Qualifica Autore: missionari comboniani a Castelvolturno

Nasce il Centro Comunitario San Daniele Comboni a Castelvolturno. Viene da lontano e si realizza il sogno di un centro d’incontro, educazione, arte, sport e cultura in una delle aree più degradate del Sud Italia. Tra sudore, fatiche e audacia si apre una pagina di riscatto con e per i piccoli emarginati. 

Senza una buona dose di sana e inarrestabile follia per Dio, per il Vangelo e per i più poveri e abbandonati Daniele Comboni, profeta dell’Africa, non si sarebbe mai messo in gioco a metà Ottocento. E neppure lo avrebbero fatto i suoi compagni di strada che hanno dato la vita nel martoriato Sudan di allora e di oggi e in tante periferie del mondo. Fino ad arrivare ai nostri giorni nella sperduta periferia di Castelvolturno dove, a volte sembra fermarsi lo scorrere del tempo, della dignità e della giustizia.
Sul litorale domizio, tra Napoli e Caserta, nella frontiera tra le zone di Destra Volturno e Pescopagano, a cavallo di due comuni e due Diocesi si trova una piccola grande enclave di migranti e italiani in grandissima difficoltà economica, sociale e culturale. Una discarica sociale e disumana di problemi, sfide e persone che servono l’industria dello sfruttamento lavorativo, della spaccio di droga, dell’appalto dei rifiuti e della prostituzione. Il tutto sotto stretto controllo di una camorra che cambia volto ma non l’appetito degli affari. Tra tanta gente semplice che ha sete di cambiamento e dignità. È proprio qui che come missionari Comboniani, presenti da trent’anni su questo territorio e come Associazione Black&White abbiamo sentito molto forte quell’invito di Papa Francesco ripetuto almeno 8 volte al nostro Capitolo del 2022: “Voi missionari dovete andare Oltre!”. Ancora prima di quel grido sentivamo l’esigenza di trovare un terreno da mettere a disposizione della comunità per ritrovarsi in modo sano attorno ad un sogno. Un libro per i ragazzi del Doposcuola, un pallone da basket o da calcetto per i ragazzi del quartiere, un caffè su una panchina per gli adulti italiani e migranti nella gioia di condividere vita, fatiche e sogni.
La forza è stata aggregare le persone. È qui che abbiamo sentito la presenza di un Dio che non si arrende al degrado e alla disperazione. Ma che si mette in moto per stimolare persone, energie, potenzialità e risorse. Ci sono amici che hanno offerto il loro tempo libero e la loro professionalità. Persone straordinarie che hanno buttato il cuore al di là dell’ostacolo. Anche i bambini hanno disegnato come sognavano il Centro. Gli adulti, a livello personale e di associazioni e gruppi, che hanno fatto la differenza con quanto potevano. Chi qualche euro, chi qualcosa di più. Ci sono amici e familiari che hanno donato un eredità, le offerte di una festa di compleanno e altri anniversari. Chi si taglia lo stipendio per dedicare una quota fissa al mese per questo sogno. Per arrivare alle Fondazioni (Grimaldi, Vismara, San Zeno, Decathlon, Munus) che ci hanno sostenuto e consigliato. Abbiamo toccato davvero la presenza di Dio in moltissimi modi con la sua inesauribile Provvidenza.
Ognuno ha fatto la sua parte. Soprattutto le scuole con insegnanti e alunni che ci hanno sostenuto negli anni con la raccolta di offerte e la partecipazione attiva alle nostre mostre interattive su pace, ecologia, fratellanza universale. I soci della Black&White che hanno fatto di tutto per sensibilizzare e attivare energie positive sul progetto attraverso incontri missionari, spettacoli del “Mare Mostrum” che racconta il viaggio dei migranti e tante iniziative creative sul territorio. Le Associazioni amiche, locali e oltre, (Medici di Strada, Castelvolturno Solidale, Missione Possibile, Gruppo Mission e tante altre). Gruppi di preghiera e parrocchie amiche che non hanno mai smesso di incoraggiarci, pregare e spendersi per la realizzazione di un’opera che lascia il segno. E infine anche l’amministrazione comunale che dopo tanti ritardi e ostacoli ha dato il via libera alla deroga per il progetto come opera sportiva secondaria di quartiere.
E allora, venerdì 14 novembre 2025, si doveva davvero celebrare insieme per ringraziare innanzitutto il Dio della vita di un traguardo che sembrava insperato coinvolgendo tutte le realtà: la banda e le majorettes delle scuole, il teatro degli amici Bertold Brecht di Formia, i discorsi e ringraziamenti delle autorità amministrative ed ecclesiali, dei rappresentanti dell’Associazione Black and White, dei benefattori e delle Fondazioni. Il tutto in un atmosfera di festa, gioie e armonia di una giornata in cui il sole si è fatto spazio tra mille nuvole, quasi a significare la caparbietà di Daniele Comboni di fronte ai mille ostacoli della missione. Perfino una divertente partita finita in pareggio tra i Comboniani e l’amministrazione comunale di Castelvolturno ha segnato la giornata insieme alle tante partitelle di basket e calcetto dei ragazze delle scuole che spianavano i campetti. Ma nel cielo di Castelvolturno resteranno indelebili quattro piccoli grandissimi dettagli che hanno segnato questa storica giornata, dal sapore di Vangelo: lo scritto dei bambini del nostro Doposcuola letto dal piccolo Mirco davanti al pubblico che invita a prenderci ora cura tutti insieme del Centro. La scritta sul muro sotto il volto di Daniele Comboni a ricordarne il messaggio “I missionari non hanno mai smesso di difendere la giustizia e i poveri. Sono sempre dalla parte degli ultimi”. Il canto a squarciagola “Nigrizia o Morte” dei Comboniani ricordando il nostro fondatore.
E da ultimo tra i tanti messaggi di ringraziamento e solidarietà, quel messaggio sul telefono a fine serata di un caro amico: “Con voi sento Dio più vicino!”


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