Carissimi, Vi raggiungo all'inizio del mese di Dicembre ma anche all'inizio del tempo di Avvento per la Chiesa; tempo in cui ci si prepara al Natale ad accogliere quel Dio che ci ha fatto a Sua Immagine e che si fa come noi per farci comprendere chi siamo ... Figli Amati!

Anche qui con la nostra gente ci stiamo preparando al Natale, primo per me in terra Burkinabè. In Italia, Natale ci riporta con la memoria affettiva alla neve, al freddo, al gelo... beh qui non è molto diverso. Un vento freddo e secco che viene dal deserto del Sahara, che prende il nome di Harmatan ha cominciato a soffiare abbassando le temperature. La mattina verso le 5.15 quando parto per la messa della 5.45 in parrocchia nel chiaro-scuro delle rapide albe africane, si intravedono bambini con dei maglioni più grandi di loro, intirizziti dal freddo e che prima di andare a scuola vanno alla fontana pubblica per prendere l’acqua per la famiglia; oppure donne che spingono grossi carretti con bidoni d’acqua che tremano dal freddo nonostante lo sforzo, ma che ti salutano delicatamente e sottovoce in un’aria ancora di silenzio. I vari animali pecore, buoi, maiali, polli che girovagano per le strade sono tutti uno sopra l’altro qua e la per riscaldarsi. Tutto è quasi immobile e tremolante in attesa del sorgere del sole, caldo e confortante in questo tempo. Il vento del deserto porta con se molta sabbia e solleva quella che c’è qui. E' davvero impressionante la quantità che c’è n’è nell’aria. Tutto ha perso colore: alberi, le poche piante che resistono dopo la fine delle piogge (le ultime cadute oramai un mese fa), le auto e... tu stesso se resti fuori casa a dialogare con qualcuno seduto da qualche parte. Facciamo un po la lotta contro la polvere in casa, ma invano!!!
Dopo il mese di ottobre che ha visto le famiglie impegnate nella ripresa scolastica con grandi sforzi per pagare le rette scolastiche, ora parlando con la gente si respira un po più di serenità e anche i bambini che sono riusciti a andare a scuola, sono contenti, almeno per questo anno si può ancora studiare. Quando mi trovo a passare nei quartieri durante la mattinata e vedo qualche ragazzo o bambino è davvero un colpo al cuore quando alla domanda “perché non sei a scuola?” La risposta è ... a scuola quest’anno ci vanno i miei fratelli, io ci sono andato l’anno scorso. Scuola un diritto per tutti da noi, ma qui... Quanti sforzi fatti dai genitori per assicurare un futuro ai loro figli migliore del loro e poi vai nelle scuole e ti ritrovi in classi con 120 bambini e un professore e ti chiedi... cosa impareranno questi bambini, che futuro. Alcuni finiscono la scuola elementare e a stento sanno leggere o scrivere e certo non perché sono svogliati, o giocano con il cellulare in classe, ma perché se tra i 120 compagni tu non hai capito una cosa, la maestra non può fermarsi solo per te e quindi pazienza si va avanti. Qui abbiamo iniziato alcuni corsi di alfabetizzazione con 165 iscritti in tre classi. Abbiamo 122 donne e il resto uomini con età media 31 anni. E’ interessante parlare e sentire le storie di questi fratelli che hanno ripreso lo studio alla prima o seconda elementare ora da adulti. E’ bello vedere la gioia dopo già 2 mesi di chi riesce a scrivere il proprio nome, a scrivere e dire in francese il numero del suo cellulare. Ieri sera una mamma che sempre ho salutato ma lei per timidezza e vergogna davanti a me ha sempre tenuto lo sguardo basso e mai risposto ma solo ha fatto un semplice inchino in segno di rispetto, é venuta a salutarmi rivolgendosi a me correttamente in francese e dicendomi che finalmente si sente rinascere e avere dignità! I corsi sono iniziati con tanta generosità da parte dei giovani professori che si sono messi a disposizione gratuitamente. A volte mi dico che siamo un po pazzi noi missionari a cominciare senza sicurezze economiche cose cosi grosse ma poi... vedi che Dio agisce e che la Sua Mano è all'opera. Tanto da fare ma... ahimè l’altro ieri una mamma é venuta per iscriversi ma non c’era più posto, fisicamente non c’erano più banchi (utilizziamo quelli della scuola pubblica) ma non si é persa d’animo e ha detto verro con la mia sedia da casa mia ma ho voglia anche io di imparare!
Un altro incontro che ho fatto la settimana scorsa ma che ancora é vivo nella mia testa e nel mio cuore e con Hervé, un giovane papà che coltiva i campi intorno al bacino d’acqua vicino alla parrocchia. Voleva iscriversi alla scuola di alfabetizzazione. Quando gli ho chiesto perché non lo avesse fatto mi ha detto che non aveva i soldi per farlo. Abbiamo chiesto un euro al mese per sette mesi come partecipazione alle spese che dobbiamo affrontare. Gli ho detto che non era una buona motivazione che bastava dirlo e lo avremo aiutato ma la risposta di questo giovane uomo mi ha spiazzato.
Padre, sono povero si, ma non voglio essere aiutato per tutto. Questa sarebbe stata la mia formazione è giusto che la paghi io!”. E cosi ho compreso che i veri poveri hanno una dignità che nemmeno la miseria può cancellare. Continuando a parlare mi ha condiviso la fatica che vive. Il piccolo appezzamento di terreno che coltiva lo affitta ogni anno. Quest’anno però il proprietario gli ha detto che non glielo avrebbe più affittato ma dato ad un altra persona. Hervè mi ha detto che nel cuore ha la disperazione e non sa come fare. Mi ha detto “ Domenico io penso, penso, penso per lungo tempo a come fare per guadagnare un po di soldi almeno per mangiare ma é dura. Ho una moglie e un piccolo di pochi mesi. A volte mi sveglio alle 2 del mattino esco fuori da casa e piango, penso a come fare. Prego il rosario per trovare un po di pace, ma poi le lacrime ritornano, la disperazione mi assale e penso a che futuro ho io con la mia famiglia, non riesco nemmeno a mangiare ogni giorno. E’ dura. I raccolti sono stati buoni quest’anno, ma i miei fratelli al villaggio si sono ammalati e ho loro inviato tutto quello che avevo perché potessero curarsi, visto che siamo orfani di papà e mamma e io sono il maggiore. Ora che non avrò più il pezzo di terra da coltivare come farò? E’ dura P. Domenico qui in Burkina!”.
Io sono rimasto senza parole in silenzio davanti a questa confidenza di un giovane papà di 24 anni. Nelle notti scorse mi sono svegliato alle 2.00 più volte e non ho potuto far altro che pensare a Hervé alla sua famiglia alla sua disperazione e a quella di tanti altri che la povertà schiaccia che toglie l’aria, che ti fa pensare che non c’è futuro.
Per quanto riguarda la situazione sicurezza come sapete il nord del paese, e da qualche mese anche l’est sono attraversati da bande armate legate al terrorismo internazionale e che cercano di destabilizzare il paese. Per televisione e alla radio diverse sono le notizie che arrivano e spaventano sopratutto i bambini. Gli attacchi terroristici sono rivolti soprattutto alle scuole facendo scappare gli insegnanti o obbligandoli a non fare il loro mestiere perché un popolo “ignorante” é meglio governabile e manipolabile. Qui nella capitale la situazione è abbastanza sicura nonostante gli attentati dell’anno scorso c’è una relativa calma. Quando si parla di neo- colonialismo da noi, beh qui cogli con mano quanto é forte l’incidenza delle scelte di alcuni paesi occidentali. Il Burkina è uno dei primi produttori di oro, ci sono miniere ovunque ma... l’oro non è per i burkinabè, ahimè. E’ terribile fare dei chilometri dove vedi piccole miniere familiari con una povertà estrema rispetto a quello che viene estratto ed esportato! A volte prego Dio che perdoni questa disuguaglianza.
Ma ci sono anche tanti segni belli e di vita. Come Joseph che da grande vuole fare il prete perché ha compreso che solo Dio può portare la pace; come Marie et Benjamin due sordo muti che si sono incontrati e scelto di consacrare a Dio il loro matrimonio e adottando una piccola orfanella anche lei con lo stesso problema; come Beatrice una anziana donna che con la sua piccola e semplice pensione manda a scuola 5 ragazzini e li ha accolti in casa con lei, una vera mamma nonostante l’età! Beatrice va alla messa tutti i giorni alle 5.45 perché vuole affidare a Dio Padre questi piccoli che ha preso con lei.
Tanti altri i segni di speranza che mi fanno cogliere come davvero il Verbo si fa carne e vuole abitare in mezzo a noi, nelle nostre relazioni semplice e povere a tutte le latitudini!
Vi auguro un buon cammino di Avvento che possiate ascoltare la Voce di Colui che VIENE! Ciao vostro
P. Domenico

Ouagadougou, 03/12/2018