Valdagno è un "Territorio equosolidale": ha ricevuto il prestigioso titolo che riconosce l’impegno messo in campo da un territorio a supporto delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale, attraverso gli acquisti pubblici, l’educazione e la formazione, la cooperazione, l’attività di sensibilizzazione e la proposta di eventi pubblici. A ritirarlo l'assessore alla cultura del Comune di Valdagno Marco Gandini insieme a Stefania Cadorin, responsabile educazione della Cooperativa del commercio equo, Canalete.
Maurizio Zordan, sindaco di Valdagno (Vicenza) – sede del colosso mondiale “Marzotto”, ha sottolineato che “si tratta di un premio che va all'intero territorio: per questo, un grande grazie va a tutte le realtà e a tutte le persone che si impegnano quotidianamente, e soprattutto alla Cooperativa Canalete che da trent’anni non solo promuove il Commercio Equo e Solidale a Valdagno, ma educa, costruisce legami, e continua a stimolare l’Amministrazione comunale nel guardare alla giustizia sociale e alla sostenibilità”.
È un importante riconoscimento dell’impegno della città laniera, che ha eletto nel giugno 2024, il sindaco-imprenditore Maurizio Zordan, con una proposta civica, espressione del cattolicesimo sociale, legata all’appello “La pace è una proposta vincente”, sulla scia dell’Arena di Pace di Verona insieme a Papa Francesco.
Maurizio Zordan ha commentato anche la “grande emozione partecipare alla Marcia Perugia Assisi, del 12 ottobre scorso. In tantissime e tantissimi abbiamo camminato fianco a fianco per la pace e la fraternità. Nella città di San Francesco, tante voci in un unico coro per un appello in cui non dobbiamo mai smettere di credere”.
Il conferimento “Valdagno, Territorio equosolidale” è avvenuto a Padova in occasione della 2^ edizione della tavola rotonda "Territori equosolidali" organizzata da Fairtrade Italia nel progetto "Fair Trade: dalla parte dei diritti", finanziato dalla Regione del Veneto, in collaborazione con Equo Garantito e Anci Veneto. Territori Equosolidali è una campagna internazionale promossa da Equo Garantito, Fairtrade Italia e Associazione Botteghe del Mondo.
"Da molti anni - si legge nella motivazione - il Comune di Valdagno sostiene con continuità un’intensa attività educativa, culturale e sociale, promuovendo diritti, accoglienza, legalità e un’economia solidale che mette al centro le persone e la comunità. La recente convenzione tra il Comune di Valdagno e la Cooperativa Canalete presieduta da Enrico Mantoan nasce per dare ancora più forza a questo percorso, sostenere quanto costruito insieme e proseguire con rinnovato impegno. Per questo cammino condiviso, aperto alla collaborazione e alla partecipazione tra istituzioni e cittadinanza Valdagno viene riconosciuta Territorio Equosolidale".
10 dicembre 2025 — Sbellichiamoci e ricostruiamo l’amore politico per la pace e la fraternità
Questo articolo analizza varie iniziative svolte recentemente dalla trentina di sindaci e amministratori locali del Veneto che hanno promosso l’Arena di Pace, il 18 maggio 2024 a Verona insieme a Papa Francesco, con il coordinamento del sindaco di Verona, Tommasi Damiano.
Giovanni Selmo, assessore per la pace del Comune di Vicenza, ha commentato che “in questi giorni sono intervenuto a Padova, nell’ambito delle iniziative per la Giornata Internazionale dei Diritti Umani, per ricordare la proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Tantissimi studenti e studentesse, insieme ad amministratori e costruttori di pace, erano presenti in sala e collegati online. Durante “l’ora dei diritti umani” mi sono alternato con loro nel commentare i dieci punti della Fratelli Tutti — “10 cose che tutti devono sapere” per lanciare un messaggio forte e richiamare ciascuno alla responsabilità, alla cura e quindi alla buona politica.
Come sempre, è una grande energia poter parlare e condividere spazi con i ragazzi e le ragazze di oggi, così ricchi di motivazione e desiderio di verità”, ha concluso Giovanni Selmo.
Francesca Benciolini, assessora della pace del Comune di Padova, ha organizzato insieme al professore Marco Mascia della Cattedra Unesco “Antonio Papisca” dell’Università di Padova, il seminario “Sbellichiamoci e ricostruiamo l’amore politico per la pace e la fraternità”, lo scorso 10 dicembre.
“Il 3 ottobre scorso 50.000 persone sono scese nelle strade di Padova per dire con le parole ma più ancora con la loro presenza fisica, il proprio dissenso rispetto a quanto stava e sta accadendo a Gaza. A Padova risiedono 210.000 persone. Mettiamo anche che ci fossero studenti, ma il venerdì pomeriggio non sono tutti a Padova. 50.000 è comunque un numero enorme, in proporzione.
A chi si rivolgevano tutte quelle persone? A chi chiedevano di intervenire, di fare qualcosa? Ci ho pensato molto e credo che si rivolgessero alla politica, cioè che di fatto quello stare nelle strade assieme fosse un riconoscere, un chiedere, un pretendere che se qualcuno può e deve intervenire è la politica nazionale, internazionale ma anche locale, cioè chi è stato eletto per occuparsi della vita pubblica, delle relazioni tra persone e comunità.
Può funzionare il mondo senza politica?
Se guardo a quelle piazze io vedo un atto politico, lo stesso da cui prende il via la dichiarazione universale dei diritti umani che oggi celebriamo e che si apre con questa frase "We the peoples". Cioè in quelle piazze - che erano piene a Padova ma anche in tante altre città del pianeta - vedo le persone, le comunità “the peoples”, quelle della nostra e delle tante città coinvolte che chiedono di occuparsi della cosa pubblica, di intervenire concretamente.
Come amministratrice mi dico allora che se oggi alle urne vanno sempre meno persone, in realtà non è vero che alla gente le cose non interessino: quelle piazze, come quelle dei Fridays for future di qualche anno fa, ma anche le azioni di Extinction Rebellion, le azioni della Sumud Flottilla, i campi di Libera... mi dicono che i popoli, la gente, le comunità ci sono e continuano a indicarci una strada "We the peoples" ci chiedono, chiedono alla politica, di esserci e di agire.
Credo che la politica oggi quelle piazze, quei movimenti, quelle attese deve saperle ascoltare e raccogliere.
E deve farlo con la concretezza di chi ascolta e decide con responsabilità, ricucendo fiducia, dando risposte e azioni a partire dalla vita concreta e quotidiana, dai diritti concreti e quotidiani, quelli che non sempre le piazze oggi intercettano ma che impattano sulla vita di tante, troppe persone.
Ci viene allora in aiuto un grande sindaco che di questo ascolto, e di questa concretezza, di questa quotidianità aveva fatto il suo stile
"Qui c’è da salvare qualcosa di più saldo: la fiducia nella democrazia: fiducia non affidata solo alle leggi elettorali, quanto alla reale capacità di risolvere i veri problemi degli uomini: lavoro e casa" diceva Giorgio La Pira negli anni Cinquanta. La Pira, non sognatore ma uomo concreto.
Da dove deve quindi ripartire la politica? Se le urne ci sembrano sempre meno il luogo della democrazia, riprendiamo l'ascolto delle persone, delle piazze, delle comunità. Abbiamo il coraggio di rimetterle al centro dell'attenzione, di cedere loro la parola attraverso la condivisione della amministrazione, attraverso processi partecipativi che rendano la politica non un mondo lontano ma un percorso condiviso, capace di dare la fiducia che solo le risposte concrete sanno creare perché la partecipazione riporti al centro la democrazia, di cui poi le urne potranno tornare a riempirsi”, ha concluso Francesca Benciolini.
Una tappa importante di questa costruzione collettiva delle amministrazioni locali per la pace è avvenuta a Vicenza il 26 settembre scorso, nell’ambito dela manifestazione “Sindaci per la Pace”, insieme a oltre 150 sindaci da tutta Italia e al Sindaco di Betlemme Maher Nicola Canahuati, ospiti del sindaco Giacomo Possamai.
Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, (ex rettore dell’Università di Udine e referente del Quadrifoglio) ha sottolineato che “portare anche la voce di Udine in contesti come questo significa ribadire un impegno che la nostra comunità ha espresso più volte: essere a favore della pace e contro le violenze della guerra. Non solo a parole, ma con posizioni e azioni concrete. Negli scorsi mesi, come sindaco, mi sono impegnato a promuovere un’iniziativa umanitaria per l’ingresso a Gaza di 33 ventilatori neonatali. Dopo un lungo lavoro, ho ricevuto la notizia dall’operatore UNICEF Loris De Filippi che parte di quei dispositivi è riuscita a entrare. È un segnale che le città, quando si mobilitano, possono incidere davvero, anche se in modo parziale, sulla situazione umanitaria in Medio Oriente. Ancora una volta Udine dimostra di non restare indifferente di fronte a una crisi internazionale. Perché oggi, più che mai, il silenzio istituzionale non è più possibile”, ha concluso Alberto de Toni.
Il sindaco di Valdagno, Maurizio Zordan, ha riportato in Consiglio comunale il dibattitto nazionale dei “Sindaci per la pace”, analizzando che “Oggi – 26 settembre – la nostra città ha ribadito la sua posizione, ferma e netta, di solidarietà e vicinanza alla popolazione di Gaza e a tutte le vittime civili innocenti dei conflitti nel mondo. Nel pomeriggio ho partecipato alla mobilitazione "Sindaci per la pace", dove ho incontrato anche il sindaco di Betlemme, e questa sera il Consiglio Comunale ha osservato un minuto di silenzio.
Un impegno silenzioso a non dimenticare, a non voltare lo sguardo dall'altra parte, e a continuare a credere che la pace sia possibile e necessaria. Queste le parole con cui ho chiesto di unirci nel minuto di silenzio:
"Buonasera a tutti e tutte,
chiedo la parola per sottoporre all'attenzione di questo Consiglio Comunale una richiesta di carattere umanitario che trascende ogni divisione politica e si radica nei valori fondamentali della nostra Costituzione e delle norme statutarie ad essa ispirate. In questo momento storico, assistiamo con profondo dolore al perpetuarsi di conflitti che mietono vittime innocenti in diverse parti del mondo. Bambini, donne, anziani e civili inermi pagano il prezzo più alto di guerre che non hanno scelto e dalle quali non possono fuggire. Con particolare riferimento alla popolazione civile di Gaza, ma estendendo il nostro pensiero a tutte le vittime civili innocenti di ogni conflitto, propongo che questo Consiglio comunale osservi un minuto di silenzio in loro memoria e in segno di solidarietà umana. Questo gesto non vuole essere una presa di posizione politica su complesse questioni geopolitiche, ma un atto di pura umanità che riconosce il valore inviolabile della vita di ogni essere umano innocente, indipendentemente dalla sua nazionalità, religione o etnia.
Sono molto fiero che questo Consiglio Comunale abbia approvato in data 23 dicembre 2024 e quindi molto prima di molti stati aderenti all’Onu, la mozione per il “Riconoscimento dello Stato di Palestina”.
La nostra Città di Valdagno, che ha conosciuto nella sua storia i dolori della guerra e del conflitto, può e deve farsi portavoce di un messaggio di pace e di rispetto per la dignità umana. È nostro dovere morale ricordare che dietro ogni numero, dietro ogni statistica, ci sono volti, storie, sogni spezzati di persone che avevano il diritto fondamentale di vivere in pace.
In rappresentanza di questo spirito, oggi pomeriggio ho partecipato con altri sindaci di tutta Italia alla mobilitazione 'Sindaci per la pace' presso il parco della Pace di Vicenza e vi porto i saluti del sindaco di Betlemme che è intervenuto.
Chiedo, quindi, a questo Consiglio di voler accogliere questa richiesta, osservando un minuto di silenzio per tutte le vittime civili innocenti dei conflitti, con un pensiero particolare rivolto alla popolazione civile di Gaza e a tutti coloro che in questo momento soffrono a causa della guerra.
Questo minuto di silenzio non sarà solo un momento di raccoglimento, ma un impegno silenzioso a non dimenticare, a non voltare lo sguardo dall'altra parte, e a continuare a credere che la pace sia possibile e necessaria”, ha concluso Maurizio Zordan.
Viaggio in Cisgiordania
Agli inizi di novembre, un gruppo di sei amministratori locali del Veneto — Vania Trolese, vice-sindaca del Comune di Camponogara; Francesca Benciolini, assessora del Comune di Padova; Giovanni Koprantzelas, assessore del Comune di Santorso; Jacopo Buffolo, assessore del Comune di Verona; Giovanni Selmo, assessore del Comune di Vicenza; Sandro Maculan, sindaco di Zugliano, ai quali si è aggiunta Giorgia Macrelli, assessora del Comune di Cesena — ha accolto l’invito di Operazione di interposizione non-violenta Colomba (legata alla Comunità Papa Giovanni APG23 di don Oreste Benzi) e dei suoi volontari a recarsi a Masafer Yatta, regione nel sud di Hebron, per un viaggio di testimonianza e ascolto.
Vania Trolese, vice-sindaca del Comune di Camponogara (Padova) ha evidenziato che “È stata soprattutto un'esperienza di ascolto nata dalla richiesta di agire arrivata in questi mesi dalle piazze delle nostre città, dai nostri Consigli Comunali e dalla necessità di vedere personalmente quanto viene denunciato da mesi. Abbiamo potuto toccare con mano le quotidiane violenze e la continua violazione dei più elementari diritti umani subite in particolare dagli abitanti dei villaggi dove i volontari di Operazione Colomba operano da anni a fianco della popolazione palestinese. Abbiamo potuto constatare come le terre e le proprietà vengano sottratte con la forza, l’impossibilità di spostarsi e di avere accesso all'acqua, la violenza dei coloni israeliani che si insediano e agiscono in modo impunito terrorizzando e, talvolta, assassinando la popolazione costituita principalmente da famiglie di contadini dedite alla pastorizia e alla coltivazione delle olive. Sono più di mille i palestinesi assassinati dall’IDF e dai coloni in Cisgiordania dal 7 ottobre 2023.
Questo è stato rafforzato dai riscontri riportati a Tuwani dagli attivisti nonviolenti Hafez e Mohammed Huraini e da uno dei registi del documentario premio oscar No Other Land, Basel Adra, che ci hanno testimoniato la resistenza civile e il coraggio quotidiano di queste comunità. Una situazione che colpisce in forme diverse ma sempre penalizzanti anche i cittadini e le cittadine palestinesi di Betlemme e degli altri territori occupati, così come ci hanno testimoniato rappresentanti dell'associazionismo locale e il Sindaco di Betlemme Nicola Maher Canawati.
Quello che abbiamo visto qui in questi giorni conferma quanto da più parti si sta denunciando: il governo israeliano, oltre all'azione genocidaria in atto a Gaza, nel resto del territorio sta realizzando una sistematica operazione di sostituzione etnica, sottoponendo la popolazione palestinese ad un drammatico regime di apartheid e di privazione di diritti.
La testimonianza nonviolenta di tanti operatori e operatrici umanitarie provenienti da diversi paesi - tra cui l’Italia e anche Israele - che abbiamo visto nella loro preziosa presenza a fianco di queste popolazioni ci spinge innanzitutto a chiedere con ancora più determinazione il ripristino della legalità e il rispetto dei diritti umani in quella regione martoriata. È un impegno che chiediamo a tutte le istituzioni”, ha concluso Vania Trolese.
Centralità del lavoro nel ponte tra il vescovo Pierantonio Pavanello e l’assessore Jacopo Buffolo
Nella serata di martedì 29 aprile il Vescovo Pierantonio Pavanello, come consuetudine in prossimità della Festa del lavoro del 1°maggio, ha incontrato il mondo del lavoro presso la sede di T2I al Censer di Rovigo. Dopo alcuni interventi di rappresentanti delle aziende ospitate dall’incubatore di startup T2I mons. Pavanello è intervenuto per sottolineare l’importanza di un “alleanza sociale generatrice di speranza» per promuovere un lavoro libero, creativo, partecipativo, solidale”.
“Vogliamo collocare anche questo incontro della Chiesa diocesana con il mondo del lavoro dentro il percorso giubilare – ha detto il Vescovo di Adria e Rovigo, monsignor Pierantonio Pavanello – che ci chiede di farci «pellegrini di speranza» cercando segni concreti che alimentino in noi la speranza.
Esiste un circolo virtuoso tra il lavoro e la speranza: il lavoro, quando è libero, creativo, partecipativo, solidale genera speranza e a sua volta la speranza sostiene l’impegno per creare le condizioni affinché il lavoro risponda alle nostre aspettative e contribuisca alla realizzazione dei singoli e del bene comune.
In questa prospettiva abbiamo scelto di incontrare una realtà molto particolare, che potrebbe sembrare marginale nel panorama del nostro Polesine, ma che ha invece caratteristiche molto importanti, in quanto valorizza la creatività e l’iniziativa e apre strade nuove puntando sull’eccellenza delle competenze e sull’innovazione. Si tratta di un tipo di lavoro che potrebbe essere molto significativo per il nostro territorio, perché potrebbe contribuire a trattenere (o a far tornare) almeno alcuni dei tanti giovani che lasciano il Polesine perché non trovano la possibilità di esprimere le competenze acquisite attraverso percorsi di studi ad alta specializzazione. Sono convinto che lo sviluppo economico e sociale del Polesine passa non tanto per la quantità, ma per la qualità delle iniziative imprenditoriali, una qualità che vedo più compatibile con il rispetto (anche dal punto di vista ambientale) di questa terra, rispetto legato ad un equilibrio fragile ed esposto al rischio di facili compromissioni”.
“E’ significativo – ha continuato il Vescovo Pavanello – quanto è stato realizzato in questo spazio già destinato a un uso fieristico e ora convertito in polo formativo, di ricerca e sede di iniziative fortemente innovative.
Di questa alleanza ha bisogno anche il Polesine, e il Veneto, per uscire da una fase di ripiegamento sociale ed economico, che ha il suo indice più preoccupante nel cosiddetto. «inverno demografico», che ci affligge più delle altre province vicine e che ha un importante fattore proprio nell’emigrazione giovanile. Per convincere i giovani a rimanere o a ritornare, dopo una opportuna esperienza di studio e di lavoro fuori del Polesine, sono necessarie iniziative di eccellenza, capaci di diventare competitive con quanto offre il mercato del lavoro in altre parti d’Italia e in altri paesi europei.
Alla politica, alle organizzazioni di categoria, ai cittadini tutti spetta il compito di stringere quella «alleanza sociale» che sola può tenere viva quella speranza, di cui anche il nostro territorio ha estremo bisogno”, ha concluso il vescovo Pavanello, che negli anni Novanta è stato cappellano di Valdagno insieme al missionario don Gianantonio Allegri, fondatore del movimento ecclesiale “Beati i Costruttori di pace”. Lo stesso vescovo Pierantonio Pavanello nell’aprile 2024, ha presentato a Valdagno il libro di Cristiano Morsolin, “Valdagno, Città del Mondo. L’impegno per la pace dell’unica company town del Triveneto con governo progressista ininterrotto da 30 anni” (Edizioni Dal Lago 2024 – con prologo del vescovo brasiliano Egidio Bisol.
Concludendo, questo percorso dei sindaci e amministratori locali del Veneto che hanno promosso l’Arena di Pace, il 18 maggio 2024 a Verona insieme a Papa Francesco, con il coordinamento del sindaco di Verona, Tommasi Damiano, continua tuttora, con vari impegni dopo la nascita della “Rete di Trieste” e la 50' Settimana Sociale dei Cattolici in Italia svoltasi a Trieste nel luglio 2024.
In questa prospettiva, l’assessore della gioventù di Verona, Jacopo Buffolo, ha rilanciato la centralità del “lavoro creativo, partecipativo, solidale che genera speranza” – come lo definisce il vescovo Pierantonio Pavanello, affermando l’8 agosto scorso che “Oggi è la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, questa mattina insieme a Maria Elisa Corso abbiamo ricordato suo zio Giuseppe Corso, morto, insieme ad altri 262 minatori, nel caldo dell'8 agosto 1956 a Marcinelle, in Belgio.
È nostro dovere custodire la Memoria e il ricordo di coloro che morirono nelle viscere della terra e renderci consapevoli che ancora oggi si muore di lavoro, cadendo dall'alto o per il caldo, soprattutto quando il lavoro è sfruttato, svalorizzato e senza tutele. I morti sul lavoro in Italia sono 873 dall’inizio di questo 2025, con un dato preoccupante sulla nostra regione Veneto che li ha visti aumentare del 111%.
Marcinelle è parte della storia d’Europa, di quell'Europa che vogliamo, dei diritti, del valore del lavoro, delle persone che vengono prima dei profitti. Di quell'Europa che deve mettere al centro la giustizia sociale, la solidarietà e l’accoglienza di chi arriva da altri Paesi nella speranza di costruire un futuro migliore per sé e per la propria famiglia.
Per chi arriva oggi come chi emigrava 70 anni fa, fuggendo dalla miseria, dalla fame o dalla guerra.
Trasformiamo quella Memoria in azione viva, fermiamo la strage”, ha concluso l’assessore Jacopo Ruffolo.