- Scritto da Anselmo Palini
Il 26 aprile 1998 veniva assassinato, da persone appartenenti all’esercito a Città del Guatemala il vescovo Juan Gerardi, autore del rapporto “Guatemala. Nunca mas!” (Mai più), di denuncia di episodi di violenza subiti dalla società civile in Guatemala per 36 anni, dal 1960 al 1986. Lo ricordiamo riproponendo un articolo di Anselmo Palini.
- Scritto da Rosa Siciliano
L'esperienza di don Antonio Allegritti nella Marsica.
Nell’area della Marsica, territorio interno dell’Abruzzo segnato da fragilità strutturali ma anche da una forte identità comunitaria, esistono semi di speranza e di cambiamento possibili. Esiste una Chiesa di popolo, di strada, che vive nei sentieri dell'umanità e nella Storia.
- Scritto da Sergio Paronetto
Un attacco senza precedenti. Una reazione violenta. Un delirio di onnipotenza. Una minaccia paramafiosa. Dopo le insistenti affermazioni di papa Leone contro i signori della guerra, Trump, sentendosi chiamato in causa, accusa il Papa di essere «pessimo in politica estera» e di ostacolare la sua amministrazione. Lo minaccia di «darsi una regolata nel suo ruolo», di «usare il buon senso», di «smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande papa, anziché un politico».
- Scritto da Sergio Paronetto
Vince il No. Vince la Costituzione. Mi vengono subito in mente tre pensieri. Il primo è quello dell' inizio della primavera che si è aperta con la vibrante manifestazione di Libera in memoria delle vittime delle mafie e con le iniziative in ricordo dei martiri della pace, della giustizia e della cura della casa comune.
- Scritto da don Salvatore Leopizzi
- Qualifica Autore: Pax Christi - Gallipoli
Nel giorno del compleanno di don Tonino Bello
“Un saggio orientale diceva che se lui avesse avuto per un attimo l'onnipotenza di Dio l'unico miracolo che avrebbe fatto sarebbe stato quello di ridare alle parole il senso originario.
Per quel che riguarda la pace pare che questa ‘sindrome dei significati stravolti’ fosse presente anche nei tempi remoti, se è vero che perfino in un salmo della Bibbia troviamo denunce del genere: ‘essi dicono pace ma nel loro cuore tramano la guerra’.”
- Scritto da Giancarla Codrignani
Come dice Dacia Maraini, “Vedo una voglia di punire le toghe e limitare la loro libertà”. Le toghe disturbano il governo perché sono troppi i parlamentari inquisiti e, come succede solo in Italia, troppi i Comuni sciolti da un magistrato per infiltrazione mafiosa (dal 1991al 2024 sono stati 268). La libertà del magistrato si chiama autonomia: significa che dipende solo dalla Costituzione.
- Scritto da Rosa Siciliano
Abbiamo appreso, con grande dispiacere, della morte improvvisa di Alberto Trevisan, storico obiettore di coscienza. Si è spento ieri, il 12 marzo, proprio nel giorno di San Massimiliano, nato nel 274 e morto a Tebessa il 12 marzo 295, ucciso perchè si era rifiutato di prestare servizio militare e, per questo, considerato patrono degli obiettori di coscienza. Alberto Trevisan, autore del libro "Ho spezzato il mio fucile", è tra i padri della legge sull'obiezione di coscienza, la nota L. 772/1972. Una vita intera di coerenza, di testimonianza, di nonviolenza: Vorrei "che i giovani capissero che non occorre essere eroi, emergenti, competitivi ma 'ognuno deve fare qualcosa' come ci ha chiesto Aldo Capitini", scriveva in un'intervista di Diego Cipriani, pubblicata in Mosaico di pace nel novembre 2005.
- Scritto da Sergio Paronetto
- Qualifica Autore: Pax Chisti Verona, già vice presidente nazionale
Anche Pax Christi fa parte del Comitato civico nazionale per il No al referendum, ritenendo la pace sorella della democrazia e del diritto. Ne parlava spesso Luigi Bettazzi col nostro Centro studi dove avevamo contatti con Tina Anselmi. Avendo letto i cento e più volumi della sua Commissione sulla loggia massonica P2, ho trovato spesso una proposta simile a quella della riforma Nordio, cioè il Piano di rinascita democratica, sequestrato a M. Grazia Gelli nel 1982.
- Scritto da Lettera firmata
Alla vigilia dell'8 marzo e durante questa assurda guerra in corso, vogliamo dedicare un nostro pensiero a tutte le donne iraniane che, negli anni scorsi e pagando un prezzo altissimo, hanno riempito le piazze in modo nonviolento, dando vita al grande movimento "Donna Vita Libertà". Riceviamo questa lettera firmata e la pubblichiamo in forma anonima.
Se guardiamo alla presenza effettiva delle donne iraniane nella società, emerge un'immagine di incredibile dinamismo e competenza che spesso sfida le narrazioni semplificate. In Iran, la presenza femminile non è solo una "quota", ma una forza motrice strutturale del Paese.
- Scritto da anonimo
Cosa c’è in gioco in Iran? Riceviamo questo articolo firmato e lo pubblichiamo in forma anonima.
Non ha fatto né la Prima e né la Seconda guerra mondiale, non ha invaso l'Africa o l'America latina e ha subito 8 anni di guerra da Saddam che era protetto e fornito da tutto il mondo. L'Iran è seduto su una delle riserve di ricchezza naturale più vaste del pianeta. Nel 2026, il valore totale stimato delle sue risorse naturali (energia e minerali) ammonta a circa 27.300 miliardi di dollari, posizionandolo al quinto posto mondiale per ricchezza di risorse, dietro solo a Russia, USA, Arabia Saudita e Canada.
- Scritto da Antonio De Lellis
- Qualifica Autore: Coordinatore nazionale Pax Christi
Oggi assistiamo alla delegittimazione del diritto e di chi l’amministra, ma questo provoca solo il Caos e porta al tempo di Ares, il dio della guerra e della frammentazione perenne. La situazione in Iran ne è un chiaro esempio. Nessuno, penso, non gioisca per una probabile fine delle atrocità e per la repressione della Repubblica islamica di Teheran ai danni del proprio popolo. Però, se oggi puoi bombardare un dittatore perché il bersaglio lo meritava, domani la stessa logica varrà per chiunque altro.
- Scritto da Sergio Paronetto
Il 18 febbraio 2026 è morto Jesse Jackson, il carismatico leader statunitense per i diritti civili, ministro battista cresciuto nel Sud segregato, stretto collaboratore di Martin Luther King.
- Scritto da Giancarla Codrignani
Limitare la difesa, ultima “eresia” del vescovo d’Ivrea
Non conosco documenti scritti, ma nelle ultime telefonate esprimeva dubbi, non approfonditi ma chiari, sulla “forza” che è implicita nel diritto alla difesa che è da limitare. Il vescovo rifondatore di Pax Christi per tutta la vita ha agito a sostegno della pace e della nonviolenza, reagendo agli attentati alla libertà e all’autodeterminazione dei popoli, ai conflitti, alle guerre, alle complicità dei governi con i produttori di armi senza solidarismo convenzionale, ma argomentando per prevenire l’abuso della forza, insidia grande anche delle intenzioni migliori.
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