"Ho predicato il Vangelo, perché devo chiedere scusa?". Così diceva don Alberto Vigorelli il 18 febbraio 2020 in Tribunale a Como. Era sotto processo per una sua omelia nel 2016. Don Alberto è morto il 31 gennaio scorso, aveva 82 anni. Mercoledì 2 febbraio, celebriamo il suo funerale a Mariano Comense.

Quella domenica 6 novembre 2016. Durante la Celebrazione Eucaristica viene proclamato in tutte le chiese il Vangelo di Matteo, cap. 25, 31-46: “…perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi". Anche don Alberto, già missionario in Burundi e Perù, commenta il Vangelo di Matteo dicendo, tra le altre cose, che i cristiani, per essere tali devono essere accoglienti con i deboli e, in questi momenti, con i migranti. Se uno si professa cristiano e non è accogliente con chi è nel bisogno non può dirsi cristiano, …. Parte una denuncia da parte di un altro Matteo che si è sentito offeso nella sua reputazione.
Non è il caso di farla lunga. Semplicemente l’avvocato dell’accusa chiedeva le scuse a don Alberto. E lui rispondeva appunto: "Ho predicato il Vangelo, perché devo chiedere scusa ?"
Grazie don Alberto! Per la tua vita, per la tua testimonianza qui da noi in Italia e nei Paesi del Sud del mondo. L’ultima volta ci siamo visti, sempre in tribunale, lo scorso 19 aprile. Ripetevi sempre la stessa frase: “Ho predicato il Vangelo…”. Raccontavi anche delle tue vicissitudini, impegni pastorali e qualche problemino dovuto alle tue scelte, fin da giovane. A settembre ci doveva essere un’altra udienza ma è stata rinviata.. E ora, caro don Alberto, tutte ste beghe terrene per te sono finite. Salutaci il Matteo, il n.1, quello che ha scritto il Vangelo. Salutaci anche tante amiche e amici che come te hanno annunciato e testimoniato, pagando anche con la vita quella pagina del Vangelo. Scusa se chiudo con un ricordo forse un po’ troppo clericale, ma quella zona lì di Como e dintorni è stata un po’ infestata da preti ‘strani’, direbbe qualcuno… Salutaci don Renzo Beretta, don Renzo Scapolo, don Roberto Malgesini… e tanti altri.
Noi qui ci proviamo, con tante donne e uomini che magari non fanno troppo notizia ma… ci sono! Come don Giusto Della Valle, nella foto con te al centro. Un amico, un testimone che continua sulla strada del Vangelo, accanto agli ultimi.
Nel Vangelo di oggi leggiamo «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola…”

Amahoro, patìri Alberto, ti avrebbero detto in Burundi. Pace a te.


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