Il 10 dicembre 1992 volevamo essere a Sarajevo per celebrare, con le persone che vivevano da mesi sotto un feroce assedio, la Giornata della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Il viaggio non fu facile… Arrivammo, in 500, a Sarajevo la sera dell’11 dicembre. Il giorno dopo, nel cinema Radnik, dopo aver incontrato i rappresentanti cattolici, ortodossi, musulmani e ebrei, don Tonino intervenne con parole appassionate, profetiche e piene di vita, parole ancora molto attuali oggi nel dicembre 2025, dicendo tra l’altro: “…Perché, vedete, questa esperienza è stata una specie di ONU rovesciata: non l'ONU dei potenti è arrivata qui a Sarajevo ma l'ONU della base, dei poveri. … Allora io penso che queste forme di utopia, di sogno dobbiamo promuoverle, altrimenti le nostre comunità che cosa sono? sono soltanto le notaie dello status quo e non le sentinelle profetiche che annunciano cieli nuovi, terra nuova, aria nuova, mondi nuovi, tempi nuovi… Quanta fatica si fa in Italia…, ma abbiamo fatto fatica anche qui, anche con i rappresentanti religiosi… perché è difficile questa idea della difesa nonviolenta… Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati!”.
A noi tutte e tutti, oggi, giunga forte il grido disperato di chi vive in guerra, di chi subisce indicibili violazioni dei diritti più elementari. Anche oggi, le cose possono cambiare "se i poveri lo vogliono". Con la forza disarmata della certezza che un mondo migliore è possibile.


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