"Guardando con accorato affetto all’Europa, verrebbe da chiederle: verso dove navighi, se non offri percorsi di pace, vie creative per porre fine alla guerra in Ucraina e ai tanti conflitti che insanguinano il mondo?”. E’ con un drammatico appello all’Europa che papa Francesco apre il 2 agosto 2023 a Lisbona la GMG, la Giornata Mondiale della Gioventù.

Il suo primo intervento alla GMG, tutto etico-politico, carico di mobilitazione civile, è articolato in tre passaggi.

Il mondo ha bisogno di vera Europa
Anzitutto l’invocazione al risveglio europeo. “Di Europa, di vera Europa, il mondo ha bisogno: ha bisogno del suo ruolo di pontiere e di paciere nella sua parte orientale, nel Mediterraneo, in Africa e in Medio Oriente. Così l’Europa potrà apportare, all’interno dello scenario internazionale, la sua specifica originalità, delineatasi nel secolo scorso quando, dal crogiuolo dei conflitti mondiali, fece scoccare la scintilla della riconciliazione, inverando il sogno di costruire il domani con il nemico di ieri, di avviare percorsi di dialogo, percorsi di inclusione, sviluppando una diplomazia di pace che spenga i conflitti e allenti le tensioni, capace di cogliere i segnali di distensione più flebili e di leggere tra le righe più storte”.

Le armi distruggono il futuro
L’Europa ha come vocazione quella di costruire la pace, pensa il Papa. Per questo, incalza gli europei a trovare “rotte coraggiose” e “vie creative”. “E ancora, allargando il campo: quale rotta segui, Occidente?”. La tecnologia da sola, specifica il Papa, “non basta; tanto meno bastano le armi più sofisticate, che non rappresentano investimenti per il futuro, ma impoverimenti del vero capitale umano, quello dell’educazione, della sanità, dello stato sociale. Preoccupa quando si legge che in tanti luoghi si investono continuamente fondi sulle armi anziché sul futuro dei figli”.

Sogno un’Europa disarmata e disarmante
Di qui la ripresa del sogno espresso nel maggio del 2016 davanti ai Capi di Stato del continente. “Io sogno un’Europa, cuore d’Occidente, che metta a frutto il suo ingegno per spegnere focolai di guerra e accendere luci di speranza; un’Europa che sappia ritrovare il suo animo giovane, sognando la grandezza dell’insieme e andando oltre i bisogni dell’immediato; un’Europa che includa popoli e persone con la loro propria cultura, senza rincorrere teorie e colonizzazioni ideologiche. E questo ci aiuterà a pensare ai sogni dei padri fondatori dell’Unione europea: questi sognavano alla grande!”

Dove navigate Europa e Occidente?
Occorre difendere la vita!, insiste il Papa. “Penso a tanti bambini non nati e anziani abbandonati, alla fatica di accogliere, proteggere, promuovere e integrare chi viene da lontano e bussa alle porte, alla solitudine di molte famiglie in difficoltà nel mettere al mondo e crescere dei figli. Verrebbe anche qui da dire: verso dove navigate, Europa e Occidente, con lo scarto dei vecchi, i muri col filo spinato, le stragi in mare e le culle vuote? Verso dove navigate? Dove andate se, di fronte al male di vivere, offrite rimedi sbrigativi e sbagliati, come il facile accesso alla morte, soluzione di comodo che appare dolce, ma in realtà è più amara delle acque del mare”.

Europa promessa di pace
L’Europa sta molto a cuore al Papa. Tra gli interventi più significativi, giocati sull’immagine di un sogno non realizzato, ricordo il viaggio a Strasburgo del novembre 2014, il solenne intervento in occasione del Premio Carlo Magno (6 maggio 2016), gli incontri ecumenici con i vescovi (Comece) del 28 ottobre 2017 e con il Consiglio ecumenico delle Chiese del 21 giugno 2028, il costante richiamo ai padri fondatori e al pensiero di Romano Guardini ed Eric Przywara, l’idea di una pluralità di radici convergenti nella necessità di “integrare, dialogare e generare”, l’invito ai giovani europei alla “ribellione contro la guerra” con una obiezione di coscienza simile a quella di Franz Jägerstätter (Praga 11 luglio 2022). Dalla GMG di Lisbona 2023 può ripartire in modo massiccio una mobilitazione giovanile per la pace?