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Qualifica Autore: Centro Pace di Forlì

Come Centro Pace di Forlì abbiamo deciso di ricordare il 4 novembre, non perché festa, ma memoria di un'attività umana che deve essere posta fuori dalla Storia: la guerra. Per fare ciò abbiamo invitato Lorella Berletta, giornalista di Milano e autrice del libro di memorie “La luna al suo comando. Storia di Felice Magliano, internato militare italiano”.
Il libro ha anche la prefazione di Liliana Segre e una nota introduttiva di Gianfranco Pagliarulo.

Come appreso dalle parole dell’AD di Leonardo Roberto Cingolani, in occasione della presentazione dei risultati dei primi 9 mesi del 2025, è in fase di negoziazione il primo contratto internazionale per il GCAP, che vedrà protagoniste le 2 interfacce internazionali del programma, ovvero quella governativa, il GIGO (GCAP International Government Organisation), e quella industriale, la joint venture EdgeWing.

Abbiamo ricevuto queste notizie da Kassarat, un villaggio beduino in Cisgiordania. Il 4 novembre alcuni soldati IDF hanno distrutto un asilo, perchè era disegnata una bandiera palestinese.

"Non avevamo neppure il coraggio di alzare lo sguardo. Già prima dell’alba, quando era ancora buio, sono arrivati: cinque o sei grandi autobus pieni di soldati, pattuglie, jeep, cani. Un’operazione su vasta scala contro un piccolo villaggio di appena 45 famiglie. Quattro ore immobili, senza mangiare, senza poter andare in bagno. Non sapevamo cosa stessero cercando. In alcune case hanno portato via il poco denaro che avevano. [...]

Ritengo utile collegare alcune espressioni di Leone, pronunciate in tre momenti il 2 novembre, agli operatori e alle operatrici di pace che ci hanno lasciato, anzi che sono diversamente presenti tra noi. A quelli e quelle che abbiamo conosciuto o hanno operato nella polvere della storia, nella comunione dei santi della pace. Shalom. 

In continuità con quanto già effettuato negli scorsi due anni, si svolgerà anche quest'anno “La scuola di pace” promossa dalla Comunità ecclesiale di Tremestieri etneo (CT) in collaborazione con la scuola primaria e la scuola secondaria e con il contributo di varie associazioni, tra cui Pax Christi.
Il primo anno è stata proposta agli studenti una riflessione sul quadro di “Guernica” di Pablo Picasso, l'anno scorso il lavoro è iniziato con una riflessione sul quadro di Van Gogh “Mandorlo in fiore”. Quest'anno il lavoro avrà inizio con la visita alla mostra di Banksi a Modica (RG).

Il 4 novembre torna ogni anno come una data che divide e interroga. Ufficialmente è la giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, ma per molti resta soprattutto il ricordo della fine della Prima Guerra Mondiale: un conflitto che ha lasciato sul campo milioni di morti, giovani vite spezzate, famiglie distrutte.

Ascanio Celestini, scrittore e autore di teatro, nel libro Poveri Cristi, pubblicato da Einaudi agli inizi del 2025 raccoglie, in tre distinte sezioni, i racconti che hanno strutturato i tre suoi spettacoli teatrali precedenti: Laika (del 2015), Pueblo (del 2017), Rumba (del 2023). Tre sezioni che si possono leggere in sequenza ma anche separatamente.

Anche con l'arte si fa resistenza. Nel dossier di febbraio 2023, su "Partecipazione femminile di confine", Marcella Orsini ha intervistato Malak Mattar, una giovane artista palestinese, della Striscia di Gaza, che ha iniziato a dipingere all'età di 14 anni, sotto i bombardamenti israeliani.

Qualifica Autore: Peacelink

Ha rivelato i crimini di guerra australiani in Afghanistan.

C’è un gesto che, in certi ambienti militari, veniva chiamato blooding. Nel gergo delle forze speciali australiane (SAS), indicava il primo omicidio compiuto da un giovane soldato come rito di iniziazione. Ma dietro questo termine gergale si nascondeva un crimine: l’uccisione di persone disarmate o di prigionieri, atti vietati dal diritto internazionale e dal semplice rispetto della vita umana.

Un viaggio di quasi 2.000 chilometri nel cuore del Sahara alla ricerca delle radici dimenticate della Fede cristiana: è l’impresa che Emanuele Franz – filosofo, poeta e storico delle religioni – ha compiuto tra le sabbie del deserto, lungo un itinerario che unisce spiritualità, storia e archeologia.

Confessioni di un reduce dagli Esercizi ignaziani

Ho da poco concluso online il Corso di formazione per Direttori di Esercizi Spirituali Ignaziani organizzato dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. E già qui vedo qualcuno arricciare il naso: roba da preti, penserete. E invece no. O meglio: sì, roba da preti – perché il mondo ignaziano nasce tra tonache e monasteri – ma anche roba da uomini e donne che hanno il coraggio, raro, rarissimo, di fermarsi un attimo e guardarsi dentro senza sconti. Un esercizio che oggi appare più arduo di una maratona a piedi scalzi sull’asfalto di luglio.


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