Sui giornali e in Tv si parlava di calcio, di Berlusconi... e poi anche di Sarajevo. La cosa andava avanti da mesi; non faceva più notizia l’assedio di quella città, le granate. Solo quando i morti erano tanti, la strage del pane, dell’acqua, ecc.
Proprio in questi giorni di fine novembre, nel 1992, ci preparavamo ad andare a Sarajevo disarmati, come gente normale, con i Beati Costruttori di Pace, don Tonino Bello e altri 500.

"Se costruiamo un pollaio diverso per ogni qualità di galline... costruiremo tanti recinti, tanti pollai, ma poi ci accorgeremo che ogni gallina è diversa dalle altre, e quindi faremo un pollaio per ogni gallina”.

“Non siamo gli scemi del Mediterraneo, dobbiamo difendere i nostri interessi in Egitto e anche in Libia, investimenti italiani compresi”. 

Intervento del Presidente di Pax Christi Italia, Mons. Giovanni Ricchiuti

Ci è giunta notizia che San Giovanni XXIII sarà quanto prima proclamato Patrono dell'Esercito Italiano, avendone fatto parte al tempo della Prima Guerra Mondiale.

Lettera aperta alla presidenza della CEI 

Tristezza, sconcerto e anche indignazione. Che paradosso proclamare papa Giovanni XXIII patrono dell'esercito! È come dichiarare Francesco d'Assisi patrono del sistema finanziario o madre Teresa patrona delle multinazionali.

Che san Maurizio martire – divenuto cristiano e quindi obiettore di coscienza all’esercito, ucciso da quell’esercito in cui non voleva più prestare servizio – sia patrono degli alpini, lo sapevamo. Che san Giovanni XXIII sia stato scandalosamente proposto – con manovre oscure, anticonciliari, e, inoltre, opposte al pensiero, allo stile, alle azioni di papa Francesco – come patrono dell’esercito italiano, lo veniamo a sapere ora. Con grande sconcerto e indignazione. Povero papa Roncalli: ti rivolterai solo nella tomba o ci farai visita per svergognarci?

Oggi, 3 ottobre, si ricorda il Beato Josef Mayr-Nusser. Condannato a morte per aver detto: “Io non giuro a questo Führer. Non posso giurare fedeltà a Hitler in nome di Dio. Io sono un credente, un cattolico...”. “A casa – scriveva Ettore Masina – ha una moglie molto amata, Hildegard, e un bambino, Albert, di un anno. Con loro formava una famiglia serena, ma è arrivata l’apocalisse nazista. Da tempo Josef medita una resistenza a quella che gli sembra un’ideologia non soltanto dissennata ma totalmente anti-cristiana. Da tempo afferma: “Dare testimonianza oggi è la nostra unica arma efficace”.

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani. Trovo, infatti, la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo.

Pax Christi Italia e Mosaico di Pace mi chiedono di esprimere la loro partecipazione al lutto della famiglia  e della Comunità  cristiana di S. Paolo a Roma per la morte di Giovanni Franzoni.

11 luglio 1995. Massacro di Srebrenica. Oltre 8.000 persone uccise e sepolte nelle fosse comuni. È doveroso ricordare e non dimenticare.

Mosul è l’antica Ninive. La città percorsa dal profeta Giona “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”. Mosul è una città che abbiamo nel cuore. Non riusciamo a pensare al dolore, alla tragedia che hanno vissuto gli abitanti di quella città durante la dittatura di Saddam e la seguente “liberazione” o esportazione della democrazia, poi sotto la folle oppressione dell’Isis e ora mentre è in corso una nuova guerra per liberare la città. Cosa sta succedendo a tutte quelle persone, al di là delle notizie abbastanza trionfalistiche tipiche dei bollettini di guerra?

Mentre andiamo in stampa con il numero di luglio di Mosaico di pace nel quale ospitiamo una profonda riflessione di Domenico Gallo in ricordo del “grande giurista da parte dell’umanità”, Stefano Rodotà, abbiamo appreso della morte di un altro grande maestro per tutti noi: Ettore Masina. Preghiamo per lui e vogliamo ricordarlo ripubblicando un suo articolo scritto per Mosaico di pace nel numero di marzo 200, riservandoci di raccontare la sua grande umanità e il suo pensiero nel numero di settembre di Mosaico di pace.

La redazione

 

 

In questi giorni è in discussione in Senato il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo commerciale ed economico fra il Canada e l’UE. Se sarà approvato, sarà un’altra vittoria del trionfante mercato globale. Infatti, il CETA è uno dei sette trattati internazionali di libero scambio (TTIP, TIP, TISA, NAFTA, ALCA e CAFTA).


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