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Dunque Rex Tillerson, ministro degli Esteri statunitense, ha scelto Sant’Anna di Stazzema per legittimare il recente lancio di missili in Siria e annunciare futuri interventi militari. “Noi vogliamo rispondere a quanti colpiscono gli innocenti in qualunque parte del mondo”, ha detto il Segretario di Stato, due giorni dopo l’attacco missilistico alla Siria e tre giorni prima del lancio della ‘madre di tutte le bombe’ in Afghanistan. Parole che fanno tremare perché corrispondono – appunto – a bombardamenti, esplosioni, lanci di missili: azioni di morte compiute in nome di “innocenti” ma che colpiscono – immancabilmente – altri ‘innocenti’”.

Stanley Hauerwas: i protestanti hanno vinto la riforma di Lutero. Allora perché siamo ancora qui? Washington Post, 27 ott. 2017.

Mentre scrivo questo articolo l’attenzione è puntata sulla conferenza per il disarmo nucleare che comincerà il 27 marzo 2017 a New York. Una conferenza che punta ad avviare i negoziati per mettere al bando le armi nucleari.

Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina dove vi lavora dal 2001 (https://diversidadenmovimiento.wordpress.com/)

A 15 anni dall’entrata in vigore del Protocollo opzionale alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (2002), si celebra il 12 febbraio 2017 la giornata internazionale contro l’utilizzo dei minori in guerra. Ricorrenza funestata dai drammatici dati diffusi dalle Nazioni Unite: nel 2015 sono stati almeno 250 mila i ragazzini impiegati da eserciti regolari o irregolari come soldati, cuochi, facchini e schiavi sessuali.

Si arrampicano sul muretto, si intrufolano tra le maglie squarciate della recinzione, scavalcano e camminano in equilibrio sul cordolo per qualche metro. Saltano dall'altra parte e camminano in fila indiana, inerpicandosi sui sentieri di terra rossa e fangosa, tra sterpaglie, pietre, case della gente del luogo e cani randagi. E vanno verso il paese, molti in infradito e ciabatte di pezza, in attesa di.

Intervista con Maurizio Albahari, a cura di Orsola Casagrande, dal 14° Rapporto sui diritti globali

Fonte: www.dirittiglobali.it - 25 gennaio 2017

 La demonizzazione di migranti e rifugiati si combatte nella pratica di ogni giorno, dice Maurizio Albahari, professore associato presso il Dipartimento di Antropologia e la facoltà di “Global Aairs” dell’Università di Notre Dame negli Stati Uniti, che sottolinea come l’Europa non sia messa in crisi da migranti e rifugiati, ma dalla disuguaglianza interna, dal precariato divenuto normale, dalla ricerca populistica di consenso, dalla frammentazione nazionale delle politiche migratorie e di asilo, e dalla concatenazione di frontiere materiali e digitali che generano illegalità e caos.

 

Questo messaggio di papa Francesco (si legge in vatican.va), oltre la nota freschezza e chiarezza del linguaggio, mi pare che abbia l'importanza di un passo storico. Non è solo una giusta esortazione alla pace, ma indica la nonviolenza interiore, attiva e politica come via alla pace. È anche importante che in un documento di questa levatura la parola sia scritta  unita (nonviolenza) e non staccata (non violenza), per esprimerne il carattere positivo e non solo negativo. Non si tratta tanto di non fare violenza, quanto di gestire i conflitti naturali della vita con forze umane costruttive. Francesco sottolinea il carattere attivo e costruttivo della linea culturale-morale-politica nonviolenta.

Quando sento le parole “vittoria” o “sconfitta”
sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore.
Non sono parole giuste, l'unica parola giusta è “pace”.
(Papa Francesco)

Cari amici di Pax Christi, mi spiace molto mancare all’appuntamento con voi, ma purtroppo un’impietosa prevaricazione degli eventi strattona gli impegni e li restringe in spazi angusti. Ritornare alle origini delle scelte sortisce sempre l’effetto, magari scomodo ma comunque proficuo, di riverificare il cammino percorso, o meglio il suo senso. 

Oggi, alle 18.00 circa dell’ora di New York (le 24.00 per l’Italia), il 27 ottobre 2016,  al Palazzo di Vetro è passata la risoluzione presentata dal Messico (co-sponsor  per la redazione l'Austria, Brasile, Irlanda, la Nigeria e il Sud Africa) e da altri 57 Paesi per il bando delle armi nucleari con una Conferenza ONU da tenere nel 2017.

Agenda Onu 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi.