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Questo messaggio di papa Francesco (si legge in vatican.va), oltre la nota freschezza e chiarezza del linguaggio, mi pare che abbia l'importanza di un passo storico. Non è solo una giusta esortazione alla pace, ma indica la nonviolenza interiore, attiva e politica come via alla pace. È anche importante che in un documento di questa levatura la parola sia scritta  unita (nonviolenza) e non staccata (non violenza), per esprimerne il carattere positivo e non solo negativo. Non si tratta tanto di non fare violenza, quanto di gestire i conflitti naturali della vita con forze umane costruttive. Francesco sottolinea il carattere attivo e costruttivo della linea culturale-morale-politica nonviolenta.

Quando sento le parole “vittoria” o “sconfitta”
sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore.
Non sono parole giuste, l'unica parola giusta è “pace”.
(Papa Francesco)

Cari amici di Pax Christi, mi spiace molto mancare all’appuntamento con voi, ma purtroppo un’impietosa prevaricazione degli eventi strattona gli impegni e li restringe in spazi angusti. Ritornare alle origini delle scelte sortisce sempre l’effetto, magari scomodo ma comunque proficuo, di riverificare il cammino percorso, o meglio il suo senso. 

Oggi, alle 18.00 circa dell’ora di New York (le 24.00 per l’Italia), il 27 ottobre 2016,  al Palazzo di Vetro è passata la risoluzione presentata dal Messico (co-sponsor  per la redazione l'Austria, Brasile, Irlanda, la Nigeria e il Sud Africa) e da altri 57 Paesi per il bando delle armi nucleari con una Conferenza ONU da tenere nel 2017.

Agenda Onu 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi.

Ogni mattina le bacheche per gli annunci del metrò di Città del Messico vengono ricoperte di volantini di familiari che cercano un caro scomparso. Le edicole sono quotidianamente decorate con nuove foto di cadaveri di morti ammazzati. I telegiornali della televisione pubblica propongono carrellate di omicidi e sparizioni. Dal 2006 il Messico è un paese in guerra. “L’offensiva contro il narcotraffico dell’allora presidente Calderón ha scatenato una spirale di violenza che non ha nulla da invidiare all’Afghanistan, la Siria, lo Yemen e l’Iraq” dice la giornalista Veronica Basurto.

L’altro mondo non è distante. Sono passati quaranta giorni e a Niamey la temperatura annunciata in volo è di 36 gradi centigradi. Dai 18 gradi di Parigi ai 24 di Genova l’altro mondo ritrovato conserva la sua calda identità tropicalizzata. Il colore è lo stesso di prima della partenza. Composto da un misto di polvere riverniciata di fresco dalla stagione delle piogge. La carta d’imbarco fa accedere all’interno dell’aereo che dà l’impressione di conoscere la rotta, mette la musica e offre i giornali gratis.

La non violenza: stile di una politica per la pace

Preghiera per la 103.ma Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato (15.1.2017)

 Ispirata dal Messaggio di Papa Francesco, datato 8.9.2016

don Francesco Dell’Orco

Caro Papa Francesco,

siamo un gruppo di Donne e uomini in cammino, che hanno a cuore la dimensione spirituale dell’esistenza, consapevoli del mistero in essa racchiuso. Il fatto di chiamarci “donne” e “uomini” non è casuale. Nei nostri intendimenti, infatti, è sottesa una ri-significazione di tali parole, nel convincimento che usare il termine “uomo” in senso neutro non promuova una cultura rispettosa della differenza originaria tra i sessi. Nel dirci “in cammino” alludiamo alla nostra condizione di viandanti, perché la pratica del confronto-dialogo tra donne e uomini richiede disponibilità al mutamento, ad aprirsi, ad essere in uscita, come Lei pure auspica sia la Chiesa (E.G. 20).

Essere donna vuol dire vivere costantemente in cammino, rivendicando libertà, autonomia e emancipazione. Le donne non sono semplicemente nel mondo, ma permettono il venire al mondo di qualcuno, non solo dal punto di vista strettamente generativo, ma anche educativo. Il venire al mondo implica l’introduzione del ‘nuovo’, l’inizio di qualcosa di diverso e altro, un venire al mondo gravido di speranze, che porta con sé il gene della possibilità, dell’alternativa, dell’essere differente da un mondo che non è come vorremmo, o meglio, come dovrebbe e potrebbe essere. L’opposto della morte è la nascita, non la vita, per questo dovremmo ripensare l’importanza del venire al mondo, l’evento cruciale dell’essere partoriti, del nascere. Possiamo nascere solo da donna. Le donne possono rappresentare l’altro, personificare le possibili alternative nei nostri territori, consentirci un’autentica rinascita, un nuovo inizio, una seconda nascita che ci fa entrare nel mondo del cambiamento.
Donne e mafie, nel corso della storia, sono state indissolubilmente legate, le donne hanno rappresentato e rappresentano la forza e la protezione per i mafiosi, se non addirittura alcune di loro sono ai vertici delle stesse organizzazioni criminali.


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