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Papa Giovanni XXIII: Ramonda (Apg23), una forzatura farlo diventare Patrono dell'Esercito

L’istituzione di un “tavolo tecnico per la messa in sicurezza e la sistemazione dell’assetto idrogeologico del torrente Trapani”. L’ennesima suggestiva narrazione dell’amministrazione comunale a guida Renato Accorinti per occultare il saccheggio senza fine del territorio, madrine ancora una volta le imprese in mano ai soliti noti. Un comunicato stampa del Comune, pubblicato il 5 gennaio 2017, formalizzava l’accordo tra l’assessore alle Politiche del territorio, l’ingegnere Sergio De Cola e un paio di società costruttrici per “individuare possibili soluzioni e ristabilire condizioni di sicurezza della collina e delle abitazioni realizzate in questa parte della città”.

Che san Maurizio martire – divenuto cristiano e quindi obiettore di coscienza all'esercito, ucciso da quell'esercito in cui non voleva più prestare servizio – sia patrono degli alpini, lo sapevamo.
Che san Giovanni XXIII sia stato scandalosamente proposto – con manovre oscure, anticonciliari, e, inoltre, opposte al pensiero, allo stile, alle azioni di papa Francesco –come patrono dell’esercito italiano, lo veniamo a sapere ora. Con grande sconcerto e indignazione.

Amnesty International Italia – Movimento dei Focolari
Oxfam Italia – Rete della Pace – Rete Italiana per il Disarmo

L’appello al Presidente del Consiglio di reti ed organizzazioni italiane fa seguito al terzo voto del Parlamento Europeo a favore di un embargo delle forniture di armi all’Arabia Saudita.

Cari ragazzi,

un nuovo anno scolastico ci sta aspettando e, per affrontarlo al meglio, bisogna partire equipaggiati, come per un’escursione in montagna o un viaggio particolarmente impegnativo: scarpe comode e robuste, zaino non troppo pesante, acqua a volontà e, soprattutto, tanta energia e voglia di farcela. Per questo è importante che abbiate trascorso un’estate sì di riposo, ma ricca di incontri ed esperienze che abbiano acceso in voi nuove scintille d’interesse, che vi abbiano regalato nuova carica vitale insomma. A me è successo, e vorrei che così fosse stato anche per voi. Per offrirvi il mio benvenuto, ho scelto di condividere attraverso queste righe un’esperienza estiva che ha messo radici tra i miei pensieri e riflessioni, difficile, penso e allo stesso tempo spero, da sradicare. Nel vostro linguaggio, una sorta di tatuaggio permanente, disegnato ben più in profondità che sulla pelle.

Ho trascorso una settimana come volontaria al Campo “Io ci sto”, a Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia. Per raccontarvi l’esperienza, userò ed espanderò le stesse parole che hanno dato il nome al campo, le parole già dicono tutto.

Decine e decine di gabbie per topi o, forse, meglio, per cavie di quello che è il nuovo, ennesimo laboratorio sperimentale delle pratiche europee di repressione e annullamento di corpi, volti, speranze. A Messina, presso l’ex Caserma “Gasparro” di Bisconte si sono conclusi i lavori di realizzazione della maxi-baraccapoli per migranti:  soffocanti container e prefabbricati posizionati uno sull’altro, modello favelas, nessuna finestra aperta verso l’esterno affinché non si possa comunicare noia o disperazione aldilà del lager. L’ennesima vergogna dell’accoglienza negata, una ferita nella coscienza di una città che da quasi un lustro sembra non voler accorgersi della trasformazione e militarizzazione urbana in funzione anti-migranti.

Su spinta del Parlamento europeo, a Montecitorio la maggioranza propone un decreto legislativo per imporre ai sauditi un embargo commerciale. Ma lascia libera la vendita di armi al Paese che dal 2015 conduce una guerra illegittima in Yemen con oltre 10mila morti

È stata rimessa a nuovo da qualche tempo. La Posta Centrale di Niamey si trova dietro il cortile dell’Assemblea Nazionale. Si passa la sconnessa via delle Banche, il distributore Total, alcuni ristoranti che arrostiscono carne a ogni ora e la piazza della Concertazione. L’edificio ridipinto dell’Assemblea Nazionale è circondato da un muro difeso da blocchi di cemento anti-dijadisti.

Spesso in carcere le ingiustizie più piccole pesano come macigni, specialmente le ingiustizie gratuite (Diario di un ergastolano. www.carmelomusumeci.com)
Un nuovo provvedimento emanato dal DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) del Ministero della Giustizia regolamenterà, e torturerà democraticamente, i detenuti sottoposti al regime di tortura del 41 bis.
Quando ho letto questa Circolare ho pensato che difficilmente, per non dire mai, il carcere riesce a educare il prigioniero, ma alcune volte, per fortuna, riesce a far riflettere.

Gli organi di informazione, i saggi ed i sapienti da salotto buono, coloro che guidano e conducono le danze, ci costringono con le spalle al muro, peggio, ci obbligano a ragionare con la pancia, mai con la testa, fosse mai con il cuore. Quando il dibattito è inerente al carcere, c’è sempre conflitto di interessi, di corporazioni contrapposte e divergenti, di casacche sdrucite in bella mostra e roboanti filippiche nazional popolari, molto in auge al bar sport, in particolare alla bouvette in Parlamento.

Grandi manovre nucleari alla Camera
Il giorno prima che il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari venisse aperto alla firma alle Nazioni Unite, alla Camera dei deputati è stata approvata il 19 settembre, a grande maggioranza (296 contro 72 e 56 astenuti), una mozione Pd a firma Moscatt e altri. Essa impegna il governo a «continuare a perseguire l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari attraverso la centralità del Trattato di non-proliferazione (Tnp), valutando, compatibilmente con gli obblighi assunti in sede di Alleanza atlantica, la possibilità di aderire al Trattato per vietare le armi nucleari, approvato dall'Assemblea generale dell'Onu».


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