Presentato a Betlemme Kairos Palestine II : “Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio"
Il 14 novembre 2025, alla presenza dei rappresentanti di tutte le Chiese cristiane di Palestina e dei membri del Global Kairos for Justice, convenuti a Betlemme da più di venticinque Paesi, è stato presentato il secondo documento della iniziativa cristiano- palestinese Kairos Palestina dopo quello di sedici anni fa.
Il primo documento risalente al 2009 aveva per titolo: “Una parola di verità: una parola di fede, speranza ed amore dal cuore delle sofferenze dei palestinesi “.
Allora l’evocazione del “cuore”, posto nel titolo in un tempo che aveva visto la prima pesante incursione aerea israeliana denominata “Piombo fuso” su Gaza, non sembrò toccare il cuore dei cristiani d’Occidente, salvo i più avvertiti, certamente non quello delle gerarchie della Chiesa cattolica italiana, cui apparteniamo.
Passano, dunque, anni con poca verità e con poca misericordia per i palestinesi ed eccoci al tragico titolo del secondo documento: “Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio”.
È possibile che questa volta, toccati nel “cuore” e nelle coscienze dall’immane tragedia di Gaza, a cui stiamo applicando tutte le possibili definizioni di delitti che terminano in “cidio”: genocidio, ecocidio…, è possibile che non si ripeta il “peccato di omissione “ che noi cristiani abbiamo commesso in precedenza?
Lo speriamo, nell’anno giubilare che ci invita a praticare la virtù della Speranza “che non delude”.
Pax Christi nel febbraio di quest’anno ha organizzato provvidenzialmente un tour attraverso l’Italia accompagnando la delegazione di Kairos Palestine da Napoli a Venezia e ci fu annunciato il documento che oggi possiamo leggere, e che dobbiamo pregare e meditare insieme ai nostri fratelli palestinesi cristiani e musulmani, accomunati da un'unica tragedia che sembra non poter avere fine, salvo che con la loro fine.
E’ difficile non condividere con loro di essere “convinti che la nostra lotta riguardi in ultima analisi la vita e la dignità umana”.
Ci viene chiesto: “Create spazi di dialogo e costruite ponti tra noi e i leader religiosi e politici“
Viene rivolto un esigente ed impegnativo appello universale ai cristiani di tutto il mondo: “Chiediamo un movimento teologico globale fondato sui pilastri del Regno di Dio, un movimento che nasca dai contesti e dalle lotte dei popoli che soffrono il colonialismo, il razzismo, l’apartheid e la povertà strutturale prodotta dai sistemi economici e politici corrotti che servono gli interessi degli imperi mondiali.”
Eccoci servito un programma che è davvero applicabile a un tempo definito “kairos”, parola greca che significa un tempo opportuno per vedere la verità e dirla con parole giuste.
Veniamo sollecitati a dare un nome onesto e non ambiguo o compromissorio alle cause della tragica sequenza delle tappe del genocidio del popolo palestinese, spogliato di tutto, a cominciare dalla sua umanità fino a perdere tutti i diritti che noi chiamiamo umani.
E se le parole da usare sono colonialismo, pulizia etnica, genocidio per definire pratiche criminali compiute perfino con blasfemo riferimento a “promesse” divine, queste parole vanno usate.
Il progetto coloniale, che è crimine contro l’umanità, va fermato da noi che ci siamo dati a caro prezzo gli strumenti per ristabilire la giustizia internazionale e che dobbiamo esercitare la resistenza nonviolenta, attiva e creativa “fino al momento in cui vivremo liberi nella nostra terra insieme a tutti gli abitanti del mondo in vera pace e riconciliazione fondate sulla giustizia e sull’ uguaglianza per tutta la creazione di Dio, dove la misericordia e la verità s’incontrano e la giustizia e la pace si baciano”