La carovana di pace e nonviolenza, Stopthewar now, è partita oggi per la sua seconda missione nonviolenta, dopo quella a Leopoli, diretta a Odessa e Mykoaiev. Per esprimere solidarietà alle vittime. Per dire che la pace si può costruire solo senza armi. 

Fermi tutti! Alle 9,30 di stamattina grande evento. "Quella di giovedì 16 giugno – scriveva il Giornale di Brescia il 10 giugno scorso - è una data destinata a restare negli annali dell'aerobase del Sesto Stormo di Ghedi. Alle 9.30, infatti, è atteso l'atterraggio del primo F35 consegnato ai Diavoli Rossi. Si tratta del velivolo destinato a sostituire il Tornado".

Oltre tre mesi di combattimenti in terra ucraina. Un massacro. Pax Christi leva ancora più forte la propria voce perché si giunga a un immediato cessate il fuoco e perché la pace si rispristini con il dialogo e i negoziati e non con altre armi, "perché non c'è niente di buono là dove prevale e predomina la logica della guerra e del ‘nemico' da cui difendersi e da attaccare" (cfr. mio articolo su Famiglia Cristiana del 5 aprile 2019, nda).

Qualifica Autore: Consigliere nazionale di Pax Christi

"Carissimo Abramo, nell'aria c'è odore di zolfo". Don Tonino, oggi, nel 29° anniversario della tua morte, ti ricordo con queste parole scritte nel 1990, prima della guerra del Golfo. Sì, sono giorni di guerra, di tante guerre! E anche oggi ci sono missili, bombe e cannoni che dettano legge e seminano morte. L'aria è pesante, in tutti i sensi…

Eh sì, davvero, ci sono giorni in cui i sentimenti e le emozioni si accavallano in un modo così coinvolgente che quasi non te ne rendi conto, e ti sembra di vivere in un'altra dimensione, in un altro mondo.

La storia che abbiamo alle spalle, ma anche la testimonianza della libertà di opinione: nel 1511 esce l’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam.

È l'anniversario dell'assassinio di mons. Romero, (San Salvador 1980). È anche la giornata della memoria dei missionari martiri.
La memoria di Sant' Óscar Arnulfo Romero, pur essendo stata iscritta nell'Albo dei Santi il 14 ottobre 2018 non ha trovato spazio nel nuovo Messale Romano in lingua italiana.

Il 18 marzo 1935 nasceva don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta e Presidente di Pax Christi. La tentazione è quella di dire: “Se fosse qui oggi don Tonino sicuramente direbbe…”.

È una questione simbolica. Ormai nemmeno ci si ricorda che la Forze Armate italiane hanno diritto all'assistenza religiosa, ovviamente "cattolica". Ma resta - e deve restare - la questione di principio di cui Pax Christi è stata interprete e sostenitrice: se la sigla del movimento cristiano richiama la pace, sarebbe bene non usare la parola come se fosse un mantra.

Non possiamo restare indifferenti, paralizzati a casa davanti a uno schermo, dobbiamo esporci, scendere in piazza per dire No a questa barbarie

Alex Zanotelli (3 marzo, il manifesto)

Viviamo un momento drammatico della storia umana. Siamo sotto la minaccia dell’ “inverno nucleare” e dell’ “ estate incandescente”! La prima provocata da una guerra nucleare e la seconda dalla paurosa crisi ambientale.

“Viviamo in una società che sceglie sempre più la violenza rispetto a soluzioni pacifiche. Sebbene sia spesso snervante, non vediamo altra scelta che aumentare la nostra vigilanza e determinazione, continuare a far crescere il Villaggio ed espandere il nostro lavoro per la pace”.