L’augurio di Francesco per il 2022 è quello di accendere in noi lo sguardo di donna. Quello di Maria, pronta a “custodire meditando”, e quello di giovani donne in fuga da guerre e povertà.

Colossale contraddizione, scandalo intollerabile e grande ipocrisia

Sinodo (cammino comune) è una parola generatrice che papa Francesco ha utilizzato più volte e che ritorna oggi con l’urgenza di una decisiva necessità.

Non riduciamo la Croce a un oggetto di devozione, tanto meno a un simbolo politico, a un segno di rilevanza religiosa e sociale”. Così papa Francesco durante il suo viaggio in Ungheria e in Slovacchia. Il suo appello taglia alla radice ogni velleità diffusa in Europa (e altrove, Italia compresa) di nazionalismo religioso, di sovranismo cristiano, di populismo cattolico.

Fraternità (e sororità, ovviamente, come scritto nella seconda riga di Fratelli tutti) è per Francesco sia un’avventura da vivere con passione come membri della famiglia umana, sia "una forma di vita dal sapore di Vangelo" (FT, 1), sia un criterio geopolitico radicale, anzi la dimensione più profonda della “migliore politica” (FT, cap. V).

Misericordia e tenerezza sono le parole in assoluto più utilizzate da papa Francesco. La parola misericordia è la traduzione biblico-teologica sia della parola tenerezza (in ambito psico-sociale) che della parola nonviolenza (in ambito etico-politico).

Scandalo: situazione insopportabile e indegna. Offesa alla coscienza morale. Inciampo. Follia. Grande ipocrisia. Grande struttura di peccato. Il papa utilizza la parola scandalo (o parole di analogo tenore) con tono solenne e appassionato per indicare la necessità di una indignazione costruttiva, di una ribellione decisa, di una mobilitazione nonviolenta.

Il roveto ardente che brucia e non consuma (Es 3,2). Il fuoco della Pentecoste (Atti 2). Il fuoco dello Spirito, dono di Gesù Cristo “venuto a portare il fuoco sulla terra” (Lc, 12,49). Il fuoco dell’amore bruciante. Luce. Fede. Profezia.

Salam salam salam. Con questa triplice invocazione si è concluso il viaggio in Iraq di papa Francesco che è stato tutto politico e tutto spirituale.

Chiesa inquieta e inquietante. Fede trasformatrice. Inquietudine della pace. Sono espressioni che il papa ripropone in vari modi quando parla di chiesa in uscita (Evangelii gaudium 24), di camminare insieme, di cambiamento.

Gli interventi bergogliani contro il clericalismo sono numerosi e si collocano tutti dentro la sua visione di Chiesa discepola di Cristo, conviviale, samaritana, solidale, nell’ottica della Evangelii gaudium del 2013, testo base di tutto il suo magistero.

L’Enciclica Fratelli tutti, basata sull’etica politica del Samaritano e orientata alla realizzazione di un “umanesimo della cura”, è stata accolta da Pax Christi Italia con viva condivisione come una vera e propria Enciclica per la pace.

La dimensione economico-politica della fede di Francesco sta accompagnando il pontificato di Francesco fin dall’incontro coi lavoratori a Cagliari (22 settembre 2013) dove l’invocazione Signore, insegnaci a lottare si intrecciava con una lucida analisi del nostro “sistema economico idolatrico” fautore di “una cultura dello scarto”.