Il patrimonio monumentale e la ridefinizione degli spazi pubblici come luoghi di speranza. L’esempio della ex Jugoslavia.
Il mito, la memoria e i rispettivi “luoghi”, concepiti sia in termini fisici sia come spazi figurati, possono rappresentare potenti vettori di contenuti, ideali e simboli, e fattori incisivi nella configurazione, definizione e significazione dello spazio pubblico. Mentre la funzione del patrimonio culturale tangibile nel definire e plasmare lo spazio pubblico è ampiamente riconosciuta e studiata, e il suo potenziale spaziale e topografico è noto in letteratura, i presupposti di tale funzione meritano di essere ulteriormente indagati ed esplorati.
Il mito, come narrazione ideopoietica sintetica, capace di rappresentare e sintetizzare, in forma simbolica e narrativa, ideali e storie del passato, attivandoli nel presente, alimenta l'ispirazione per dare forma alle realizzazioni culturali e monumentali. La memoria, nella forma della memoria collettiva e basata su una memoria culturale del passato, si dispiega, attraverso le figure che celebra e gli eventi che commemora, in specifici luoghi della cultura e della memoria, con testimonianze artistiche e beni culturali che possono rappresentare, al tempo stesso, simboli e segnali, allarmi e moniti nello spazio pubblico.
Il complesso del patrimonio culturale e dei luoghi della memoria e della cultura plasma lo spazio urbano, dispiega opportunità per la trasformazione creativa e genera autentiche topografie memoriali, infondendo nello spazio urbano un significato commemorativo e culturale, delineando, di conseguenza, la complessità dello spazio pubblico e relazionale. Nel contesto territoriale dell'ex Jugoslavia, in particolare in Kosovo e nelle sue città di Pristina e Mitrovica, il progetto, basato su un'applicazione di ricerca-azione, denominato H.E.R.M.E.S. (Heritage-based Education and Research Measures for Empowerment and Sharing), individua e studia queste topografie memoriali attraverso l'identificazione di una vera e propria costellazione spaziale di luoghi della cultura e della memoria, che plasmano le città e ne orientano le ideologie. L'obiettivo, in uno spazio segnato dalle eredità e dalle divisioni causate dalla guerra, è prefigurare spazi pubblici aperti alla trasformazione e alla speranza, nel senso del potenziale trasformativo del lavoro dal basso per la ricomposizione e la riconciliazione, la convivenza e la pace.