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Papa Francesco e Donald Trump: Pressing del Papa su Trump e Kim. Undici Nobel per la pace chiederanno il disarmo atomico

Ci è mancato don Cesare Massa, di Vercelli. Quando fui nominato Presidente di Pax Christi Italia, lo trovai nel piccolo numero di membri col desiderio di dar vita a una apertura della Sezione italiana, allora orientata da un Segretario, un  industriale toscano che la vedeva come un appoggio alla Democrazia cristiana, in particolare ai suoi settori più conservatori.

Ormai la guerra è compatibile con tutto! Il povero Giovanni XXIII, per aver fatto vera assistenza spirituale ai militari italiani condividendone le sofferenze in trincea, senza stellette, come prete semplice, ora si trova sugli stendardi dei nostri ufficiali-preti che partecipano a un esercito con bombe nucleari che fa missioni di “pace” bombardando anche con droni.

Ci si dovrebbe anzitutto domandare a che serve il patronato. E si potrebbe rispondere: “Ecco voi che lo ricevete, sappiate che il vostro intercessore presso Dio ha fatto prima di voi le cose che voi fate , le ha fatte meglio di voi ed al suo esempio dovete conformarvi”. Se il patronato è questo, l’esercito italiano, accettando il patronato di san Giovanni XIII , ne deve accettare l’azione e il pensiero che la ispirava.

Nel mese di febbraio 2013 il Punto Pace di Pax Christi di Ferentino ha presentato alla Direzione della Casa Circondariale di Frosinone un progetto rivolto ai detenuti per la Mediazione dei conflitti all’interno del carcere. Mossi dall’idea che fosse necessario uscire dalle nostre comodità, sicurezze e anche da qualche pregiudizio; che forse era giunto il momento di contribuire a combattere un fenomeno che papa Francesco definisce “cultura dello scarto”, abbiamo ritenuto opportuno preparare i detenuti al loro reinserimento nella società, al termine della pena, realizzando ciò che è previsto nella nostra Carta Costituzionale.

A dire il vero è cominciata ancora prima. L’unica rivoluzione che, dopo quella delle donne, è l’unica a riuscire nel suo intento è questa. Il sistema questo l’ha capito. Ormai da anni organizza, senza riuscirvi, di spazzarla via. Controlli ogni volta più invasivi, biometrie, trincee, fossati, muri, fili spinati, documenti, indagini, polizie, pattugliamenti, droni, detenzioni, rimpatri ed espulsioni. L’unica rivoluzione d’ottobre che funziona è quella migrante.

Cari Amici della Poesia, vi trasmetto con questo invio estivo, a cavallo tra luglio e agosto, due liriche che riflettono sul senso della poesia stessa e sulle sue fantastiche potenzialità di trasfigurare il reale. Entrambe inedite, sono in corso di pubblicazione nel volume Novantanove pensieri di poesia, presso le edizioni Mimesis. A tutti un cordialissimo augurio di continuare a trascorrere una buona estate.
Gianni

Conferenza di Padre Davide Maria Turoldo  (Vertova, martedì, 7 marzo 1978)

 

Carissimi amici e amiche, nel silenzio del cuore e della notte, è affiorata alla mia mente una preghiera che composi in occasione di un Convegno sui Laici tenutosi a San Giovanni Rotondo nell’aprile-maggio del 2011. Raccogliendomi un attimo, ho sentito di rifarla fortemente mia applicandola al ”dramma della siccità” che stiamo vivendo e ai tanti dolori dell’umanità ancora senza risposta.

La notizia dell’ennesimo suicidio in carcere mi ha fatto pensare che l’Assassino dei Sogni (il carcere, come lo chiamo io) convince a togliersi la vita più d’estate che d’inverno. Che amarezza però che quasi nessuno ne parli e dica che la sofferenza che c’è in un carcere non si trova in nessun altro luogo, neppure nelle corsie di un ospedale. I suicidi dall’inizio di quest’anno sono arrivati a 32, per un totale di 68 morti. Per sensibilizzare l’opinione pubblica ho pensato di dare voce a qualche detenuto che s’è tolto la vita (che altro posso fare?) raccontando la storia di Melo, un prigioniero che ho conosciuto molto bene.

Un incontro di studio a Viterbo. Si e' svolto venerdi' 25 agosto 2017 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul pensiero e l'opera di Danilo Dolci. Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati vari testi del grande testimone della nonviolenza.


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