Salam salam salam. Con questa triplice invocazione si è concluso il viaggio in Iraq di papa Francesco che è stato tutto politico e tutto spirituale.

Chiesa inquieta e inquietante. Fede trasformatrice. Inquietudine della pace. Sono espressioni che il papa ripropone in vari modi quando parla di chiesa in uscita (Evangelii gaudium 24), di camminare insieme, di cambiamento.

Gli interventi bergogliani contro il clericalismo sono numerosi e si collocano tutti dentro la sua visione di Chiesa discepola di Cristo, conviviale, samaritana, solidale, nell’ottica della Evangelii gaudium del 2013, testo base di tutto il suo magistero.

L’Enciclica Fratelli tutti, basata sull’etica politica del Samaritano e orientata alla realizzazione di un “umanesimo della cura”, è stata accolta da Pax Christi Italia con viva condivisione come una vera e propria Enciclica per la pace.

La dimensione economico-politica della fede di Francesco sta accompagnando il pontificato di Francesco fin dall’incontro coi lavoratori a Cagliari (22 settembre 2013) dove l’invocazione Signore, insegnaci a lottare si intrecciava con una lucida analisi del nostro “sistema economico idolatrico” fautore di “una cultura dello scarto”.

Con convinzione desidero ribadire che l’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai, un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignità, ma contro ogni possibilità di futuro nella nostra casa comune. L’uso dell’energia atomica per fini di guerra è immorale, come allo stesso modo è immorale il possesso delle armi atomiche, come ho già detto due anni fa” (a Hiroshima 24 novembre 2019).

Il viaggio del Vangelo nel mondo, che San Luca racconta negli Atti degli Apostoli, è accompagnato dalla somma creatività di Dio che si manifesta in maniera sorprendente.