viviamo nell’amore e pratichiamo l’amore gli uni verso gli altri, in particolare verso i più fragili e i più poveri... Egli ci attende e, quando lo incontreremo, al termine di questa vita terrena, gioieremo con Lui e con i nostri cari che ci hanno preceduto. Questa promessa ci sostenga, asciughi le nostre lacrime, volga il nostro sguardo in avanti, verso quella speranza futura che non viene meno.