C'è una quotidianità dell'informazione che non ci soddisfa perchè ha un'agenda che non sempre (quasi mai!) corrisponde alle priorità della gente e dei popoli.
C'è una verità troppo spesso nascosta tra le pieghe dei fogli di giornale o che incespica tra le parole dello speaker televisivo.
C'è un commento dei fatti che contano veramente che vogliamo rileggere con l'unico filtro che conosciamo.
Quello degli sconfitti, delle vittime, della pace, della gente...
"Avendo in corpo l'occhio del povero" - avrebbe detto don Tonino Bello.
Per questo lanciamo questa nuova rubrica "feriale", ovvero un commento breve che, come Mosaico di pace, ripesca un fatto per riproporlo all'attenzione dei lettori con una luce nuova, con una sensibilità che scommettiamo condivisa.
E se così non fosse è destinata ad aprire riflessione e dibattito.
Pertanto quotidianamente proporremo un commento - breve quanto un'annotazione - su qualcosa che rischierebbe di passare altrimenti inosservato.
Sarà curato dalla redazione e specificatamente da Tonio Dell'Olio.
Speriamo incontri il gradimento e il favore di chi cerca di lasciarsi provocare per non fermarsi mai alla scorza degli avvenimenti ma di cercarne la linfa per attingere nuovi motivi di impegno.

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Lc 24,35-48

³⁵Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

A riprova della schizofrenia politica che non fa più notizia purché è ormai nel Dna della nostra vita collettiva, al Senato ieri è andata in onda la scena madre.

Metti il settore carcere della Caritas Italiana insieme all'Associazione Amici di San Vittore (Andria), aggiungi l'accompagnamento e la supervisione del tarallificio Tesori d'Apulia di Trani e undici giovani detenuti ed ex detenuti di diversi istituti penitenziari italiani:

Un tempo di recupero dell'essenzialità in cui proprio la rinuncia del cibo ce ne fa comprendere l'importanza. Il Ramadan è il tempo della presa di coscienza più consapevole della presenza di Dio (taqwa) e della vicinanza alla comunità umana.

Ma chi l'ha detto che la solidarietà si fa solo coi soldi? Solo una mentalità come la nostra, sacrilegamente blandita dal culto del Dio denaro, poteva immaginare un simile travisamento!

Gv 20,19-31

¹⁹La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». ²⁰Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. ²¹Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! (…)

Nessuna giustificazione geopolitica o economica sarà mai sufficiente a spiegare l'affermazione di Draghi: "Noi esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa, per i salvataggi, e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia".

Quando su Whatsapp ha cominciato a circolare la notizia della morte di Hans Küng, mi sono ritrovato a raccogliere commenti e riflessioni lapidarie ma non per queste meno profonde e belle.

Abbiamo vissuto questo tempo di Quaresima e, in particolare la Settimana santa, avendo come tema centrale e figura guida quella del seme.

È il giorno di un pane spezzato e di un calice di vino. Oggi è giorno di Dio nelle cose semplici e ordinarie. Per questo decidono di ucciderlo.

Usciva nelle sale in questi giorni del 1981 "Ricomincio da tre" un capolavoro universale in lingua napoletana, interpretato magistralmente da Massimo Troisi.

Nella Domenica delle Palme leggiamo il lungo racconto della Passione di Gesù Cristo. Per questo vale la pena comprendere meglio il significato di questa parola.

Potrebbe essere un esempio da imitare? In Vaticano da ieri i cardinali si sono visti ridurre del 10% la propria retribuzione, gli altri superiori subiranno una decurtazione pari all'8%. Chierici e religiosi/e dipendenti, il 3%.

Penso sia utile chiedere rispettosamente quali sono i reati ipotizzati o contestati contro alcuni operai del Collettivo autonomo lavoratori portuali (Calp) che nei mesi scorsi si sono rifiutati di operare a favore di navi cariche di armi ed esplosivi ormeggiate nel porto.

È importante celebrare gli "eroi delle corsie" che con spirito di sacrificio e tantissimo coraggio si sono impegnati senza risparmiarsi per far fronte alla minaccia del Coronavirus. Mi unisco al coro con sincera convinzione e commossa ammirazione e applaudo senza esitazione.

Gv 12,20-33

²⁰Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. ²¹Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». 

Ciascuna e ciascuno con le proprie storie. Amici, parenti, vicini di casa ma, a volte, anche la propria esperienza personale.

Nonostante non abbia uno spirito particolarmente patriottico e tantomeno nazionalista, ci sono circostanze in cui al momento dell'inno nazionale, mi commuovo. È più forte di me.

Concepire. Un'idea, un'opinione, una proposta, un sentimento o un dubbio… come fosse una nuova vita. Non è ancora il parto, la nascita. È piuttosto la custodia segreta di qualcosa che ha bisogno del silenzio e del buio che ne garantisca la messa a dimora come una piantina.

Gv 3,14-21
¹⁴E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, ¹⁵perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
¹⁶Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. ¹⁷Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. ¹⁸Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. ¹⁹E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. ²⁰Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. ²¹Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

Mosaico della Domenica

E scopriamo che il segno, il significato, la finalità, il sogno, il progetto di Dio non è quello di scaricare una pesante croce di giudizio sulle spalle degli uomini e di giudicarli ma, al contrario, di caricarsi di quella croce per salvarli. Ogni volta che si opera un gesto di liberazione e di salvezza, non solo ci fidiamo di Dio ma scegliamo di stare dalla sua parte. Pensate quanto scandalo ha suscitato quell'espressione che Papa Francesco ha utilizzato rispondendo a una domanda sugli omosessuali: "Se una persona omosessuale cerca Dio e si sforza di vivere rettamente, chi sono io per giudicarlo?". La verità è che siamo abitati dentro dalla convinzione che la religione, la fede, gli uomini di Dio e coloro che parlano in suo nome, debbano esprimere più una parola di giudizio che una parola di salvezza. In questo brano c'è l'immagine di un Dio che allarga le braccia sulla croce fino all'estremo sacrificio e rimane nel segno di un abbraccio inchiodato per l'eternità. Noi dovremmo sentirci più che giudicati, accolti. Il mio pensiero va in questo momento a tutti coloro che si sentono incastrati, imprigionati nel proprio limite, nel loro peccato, nella loro colpa. Coloro che di notte si rigirano tra le lenzuola perché gli rimorde la coscienza. A quelli che non riescono a fare i conti con se stessi, non tanto col giudizio della gente, non con lo sguardo giudicante degli altri, ma con se stessi. Amico, fratello, sorella, sentiti accolto da Dio e abbracciato da Gesù Cristo. Gesù non ha altra parola che quella della salvezza nell'amore. E tu sei chiamato a fare solo questo: ad amare. Che il Signore ci preservi tutti dalle parole del giudizio e dal pensiero del pregiudizio. Che il Signore ci faccia comprendere, nelle pieghe della storia e della coscienza delle persone, che c'è un destino di salvezza per tutti, anche per i peggiori criminali. Non c'è esperienza peggiore nella vita che non aver sperimentato d'essere amati. Dio invia il suo figlio unigenito per sanare questa ferita. Non sottraiamoci a questo amore.

 

 

Le istituzioni civili e religiose di Latina non sono rimaste indifferenti di fronte al video trap registrato da alcuni rampolli delle famiglie criminali della città e che esaltavano le gesta della malavita locale recriminando sull'arresto di alcuni rappresentanti.

Non bastano le dimensioni continentali del Brasile a giustificare i quasi 2.000 morti di Covid 19 che si sono registrati in sole 24 ore e i più di 11 milioni di casi accertati fino a oggi.

Non c'è bisogno di scomodare i proverbi cinesi per comprendere che in una sala affollata in cui va via la luce, chi accende un fiammifero conta molto più di 100 persone che protestano.

Generare è donna. Generare anche quando non si mette al mondo ma si dà la vita. Nel setaccio tra retorica e conquiste di carta, quel che resta è la grammatica del generare.

Gv 2,13-25
¹³Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. ¹⁴Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco.

Fallaye Dabo, 28 anni, nato in Mali, lunedì scorso si è suicidato nelle campagne di Lucera (Foggia).

All'inizio nessuno voleva crederci. Sembrava un orrore sotto il profilo giuridico e, ovviamente, quello semplicemente umano ma, man mano che passa il tempo, sembra rafforzarsi la voce (e l'ipotesi) che Patrick Zaky sia diventato un ostaggio nelle mani del potere egiziano.

Il giudice Nino Caponnetto amava ripetere che le mafie temono la scuola più della polizia e dei tribunali. Noi dobbiamo temere la dis-cultura mafiofila e la mafiosità, più del kalashnikof.

Direttamente da Avvenire riprendo l'articolo di Loretta Bricchi Lee che scrive da New York e che implicitamente ci chiede di esultare per questa notizia.

Come si fa con i delinquenti incalliti e con i boss, anche nel caso di Gian Andrea Franchi e di Lorena Fornasir, i poliziotti si sono presentati all'alba nella loro casa a Trieste per eseguire scrupolosamente una perquisizione attenta e meticolosa e sequestrare alla fine il computer e poco altro.

L'attentato di ieri nei pressi della città congolese di Goma ha spalancato la porta dell'informazione su un conflitto che si consuma da anni nel silenzio e, spesso, nell'indifferenza.

Tra le cose che racconta Edith Bruck, la poetessa ungherese sopravvissuta ai campi di concentramento che sabato ha ricevuto la visita di Papa Francesco, ci sono due persone

Mc 1,12-15

In quel tempo, subito lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Mosaico della Domenica

L'invito alla conversione in definitiva è l'unico invito che Gesù viene a rivolgerci in questo tempo quaresimale che è anche tempo di deserto. Un tempo che noi dovremmo sentire come alleato della nostra esistenza perché è un deserto al quale ci sospinge lo Spirito. Nessun tempo è nemico, nessun tempo è da buttar via: ogni tempo è scelto e voluto da Dio per noi. Siamo noi piuttosto che dobbiamo confrontarci con il tempo che Lui ci offre di vivere. Anche nell'episodio che abbiamo ascoltato, la tentazione a cui è sottoposto Gesù nel deserto da Satana e lo stesso confronto con le bestie selvatiche, probabilmente rappresentano l'esperienza del nostro confronto con le fatiche, con le incomprensioni, con le nostre paure. Il tempo del deserto è un metterci a nudo di fronte a noi stessi. È conoscere e ri-conoscere i nostri limiti, è ammettere i nostri errori. Il tempo del deserto, insomma, è riuscire a guardarci in una sorta di radiografia che ci fa comprendere come il Vangelo ci sopravanza. Nello stesso tempo compaiono anche le figure strane degli "angeli di Dio che lo servivano". Mi piace pensarli come il segno di un'amicizia da parte di Dio offerta soprattutto nel nostro tempo difficile. Non ci lascia soli! E allora, che il Signore ci dia la luce sufficiente, e anche la forza, di scegliere sempre di stare dalla parte del Vangelo. Riusciremo a scegliere questo versante, nella misura in cui saremo stati capaci di vivere il tempo del deserto. Non si tratta di una prova di sopravvivenza, piuttosto è una prova di libertà.

 

Scusate l'insistenza! Ma ieri anche l'autorevole voce del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha fatto sapere che della totalità dei vaccini disponibili, il 75% viene usato soltanto da 10 nazioni.

Il 4 febbraio scorso l'ex ministro Spadafora volendo salutare tutti, a conclusione della sua esperienza di governo, ha usato - manco a dirlo - il suo profilo Facebook

Che cosa ci impedisce di mettere in pratica ciò che il bene dell'umanità oggi esige con forza?

Mc 1,40-45
⁴⁰Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». ⁴¹Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». ⁴²E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. ⁴³E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito ⁴⁴e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». ⁴⁵Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Mosaico della Domenica

Neanche lontanamente noi non possiamo immaginare quello che significava la condizione dei lebbrosi ai tempi di Gesù. Peraltro c'è da dire che ancora ai nostri tempi per indicare un'emarginazione profonda diciamo: "Non ha mica la lebbra!". Ma all'epoca di Gesù la lebbra era la conseguenza di un peccato e non soltanto una malattia. Era considerata la conseguenza di un peccato commesso da lui stesso o da un suo progenitore. Se addirittura qualcuno inavvertitamente andava verso un lebbroso, per legge egli era tenuto a segnalare la propria condizione gridando: "Sono un impuro, sono un impuro, allontanati da me". Al contrario, il brano che abbiamo ascoltato, inizia dicendo che il lebbroso venne da lui. Le braccia di Gesù si spalancano e creano un clima di fiducia, di apertura. Non sono una porta che viene sbattuta in faccia o una gabbia sprangata, al contrario dicono una tenerezza che il lebbroso respira a tal punto da azzardare a vincere ogni resistenza, ogni tradizione, ogni norma e andare verso Gesù, consapevole della trasgressione e delle conseguenze. Supplicandolo in ginocchio gli dice: "se vuoi" e anche noi dovremmo imparare da questo appellarci alla volontà di Dio. E dopo non chiede di essere guarito ma di essere "purificato". Si tratta di essere riammesso nuovamente nel circuito umano, di essere considerato per la sua dignità che non ha mai perso. Noi parliamo da Assisi dove la vita di un uomo chiamato Francesco cambia grazie all'incontro con un lebbroso. Quell'incontro ha cambiato sicuramente la vita del lebbroso ma ha inciso profondamente in Francesco al punto da diventare conversione. Da questa pagina non può che nascere una preghiera perché ci riconosciamo nella condizione di lebbrosi e abbiamo sete di purificazione. Sentiamo la necessità di essere purificati dai nostri silenzi che indicano complicità e sottomissione al potere sotto le sue diverse forme. Chiediamo di essere purificati dalle nostre paure che non ci consentono di annunciare il Vangelo "sine glossa" come Francesco ci ha raccomandato, ovvero senza alcun annacquamento, senza diluizioni. Sì, Signore, se vuoi puoi purificarci.

C'è un business, a mio avviso scandaloso, che si è creato attorno agli animali da compagnia.

Nei quartieri di Napoli anche i muri fanno scuola, si trasformano in lavagna e plasmano le coscienze più indifese.

Puntuale come un refrain, ogni volta che si alza il vento di una protesta popolare, il governo, il regime, il dittatore di turno accusano le folle di lasciarsi manovrare da forze straniere e da trame internazionali.

Scene strazianti di dolore si sono viste ieri a Kojo, un piccolo villaggio iracheno abitato prevalentemente da Yazidi.

Mc 1,29-39

²⁹E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 

Siamo circondati da troppa gente piena di sé. E a quelli pieni di sé, io preferisco le persone piene di se, di ma, di forse.

Per un politico o un rappresentante nelle istituzioni è vitale riuscire a creare una sintonia, la più profonda possibile, non solo con i propri elettori, e pertanto con coloro che la pensano come lui, ma soprattutto con quelli che è chiamato a rappresentare.

Se avessimo una politica estera degna di questo nome e se l'Unione Europea fosse davvero vanto e bandiera dei diritti umani nel mondo, al primo posto delle cose da fare si scriverebbe di soccorrere le condizioni dei profughi che stanno soffrendo freddo e fame sui monti tra Bosnia e Croazia.

Mc 1,21-28

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.

E se celebrassimo tutto il bene e tutto il male che nella memoria si è dissolto ma che ci ha generati?

"Volevo dirvi che la sofferenza è grande, eppure mi capita spesso, la sera, quando il giorno ormai trascorso si è inabissato dietro di me, di costeggiare con passo leggero le recinzioni, e sentire salire dal mio cuore - non ci posso fare niente, è così, nasce da una forza elementare - lo stesso incanto:

"Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l'infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo". Sono passati 53 anni da quando Primo Levi fissò quella riflessione in un libro e se fosse in vita si meraviglierebbe che purtroppo ancora oggi quel grido d'allarme è attuale.

Mosaico della Domenica

Mc 1,14-20

In quel tempo, dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Che suonino a festa le campane delle chiese e delle torri comunali domani a mezzogiorno! Entra in vigore il Trattato per la proibizione delle armi nucleari.

"Così la memoria sfida il pregiudizio" titola Avvenire questa mattina per presentare alcune pubblicazioni recenti sul tema della Shoah.

Sempre con la lanterna in mano alla ricerca di fatti positivi, scopriamo che il 12 gennaio scorso il nostro Parlamento è stato il primo in Europa a ratificare la Convenzione n. 190 dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro

L'uranio, l'oro, il petrolio, il carbone e tante altre ricchezze del sottosuolo, rappresentano la croce e la delizia del Niger.

Mosaico della Domenica

Gv 1,35-42

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

"Ponti e non muri" è la campagna di Pax Christi che intende contribuire a costruire la difficile pace in Israele-Palestina.

La piromania è una patologia. Chiunque è in grado di comprendere quanto siano gravi i fatti in cui sfocia una tale mania!

Non mi riferisco ai post dei profili o degli account dei social network ma piuttosto a quelli che sembrano definire il tempo che viviamo.

"Tutta la classe dirigenziale non ha diritto di dire io… deve dire noi e cercare una unità di fronte alla crisi".

Mosaico della Domenica del 10 gennaio 2021

 

Marco 1, 7-11
In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Mosaico della Domenica

Lc 1,26-38 

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe.

Mosaico della Domenica

Gv 1,6-8.19-28 

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

E se oggi invece di aggiungere altre parole sui diritti, provassimo a fare silenzio?

Confondere obiettività con neutralità è un errore grossolano. Vi incorrono spesso gli operatori dell'informazione ma anche nell'opinione pubblica la questione non è chiara.

E cosa se non grazie? Quando la morte sembra porre il punto ultimo su un tempo carico di frutti e di bene e di grazia? Cosa se non grazie?

Mosaico della Domenica

Marco 1, 1-8: Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.

Non c'è nessuno che mostri di essere tanto innamorato del futuro come chi pianta alberi. E non c'è nessuno che ci creda tanto profondamente come chi progetta le foreste.

Sono passati solo due giorni dalla consegna a Leydy Pech del prestigioso premio della Goldman Environmental Foundation, il Nobel dell'ambiente, ed è un vero peccato che in Italia non abbia trovato alcuna eco.

Già lo so che non mancherà chi - saccente e sprezzante - potrà considerare che con tante situazioni gravi e drammatiche in cui siamo immersi, Mosaico dei giorni presenti un'iniziativa minore.

Mosaico della Domenica
Mc 13,33-37: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento.

Di fronte all'ennesimo assassinio di una donna di cui si è avuto conto anche nella Giornata contro la violenza sulle donne, a far inorridire è anche il linguaggio.

Nella giornata di riflessione sulla violenza sulle donne mi piace accendere una luce sulla "nonviolenza delle donne". Ci sono gesti di coraggio e prese di posizione determinate, che solo le donne riescono a compiere.

"Il diritto di esserci, il dovere di rappresentare la realtà. C'è ancora il bisogno di ricordarlo.

La storia di Miriam (nome di fantasia) è la storia di tanti bambini che abitano le periferie delle nostre città. Miriam ha quattro anni e abita nel campo nomadi di Strada della Berlia a Collegno (Torino).

Questo è tempo di parole prestate alla preghiera. Per questo cedo lo spazio odierno a José Tolentino Mendonça.

Si apre oggi ad Assisi "Economy of Francesco", l'incontro di giovani economisti e changemakers convocato nella città di Chiara e Francesco dal Papa argentino.

Quando ascolto chi si lamenta del disagio creato dalla didattica a distanza con la conseguente privazione di relazioni e socialità, comprendo le ragioni e sono preoccupato dei danni che questa situazione sta producendo.

La solidarietà, nel suo DNA, è creativa. Cerca di ascoltare la condizione delle persone in contesti ed epoche differenti per poter rispondere con l'aiuto concreto.

Ho seguito una specie di convegno sulla "post-verità" ma devo dirvi sommessamente che non ci ho capito granché.

Chi ha esperienza di manifestazioni di protesta prevedeva già lo scontro frontale tra manifestanti e polizia con tanto di cariche, lancio di oggetti e gente di entrambi gli schieramenti che finisce all'ospedale.

Derio Olivero è il vescovo di Pinerolo che nello scorso mese di aprile rischiò di morire a causa del Covid. Ieri ha sorpreso tutti con una lettera personale alla sua Chiesa e una nota congiunta firmata con il pastore della chiesa evangelica locale

Le parole sono importanti. Me ne accorgo oggi, ogni volta che le parole si danno alla latitanza di fronte a chi vive il dramma del contagio o, comunque, della malattia.

Capire prima di agire è perciò vitale, ma capire senza poi agire di conseguenza sarà un suicidio. Serve per questo più filosofia, più intelligenza, più coraggio, più capacità di guida e di realizzazione, più Politica (la maiuscola è cruciale).

Due giovani turchi e uno palestinese sono stati pubblicamente riconosciuti dalle autorità austriache come eroi: Mikail Özen, Recep Tayyip Gültekin e Osama Joda.

Non sono passati tanti giorni dalla chiusura delle urne in Guinea, Costa d'Avorio e Tanzania. Ci sono state forti tensioni e brogli, manifestazioni di protesta, incidenti. La posta in palio era alta.

Se solo proviamo a sporgere la testa fuori dall'Europa, ci rendiamo conto che la violenza, purtroppo, è molto più diffusa di quello che immaginiamo e che il terrorismo continua a colpire maggiormente proprio fuori dal'Europa e soprattutto tra le popolazioni a maggioranza musulmana.

Ancora una volta sono donne. Per la maggior parte sono donne le persone protagoniste delle proteste in Bielorussia.

Nei giorni in cui si sta cercando di rivedere e superare i famigerati accordi di Dublino che costringono le nazioni europee di confine a sopportare il peso maggiore di migranti che approdano sulle loro coste o superano le loro frontiere,

Avevano 6 e 9 anni i due fratellini, Armin e Anita, morti martedì nel naufragio di una piccola imbarcazione di immigrati nel Canale della Manica.

Nei giorni scorsi ho incontrato Mimmo Lucano, il coraggioso sindaco di Riace che ha accolto la sfida dell'accoglienza,

La firma dell'Honduras ha messo in moto il meccanismo per l'entrata in vigore del Trattato Onu (Tpnw) che proibisce ricerca, produzione, possesso, acquisizione, uso, minaccia… di ogni arma nucleare.

"E alla fine, molta gente ci ha sostenuto in questi anni, una ventina d'anni, e devo essere molto grato a queste persone, quelle che - anonime - decidono nel grembo del popolo.

Mi sono sforzato di trovare un politico dei nostri giorni che avesse la stessa profondità di pensiero o la medesima capacità di "volo" per non lasciarsi schiacciare dalla contingenza e guardare le situazioni da un'altra levatura, ma dalle nostre parti non ne ho trovati.

Il 20 ottobre, Josè Mujica, l'ex presidente dell'Uruguay, ha presentato le sue dimissioni da senatore.

"Cos'è la pace?" mi chiese un giovane di diciassette anni mentre visitavo un villaggio del Sud Sudan. La domanda, posta in quel modo, mi lasciava molto interdetto.

Enzo Mari che è morto il 19 ottobre scorso era un designer che, creando oggetti per il presente, pensava, guardava e amava il futuro.

Quando si è distesi su un letto, peggio ancora se si è costretti a restarvici per una malattia, si è come obbligati a guardare in alto.

Quando si è distesi su un letto, peggio ancora se si è costretti a restarvici per una malattia, si è come obbligati a guardare in alto.

Dire soltanto che Linda Laura Sabbadini è direttrice centrale dell'Istat significa affermare solo mezza verità.

Maher Al Akhras, palestinese, dal luglio scorso è detenuto in un carcere israeliano e da quel giorno ne sono passati 79 nei quali si è rifiutato di prendere cibo.

C'era una volta una verità indiscutibile che la sapienza dei latini aveva virgolettato con "Contra factum non valet argumentum", ovvero che "davanti ai fatti non si discute".