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Si è consumata nuovamente un'altra tragedia nel Mediterraneo, ormai trasformato in un mare di morte: un barcone con più di 750 persone è naufragato di fronte alle coste greche, il tutto favorito dal cinismo della politica dei Paesi europei interessati più ad arginare il fenomeno migratorio con i respingimenti, come è emerso nell'ultimo accordo fatto lo scorso 8 giugno, nel quale di fatto è stato cancellato il principio di non respingimento, attuale cardine della Convenzione di Ginevra.

La festa del “Corpus Domini”, celebrata ieri, non ha più (salvo eccezioni) la solennità e la partecipazione popolare di una volta – diciamo fino a mezzo secolo fa – e tuttavia essa rimane un momento capitale per verificare, almeno in modo empirico, se le persone che si dicono cristiane sanno la responsabilità che si assumono dando pubblicamente testimonianza della loro fede nell’Eucaristia.

Esserne rimasto a lungo lontano avrebbe potuto trasformare la mia lontananza in nostalgia. Forse è accaduto all’inizio, dopo il primo soggiorno in Costa d’Avorio e, gradualmente meno, negli altri. C’è qualcosa che ci ha cambiati entrambi, il Paese e chi scrive la presente lettera a chi ha voglia e tempo di ‘aprirsi’ a sua volta.

19 APRILE 23
Ripartire dalla Pacem in terris. Un cantiere sinodale per la pace.

Al circolo ricreativo “Le Ciminiere” di Scandiano giovedì sera si è compiuto un gesto di grande solidarietà e sostegno alla causa di Julian Assange, di fatto la donazione di una somma, frutto delle offerte libere raccolte per l’evento della serata, al movimento Free Assange Reggio Emilia.

Uscire dal sistema guerra
Chi, nel dibattito sinodale, critica la difesa dalla guerra con la guerra, dalle armi con le armi, non disconosce affatto il dovere-diritto dell'aggredito di difendersi coi mezzi possibili.

Qualifica Autore: Rabbino, co-fondatore del movimento “Rabbini per i diritti umani” e dell’associazione “Religioni per la pace”

“Voi siete i nostri occhi che possono vedere. Voi siete coloro che possono dire, devono dire – a noi e al mondo – quello che sta succedendo qui, quanto lontano ci siamo allontanati dalla società civile, dai nostri principi e dai nostri valori. Voi siete le nostre orecchie che ascolteranno per noi il grido degli oppressi. Voi ci ricorderete che senza pace non abbiamo nulla”.

Ripartire dalla Pacem in terris. Un cantiere sinodale per la pace.

Qual è il piano di pace del nuovo governo Netanyahu, in continuazione del resto con i precedenti governi israeliani? Un lettore lo spiega in pillole.

"A me non importa se ci furono guerre giuste nel passato: ci basta sapere che oggi nessuna guerra del nostro secolo può dirsi giusta"
Primo Mazzolari (in Adesso, 1° aprile 1952; ora anche nel volumetto La Pasqua, Edb, 2018, 53)

L’insensata e ignominiosa guerra di aggressione della Russia all’Ucraina da due mesi si insinua anche nelle nostre vite, addensa preoccupazioni sul nostro futuro, ci sconvolge per le efferatezze disumane e orribili, nonostante queste siano il corollario di ogni guerra.


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