“Portali a casa tua!”. Non mi è mai piaciuta questa frase. Spesso è rivolta a chi si occupa di migranti, a chi difende la loro dignità e i loro diritti. È proprio una brutta frase, che cancella il senso di una comunità, di uno Stato, di un Paese con le sue leggi, i suoi bilanci e le sue tasse destinate a sostenere tutte le persone. Non è una questione privata, ma riguarda tutti.
Proviamo, così… quasi per scherzo, ad applicare questa frase – “portali a casa tua”, cioè “se vuoi pensaci tu personalmente” – a chi parla di guerra e di riarmo.
Proviamo a dire a chi sostiene che dobbiamo prepararci alla guerra: “Vacci tu, in prima persona!”.
- Alla presidente Meloni, che dice “Si vis pacem, para bellum”. Vacci tu!
- Al Ministro Crosetto, che parla di armi come ‘medicine’, che ha detto: “L’Italia, secondo me, non entrerà mai in guerra. Ma un giorno potrebbe essere costretta a difendersi? Sì, è uno degli scenari possibili, non riesco a dire di no. Per questo dovete essere pronti a quello che accadrà. Fa parte del vostro dovere”. Vacci tu!
- A Mark Rutte, Segretario della NATO, che chiede più soldi per le armi e afferma “Prepariamoci a una guerra come quella dei nostri nonni”. Vacci tu!
- Al giornalista Angelo Panebianco, che sul Corriere della Sera criticava l’irenismo cattolico, che lavora perché l’Italia resti inerme e indifesa. E della guerra diceva: “È un lavoracci, ma qualcuno dovrà pur farlo: convincere i nostri connazionali…”. Vacci tu!
- A Nathalie Tocci, che scrive sull’Economist: “L'invio di truppe sul terreno non aiuterebbe l'Ucraina, ma potrebbe aiutare l'Europa a trovare il coraggio per la guerra”. Vacci tu!
- A Vito Mancuso, che scrive “finché ‘tutti’ non saranno disarmati, bisogna rimanere armati e, se occorre, usare le armi per difendersi”. Vacci tu!
- A mons. Gian Franco Saba, ordinario militare, che ha affermato: “Il cristiano non è un pusillanime, non indietreggia di fronte alle sfide della storia, non evade dalla condizione del proprio tempo indossando maschere artificiose”. Vacci tu!
E l’elenco potrebbe continuare…
Ma era solo un modo, amaramente scherzoso, per ricordare che i sostenitori della guerra al fronte, in prima persona non ci andranno mai! Manderanno i più giovani a uccidere e a morire. E resteranno tutti a casa, protetti e al sicuro, nei loro uffici, con l’aria condizionata e tutti i confort. Già nel 1897 il poeta Olindo Guerrini nella poesia ‘Agli Eroissimi’ scriveva: “Ma dite un po’, perché gridate ‘avanti!’ e poi restate a casa?”. Ecco… “Armiamoci e partite”.
E oggi risuonano tragicamente attuali anche le parole della canzone Il Disertore, scritta nel 1954 dal francese Boris Vian, cantata da Ivano Fossati: “Per cui se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro se vi divertirà e dica pure ai suoi se vengono a cercarmi che possono spararmi io armi non ne ho”.