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A un anno dalla morte di Papa Francesco, risuona ancora forte il suo appello alla fraternità universale, alla pace e alla nonviolenza, all’attenzione agli ultimi e alle periferie esistenziali. Lo ricordiamo con gratitudine per i suoi segni profetici e avvertiamo la responsabilità di tradurre in scelte concrete ciò che ha annunciato con passione. Nel maggio dello scorso anno gli abbiamo dedicato un numero speciale di Mosaico di pace, che oggi riproponiamo perché resta di grande attualità.

20 aprile 2026

Da 33 anni don Tonino non sei più tra noi eppure continui a parlare.
E ci parli della bellezza della vita, ci dici di amare sempre, di amare tutti, soprattutto i piccoli, i poveri, gli ultimi.
Ci ricordi il dovere di essere sempre “in piedi e in cammino costruttori di pace”.
Pace da accogliere, costruire, custodire. Pace nonviolenta, “disarmata e disarmante, umile e perseverante” (papa Leone).

Un’analisi del nazionalismo cristiano bellicoso che guida la politica estera americana, tra crociate moderne, scontri con il Vaticano e il diritto all'obiezione di coscienza a ordini criminali.
C’è un filo rosso che lega la preghiera bellicosa del Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, la crociata mediatica di Donald Trump contro Papa Leone XIV e le parole dell’arcivescovo Timothy Broglio che invitano i soldati USA a disobbedire a ordini moralmente inaccettabili. Un filo che attraversa decenni di guerre, silenzi e complicità, per riaffermare una verità scomoda: la coscienza non può essere messa in caserma.

Questo scritto è un invito a raggiungere “scienza e coscienza” della immaginazione visiva del rapporto dell’uomo con la divinità fin anche rispetto ai conflitti con Essa.
Sulla base del libro di Boesflug, ho ricostruito la storia delle immagini della Tri-Unità lungo due millenni. Così come fa l’autore del suddetto libro, si sottolinea questo processo è unico tra le religioni; esso ha umanizzato la divinità cristiana, in particolare con l’immagine del cosiddetto Trono di grazie.

Noi Rom del campo di Coltano leggiamo sbigottiti le affermazioni false e offensive nei nostri confronti, pubblicate su PisaToday il giorno 16 marzo.
“Situazioni gravi che coinvolgono minori, anche dal punto di vista sanitario, fino a situazioni di violenza in casa… l’intento è riaprire il discorso, per arrivare a salvare le persone, anche il più velocemente possibile".
Innanzitutto, noi Rom non sentiamo il bisogno di essere salvati da qualcuno, aiutati sì, ma per cortesia, nessun salvatore. Soprattutto quando si raccontano delle bugie sul nostro conto, come avete fatto voi.

Tra le guerre che imperversano ai nostri giorni ce n’è una molto crudele che ci tocca da vicino, ed è la guerra contro i migranti. È la barbarie dei respingimenti (remigrazione, esternalizzazione dei confini...) per cui si utilizzano pratiche inique nel rispedire come pacchi al mittente anche piccoli gruppi di persone, famiglie con bambini, in un tragico gioco al ping-pong (Alto Adige, 25.03.26).

Un’epopea perduta ma ancora preziosa (Giuliana Sgrena, Laterza, giugno 2025)

«”Quando noi denunciavamo il terrorismo islamico, l’Occidente diceva che dovevamo trattare con gli islamisti per risolvere i nostri problemi. Poi, dopo l’11 settembre, l’Occidente ha scoperto il terrorismo islamico e noi siamo diventati tutti potenziali terroristi”, sosteneva Cherifa Bouatta». Sono le prime pagine del nuovo libro di Giuliana Sgrena, Me la sono andata a cercare. Diari di una reporter di guerra.

Nella prefazione al volume Misurazioni di Cecilia Benassi, Franco Nembrini definisce la raccolta di poesie come un percorso segnato da quattro caratteristiche fondamentali: il dolore, quando assume le sembianze totalizzanti del fallimento e della morte; la tentazione, se illude e promette una falsa autonomia personale; la parola di salvezza e consolazione capace di illuminare; infine la misura, che delimita orizzontalmente e verticalmente l’agire umano.

Accendo il cellulare, si apre Google e ci entra in casa la guerra. Su Instagram appaiono i video delle famiglie palestinesi sopravvissute per ora al massacro di Gaza che chiedono almeno un segno, un like per sapersi ancora vivi nel pensiero di qualcuno là fuori, altrove. Nei luoghi in cui non si sapeva, non si voleva sapere, non si vuole sapere cosa stanno soffrendo i palestinesi oggi, nel marzo dell’anno 2026 dalla nascita di Cristo.

20 anni (A los desaparecidos)

Ecco, qui ci sono i tuoi vestiti lavati puliti.
Ho stropicciato via le lacrime smacchiato i baci
stirate le pieghe
da tanto abbracciarli.
sono 20 anni che li sto lavando
20 anni.
Non sia mai che tu ritorni e creda che
tí ho dimenticato.
sono 20 anni che li sto lavando
20 anni.
Ecco, qui ci sono i tuoi vestiti lavati, stesi al sole.
continuo ad aspettarti.
A. Aragón

Anche in questo momento così difficile per l’Umanità e per la Pace nel Mondo, occorre andare avanti nell’affermare sempre di più l’impegno per la Pace.
È appena terminato il nostro Stage Educazione alla Pace e Risoluzione nonviolenta dei conflitti tenuto alla Casa per la Pace di Impruneta (FI), interessante momento di riflessione e confronto tra insegnanti e operatori provenienti da tutt’Italia.


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