Massimo Marchini è un attivista della Global Sumud Land Convoy, l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla. Era appena atterrato a Fiumicino, quando lo abbiamo sentito telefonicamente. Partiti lo scorso 15 maggio speravano di raggiungere il valico di Rafah per portare alla popolazione palestinese attrezzature mediche, aiuti sanitari e alimentari, case mobili, ma anche aiuti professionali.
A bordo della Flotilla di terra vi erano operatori sanitari, ingegneri, professionisti. Sono stati fermati in Libia. Ma non hanno mai perso la speranza, convinti che il diritto internazionale è dalla loro parte. E, mentre attendono il rientro degli ultimi due volontari ancora trattenuti in Libia, Massimo Marchini ci racconta le speranze, la certezza che i popoli, insieme, possono costruire solidarietà concreta e un ponte di pace vera, disarmata.
Ci aveva già raccontato, poco prima di partire, l’azione nonviolenta della Global Sumud Flotilla (pubblichiamo il suo articolo nel numero di giugno di Mosaico di pace - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.): “La Global Sumud Flotilla non è una missione. È un impegno. Ed è solo all’inizio”. E ci racconta il motivo di questi loro viaggi, pur consapevoli dei rischi cui vanno incontro: “Ci muove la solidarietà verso il popolo palestinese, verso ogni bambino di Gaza che non ha mai conosciuto un giorno senza paura, verso ogni famiglia di Jenin svegliata nel cuore della notte dai bulldozer. La nostra voce non è neutrale. È dalla parte di chi subisce violenza ingiusta. È contro la pirateria, contro la tortura, contro l’impunità. È per un corridoio umanitario, per la libertà di movimento, per la fine dell’assedio.”
In che modo possiamo sostenervi? Chiedo a Massimo Marchini. “Richiamo le ultime parole del Papa – mi risponde – ‘Siano rispettati i diritti di tutti’. Finché il popolo di Gaza avrà bisogno, finché starà morendo, azioni come quella della Flotilla vanno sostenute. Sono un aiuto concreto ai palestinesi, una mano tesa per poter riprendere a vivere con un minimo di dignità.”
E della Global Sumud Flotilla ci parla anche Alex Zanotelli, nell’editoriale del prossimo numero. Riporteremo il racconto di Massimo Marchini, i sogni degli attivisti, la costruzione di questa coraggiosa rete di solidarietà dal basso anche nei prossimi numeri di Mosaico di pace!
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