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Cari amici,
“Dio mio, Dio mio, perché ti abbiamo abbandonato?”. Questo rovesciamento del Salmo 22 sarebbe, come ci viene suggerito, la preghiera più appropriata a questo punto della storia umana: dovrebbe essere unanime, oltre ogni distinzione tra credenti e non credenti, perché dopo Francesco l’umanità non può che essere riconosciuta come una cosa sola, amata nella sua integrità, non condannata ad essere divisa tra “benedizione” e “maledizione” secondo la sorte che ne ha preconizzato Netanyahu all’ONU.

Gentile Signora Anna Foa,

il "suicidio" di Israele è cominciato da tanto tempo: e già Primo Levi, nel 1982, dopo la strage di Sabra e Chatila,  parlava di perdita del "baricentro" dell'ebraismo da parte di Israele. Un suicidio morale, ma non "materiale", quello di Israele, del quale Lei giustamente si addolora.

Riflessioni sulle analisi e sulle proposte a New York (3MSP) dei Disarmisti esigenti
(con l’aiuto di ricerche Google e Gemini. Il rapporto è ancora in fase di bozza da completare).

Sommario
La recente escalation della vicenda nucleare iraniana, culminata con gli attacchi (criminali!) agli impianti nucleari del regime autocratico degli ayatollah, ha messo in evidenza le profonde tensioni e le percepite incongruenze del sistema globale di non proliferazione nucleare.

Quante volte ho sentito questa frase!
C’era un grande speranza.
C’era una grande attesa.
Il successore di Cristo stava parlando
Mentre il mondo era in fiamme.
Come persone che vogliono coltivare la fede
a chi dovevamo rivolgerci?

Amore, amicizia e fratellanza. Alcuni spunti del grande poeta rivolti agli studenti che hanno finito l'anno scolastico.

Ora che la scuola è finita (l’ultima fatica rimane l’esame di stato) anche per noi insegnanti comincia il tempo del riposo. Sono giorni che cerco un luogo simbolico da cui guardare l’animo dei ragazzi: i loro desideri, le loro paure, le loro fatiche, il loro bisogno di emancipazione dai codici etici della società degli adulti, che si porta addosso la responsabilità di quello che succede fuori dalle aule scolastiche: guerre, violenze, ingiustizie, inimicizie, deportazioni, pulizie etniche, repressioni del dissenso.

  (a proposito dell’affermazione che Israele starebbe facendo il lavoro sporco per tutti noi)

Caro Cancelliere Merz, a proposito dell’affermazione da Lei fatta nel corso del G7 in Canada, Israele il lavoro sporco, anzi sporchissimo, lurido, direi, lo sta già facendo da quasi due anni nella Striscia di Gaza, con lo sterminio e le deportazioni di massa e anche in Cisgiordania (con la creazione di nuovi insediamenti abusivi per i coloni, l’espropriazione delle abitazioni di cittadini palestinesi e con fucilate e detenzione amministrativa per chi protesta), e ora ha iniziato a farlo anche contro la repubblica dell’Iran, che pur essendo governata da un regime che a me fa orrore, è pur sempre uno Stato sovrano.

Mi colpisce come dallo schieramento governativo si assuma l’esito dei referendum appena svolti come una definitiva sconfitta dei quesiti posti ed una conferma della loro inattualità solo perché sancita non da un dibattito franco sui contenuti, ma dalla indebita pressione esercitata per disertare le urne. Una prova – quest’ultima – più di debolezza che di capacità di stare in un confronto in campo aperto che segni una strategia su lavoro e cittadinanza come la CGIL ha proposto in auspicabile discontinuità con tutta la politica per i prossimi anni.

Navi. Nubi di fumi tossici ogni giorno sopra Napoli, emessi dai traghetti fermi in porto: livelli molto superiori a quelli consentiti dall’organizzazione mondiale della sanità. Lo rileva un monitoraggio effettuato da Axel Friedrich, esperto di inquinanti dell’aria, con Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria, e diversi componenti dell’associazione ambientalista tedesca NABU.

Fermiamo il genocidio!

A seguito della lettera diffusa dai docenti del Liceo Galfer di Torino "Rompiamo il silenzio su Gaza!", docenti, studenti, genitori di numerose scuole torinesi si sono riuniti in assemblea il 28 maggio 2025 per dire “Basta! Fermiamo il genocidio”. Oggi, 5 giugno 2025, portiamo in piazza la richiesta, condivisa per acclamazione, al governo italiano di rompere subito le relazioni diplomatiche, economiche e politiche con Israele.

Demonizza il dissenso, elemento strutturale e vitale della vita democratica, e colpisce categorie di persone additate ingiustamente come una grave minaccia per la collettività.

Cari amici, possiamo dire che la Pentecoste, detta laicamente, è la festa delle parole, del linguaggio, della comunicazione. In vista della comunione. Ossia la festa di quelle realtà che oggi, forse più di una volta, rischiano di essere strumenti di disprezzo, di esclusione, di violenza, oltre che di manipolazione e di inganno. Con le parole, sappiamo, si può uccidere oppure si può promuovere la vita.


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