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Appena arrivato in Sicilia, in macchina, Silvia parla con Sandra, sono entrambe mie compaesane di Pietraperzia. Sandra dice che un po' di anni fa frequentava Canicattì: “EÈ un paese fiorente e ricco”, al che Silvia, con sufficienza, fa: “Coi soldi della mafia!”. Silvia è una persona di media cultura, ha vissuto trent’anni a Milano dove ha insegnato a scuola.

Si potrebbe assai bene adattare la celebre canzone di Gino Paoli alle esternazioni dei nostri governanti che, mentre si stava consumando il fallimento della Cop di Baku, davano credito sui media ad opzioni energetiche irrisolte, indeterminate nel tempo, pur di non dar realizzazione ad una potenza elettrica rinnovabile a portata di mano e sostitutiva dei fossili.

Emergency è un’associazione italiana indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

Come principale relatore alla Camera dei deputati dell'atto di approvazione dello Statuto della Corte Penale Internazionale - divenuto Legge 232 del 1999 - e come parlamentare che ha partecipato alla delegazione che ha collaborato già nel 1997 con il Comitato preparatorio presso la sede ONU di New York, esprimo la mia piena soddisfazione per l'azione penale avviata dai giudici della Corte che con i mandati di cattura emessi nei confronti degli israeliani Netanyahu e Gallant e del palestinese Deif stanno dimostrando indipendenza e resistenza a pressioni indebite e di parte.

Recensione del libro "Le porte dell’arte. I musei come luoghi della cultura tra educazione basata negli spazi e costruzione della pace" di Gianmarico Pisa. I musei per la pace promuovono attivamente la risoluzione dei conflitti, educando alla nonviolenza e ai diritti umani.

I gruppi misti di ebrei e palestinesi in Israele e le loro relazioni in Europa e nel mondo. Una cronaca dei fatti e la loro sempre più drammatica intensificazione.

 

Apostolo dei diritti e della fratellanza fra i popoli, accanto ai più fragili, da sempre animato dai valori della Costituzione, oltre che da quelli religiosi, il presidente di Pax Christi entra così nella grande famiglia degli eredi della Resistenza. 

Il pensiero calcolante è sempre indietro rispetto al nostro umano andare, però ci opprime, è quella famosa “mente che mente” (la cita anche Brunori S.a.s. in una sua canzone!). In treno da Pisa a Firenze, dopo un viaggio in aereo da Catania a Pisa, rimango “sospeso” in Valdarno (secondo la mente che mente!), a Vaggio, a pochi chilometri dalla Pieve dove abito.

La Casa per la Pace di Pax Christi, immersa tra le colline toscane, è un luogo unico dove da decenni si costruiscono dialoghi, speranze e progetti per un mondo più giusto e pacifico. Oggi, però, ha bisogno di te!

Domenica 17 novembre, si è svolto a Firenze, presso la Casa del Popolo 25 Aprile, l’incontro con l’israeliana Eszter Koranyi e la palestinese Rana Salman, co-direttrici dell’organizzazione pacifista nonviolenta Combatants for Peace dove abbiamo potuto conoscere questa importante esperienza di attivismo pacifista di cui ovviamente non abbiamo traccia sui nostri media e mainstream cristallizzati sulla difesa della “giusta guerra” e delle “giuste reazioni” a quelli che si limitano ad essere solo riprovevoli attacchi terroristici senza una contestualizzazione generale della problematica, degli avvenimenti e della storia.

Combatants for Peace è nata vent’anni fa a partire dalla coraggiosa obiezione di coscienza di ex militari israeliani ed ex militanti palestinesi intenti, con difficoltà e anche tormento personale, a trovare un’alternativa alla spirale della violenza crescente, distruttiva e inutile. Da qui è nato un movimento di uomini e donne, con la partecipazione sempre più attiva di giovani e lo sviluppo di sempre maggiori iniziative e percorsi di supporto attivo e promozione verso la pubblica opinione. Abbiamo così potuto conoscere i numerosi e difficili interventi di interposizione nelle aree della Cisgiordania assediate dai coloni, seme di una soluzione pacifica di coesistenza e accettazione della reciproca esistenza dei due popoli israeliano e palestinese.

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C’è un momento in cui le parole diventano pietre. Non macigni che feriscono, ma pietre d’inciampo, capaci di fermarci sulla strada e costringerci a riflettere. Questo è quanto ha fatto Papa Francesco nel suo ultimo intervento sulla crisi di Gaza, contenuto nel libro “La speranza non delude mai”. E noi non possiamo permetterci di restare indifferenti.


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