Seguiamo con apprensione il viaggio del Palestine Convoy, attualmente bloccato ai confini tra Turchia e Iraq. Palestine Convoy è una carovana di attivisti internazionali, promossa dai movimenti turchi, partita il 24 luglio 2026 con l'obiettivo di raggiungere la Palestina via terra. Il movimento comprende oltre 500 persone, 11 pullman, automobili e furgoni con aiuti umanitari. Il Convoglio per la Palestina prosegue la sua attesa al valico di Ibrahim Halil nell'ambito del suo percorso verso l'Iraq.

Il Convoglio per la Palestina prosegue i colloqui con le autorità competenti riguardo al proprio transito. Nonostante l'attesa attuale e il processo di autorizzazione in corso da parte dell'Iraq, gli attivisti e le attiviste del Convoglio, restano determinati a proseguire la propria missione di pace sul territorio iracheno, non appena il passaggio sarà autorizzato.
In quanto Convoglio per la Palestina – dichiarano – “abbiamo portato a termine tutti i preparativi legali e civili necessari, oltre ai lavori richiesti per la nostra missione. Il nostro obiettivo non è quello di creare un confronto politico; miriamo a testimoniare la resistenza del popolo palestinese e la crisi umanitaria vissuta a Gaza e ad attirare l'attenzione della comunità internazionale.
Le informazioni che abbiamo ottenuto finora indicano che il ritardo nel nostro percorso è causato da un processo amministrativo interno in corso dal lato israeliano, nonché da pressioni politiche e diplomatiche esercitate contro il Convoglio per la Palestina. Riteniamo che gli ostacoli a queste iniziative di solidarietà e i loro effetti sulla zona d'azione danneggino il movimento di solidarietà internazionale nei confronti della Palestina.
In questo contesto, riteniamo che il ritardo che il Convoglio per la Palestina sta affrontando sia indipendente dall'atmosfera politica attuale nella regione. Pertanto, chiediamo alle autorità competenti di condurre una valutazione obiettiva e costruttiva al fine di autorizzare il proseguimento della missione di pace a cui il Convoglio per la Palestina si impegna.
Proseguiamo i nostri colloqui con le autorità competenti. Ci aspettiamo che queste discussioni portino a un risultato positivo e permettano al Convoglio per la Palestina di proseguire il suo cammino”.


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