Non si ride delle tragedie altrui. Infatti non c’è niente da ridere nel leggere la notizia di un aereo F-35, britannico, caduto nel Mar Mediterraneo lo scorso 17 novembre. Il pilota si è eiettato e si è salvato.

L’aereo, costruito dalla società statunitense Lockheed Martin, era uno dei 24 velivoli a bordo della portaerei Hms Queen Elizabeh, in viaggio da almeno sette mesi verso l’Estremo Oriente. C’è un’indagine in corso per capire le cause dello schianto, dice il Ministero della Difesa britannico. Non è di quelli assemblati a Cameri – pensa qualcuno – perché è il modello B a decollo verticale, prodotto in USA. Quindi possiamo star tranquilli.

Invece una notizia come questa ci deve inquietare.

La tragedia non è che sia caduto un aereo. La tragedia vera è che vengano prodotti, assemblati, come a Cameri, e poi utilizzati. Aerei con costi vertiginosi, circa 150 milioni di euro l’uno. Investimenti miliardari. E possono trasportare anche bombe nucleari. Una spesa folle per un progetto folle.

Questa sì che è una vera tragedia.


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