Ricordare Vittorio Bachelet, a 46 anni dal suo assassinio, significa riportare alla nostra mente e all'attenzione e di chi quegli anni li ha vissuti e di chi non li ha conosciuti, la testimonianza del suo impegno di laico e credente nella costruzione e nella custodia del Bene comune.
È importante farlo perché da cattolici democratici, perché aderente di Azione Cattolica, è il modo per rendere viva la testimonianza di un martire e un cittadino esemplare.
Ricordare il suo impegno vissuto non stando “da una parte”, ma andando oltre le parti, per cercare strade nuove, non asservite a interessi di schieramento, bensì autenticamente al servizio della comunità e del processo di crescita democratico.
E come non ricordare la preghiera di Giovanni, suo figlio, ai funerali, rivolta “per quelli che hanno colpito il mio papà”, parole di “perdono, mai di vendetta”?
Una testimonianza che supera la pochezza dell’essere di parte e apre al rispetto, fondamento di un interesse davvero comune, perché siamo un’unica società, un unico popolo.
Oggi, come ieri, il ricordo ci impegna a testimoniare la capacità di non lasciarci intrappolare dallo starnazzare delle anatre di questo o di quello stagno. Ci chiede di promuovere l’approfondimento necessario, di aprire spazi di dialogo e di riflessione, di partecipare alla vita cittadina e socio-politica.
Non possiamo lasciare scorrere questo tempo come se fosse solo qualcosa da far passare. Questo è il momento di partecipare: per difendere ciò che va custodito e, se necessario, innovare, ma solo dopo un confronto ampio e serio.
Partecipare. Partecipare al voto. Partecipare perché non siamo soltanto consumatori, contribuenti, persone da plagiare o da accalappiare. Non sudditi, ma cittadini.
In ricordo di Bachelet e dei tanti testimoni che hanno pagato con la vita il loro impegno nel costruire una società migliore.
Francesco Mastrogiacomo