C'è una quotidianità dell'informazione che non ci soddisfa perchè ha un'agenda che non sempre (quasi mai!) corrisponde alle priorità della gente e dei popoli.
C'è una verità troppo spesso nascosta tra le pieghe dei fogli di giornale o che incespica tra le parole dello speaker televisivo.
C'è un commento dei fatti che contano veramente che vogliamo rileggere con l'unico filtro che conosciamo.
Quello degli sconfitti, delle vittime, della pace, della gente...
"Avendo in corpo l'occhio del povero" - avrebbe detto don Tonino Bello.
Per questo lanciamo questa nuova rubrica "feriale", ovvero un commento breve che, come Mosaico di pace, ripesca un fatto per riproporlo all'attenzione dei lettori con una luce nuova, con una sensibilità che scommettiamo condivisa.
E se così non fosse è destinata ad aprire riflessione e dibattito.
Pertanto quotidianamente proporremo un commento - breve quanto un'annotazione - su qualcosa che rischierebbe di passare altrimenti inosservato.
Sarà curato dalla redazione e specificatamente da Tonio Dell'Olio.
Speriamo incontri il gradimento e il favore di chi cerca di lasciarsi provocare per non fermarsi mai alla scorza degli avvenimenti ma di cercarne la linfa per attingere nuovi motivi di impegno.

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Provo a indossare la pelle di Paola e di Claudio, i genitori di Giulio Regeni. Cinque anni di lacrime e rabbia, di vuoti e delusioni. Cinque anni di ricerche affannose e di resistenza, di raccolta di ogni briciolo di notizia e di ricordi segreti del cuore.

Un piccolo trafiletto in fondo alla pagina: "Campari apre l'azionariato ai dipendenti". I lavoratori potranno partecipare, cioè, dei rischi d'impresa e degli utili. Corresponsabili.

Da un'idea creativa e sostenibile è nato un sano business. In Francia in 36 mesi, senza alcuna forma di promozione pubblicitaria, sono stati venduti 150 milioni di prodotti per un fatturato di 90 milioni.

Fascista è porre a spartiacque delle proprie scelte un arrogante "me ne frego" e mettere al bando l'umiltà di sbagliare pensando di avere sempre ragione.

Eravamo in tanti ieri tra Perugia ed Assisi. Tanti, colorati e belli. Come sempre. Più di sempre. Più di quanti ce ne fossero 60 anni fa al seguito del genio nonviolento di Aldo Capitini.

Mosaico dei giorni 
Il nostro primo giorno a Kabul
 2 settembre 2011 - Tonio Dell'Olio    
La pioggia con cui Kabul ci ha accolto all'aeroporto ieri mattina è insolita per questo periodo nell'anno. E quanto vorrei fosse una pioggia purificatrice delle violenze, dei fanatismi, della guerra e della sua idiota ideologia... di ogni cosa che ha a che fare con la distruzione dell'umanità di questa gente che abbiamo solo cominciato ad incrociare. E poi soldati e polizia molto armata dappertutto. Palazzi fortificati da cinture di cemento e sacchi di sabbia. Ma non mi interessa fare un diario. Gli aquiloni ci sono davvero e sono tanti. Li fanno volare i bambini dai cortili, dalle strade, dai tetti delle case. Siamo una delegazione di otto persone. Tra noi c'è Paul, portavoce del coordinamento dei familiari delle vittime dell'11 settembre. Sin dall'inizio hanno fatto sapere di non credere nella guerra come risposta alla tragedia di dieci anni fa. E di questa guerra sono stanchi tutti. Tutti tranne quelli che ne ricavano profitti. Abbiamo cominciato a parlare con i rappresentanti di associazioni di cooperazione umanitaria, dei diritti umani, delle donne... la sensazione comune è che dopo dieci anni, di questa guerra si sia perso il bandolo. Nessuno più la vuole, ma nessuno ha il coraggio di dire basta. Se non la gente.

 
Mosaico dei giorni  
Kabul dieci anni dopo
 5 settembre 2011 - Tonio Dell'Olio
Kabul sarebbe una città bellissima. Ma oggi è ancora tutta da sognare. E da disegnare. Come l'intero Paese. Siamo alla vigilia del decimo anniversario dall'inizio dei bombardamenti e dalla presenza straniera sulla propria terra e nessuna delle persone che abbiamo incontrato ha espresso una sola parola di soddisfazione. Delusi, amareggiati, arrabbiati... gli afghani. Gente comune e rappresentanti di organizzazioni civili. Ma anche diplomatici e responsabili di istituzioni. Si sarebbe potuto fare tanto. Costruire. In tutti i sensi. E invece si è perso tempo prezioso. È stato dato appoggio e spazio ai "signori della guerra", alla corruzione dilagante che erode risorse e speranze. All'oppio che ora scorre anche nelle vene dei giovani afgani e corre con i narcoafgani ben oltre i confini nazionali. Alle rancorose e ataviche divisioni tribali. In nome della sicurezza da garantire a se stessi, chi doveva incontrare, ascoltare e aiutare la gente, è rintanata in bunker che non riesco nemmeno a descrivere. Ma Dio, che da queste parti invocano con un nome diverso dal mio, non è sterile. Ha messo nel cuore di qualche donna e uomo di questa terra la sana inquietudine che non si piega alla rassegnazione. Sono donne e uomini che non hanno mai smesso di contribuire a piccoli passi alla promozione delle donne, a denunciare la corruzione, a promuovere i diritti umani, a informare senza padroni. Una luce diversa da quella delle esplosioni e dei bombardamenti. L'altra faccia di una terra che sarebbe bella.

 
Mosaico dei giorni  
La normalità della paura
 6 settembre 2011 - Tonio Dell'Olio
Che la guerra è una brutta cosa lo leggi negli occhi della gente che abita a Kabul. È brutta la guerra. È brutto il terrore. È mostruosa ogni violenza. È brutta la paura. Si affollano le strade e i mercati per vincere con la normalità ciò che normale non deve diventare. Perché dopo dieci anni di convivenza con la paura... poi finisci che ci fai l'abitudine o che diventi "normale" e allora meglio addomesticarla. Dire che può capitare. Come un evento naturale. E naturalmente tornare alla vita quotidiana. Con il traffico, i venditori, gli aquiloni, i sacchi di sabbia e le barriere di cemento ai ministeri e alle ambasciate. La delegazione della Tavola della pace che in questi giorni ha visitato Kabul si è immersa in questa "normalità" per comprenderla e per intravedere, con gli occhi dei suoi abitanti, se non ci sia (dopo dieci anni) un parto nuovo che è possibile provocare. Una "exit strategy" dalla paura per tutte e tutti e non solo per la presenza militare straniera. Perché sarebbe un fallimento per tutta la comunità internazionale andarsene via lasciandosi alle spalle la normalità della paura. Certo che ci vuole coraggio a dialogare con tutti! Ma è l'unica strada. E generare un nuovo tipo di sicurezza.

 


 

 

"Sono così orgogliosa di rappresentare 80 milioni di rifugiati in tutto il mondo", ha scritto Yusra Mardini su Instagram,

Nella pubblicità radiofonica di una nota catena di supermercati e ipermercati una signora che fa la parte del cliente medio dice: "Quello che cerco è la qualità al prezzo più basso".

Da oggi Pedro Castillo, un insegnante candidato per il partito Peru Libre, è il nuovo presidente del Perù.

Dire No è normalmente più semplice che dire Si. Il sì è sempre più impegnativo e ti vincola a una sorta di promessa.

Gv 6,1-15
¹Dopo questi fatti, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, ²e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. ³Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. ⁴Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

E no, la difesa non è sempre legittima. Non è pur che sia! Deve rispettare i criteri della proporzionalità sia rispetto al bene che si vuole difendere soppesato col male che si produce facendo ricorso alla difesa stessa e sia rispetto alla gravità e pericolosità della minaccia in atto.

"Siamo a metà del guado, ma ricordiamoci che dobbiamo ancora passarlo". Il guado a cui fa riferimento con questa battuta mons. Luigi Bettazzi, 98 anni, vescovo emerito di Ivrea e ultimo vescovo italiano ancora in vita ad aver partecipato al Concilio Vaticano II, è la piena attuazione del Concilio stesso.

Don Andrea Gallo mi piace ricordarlo nel giorno della sua nascita piuttosto che in quello della sua morte. Ieri ricorreva il suo compleanno (18 Luglio 1928).

Le parole pronunciate ieri in aula da Barbara Masini, senatrice di Forza Italia, nel corso del dibattito sul Ddl Zan, costituiscono una pagina di buona politica dal volto umano.

Nella classifica macabra e dolorosa della morte, la fame batte il Coronavirus 11 a 7. Secondo l'ultimo rapporto Oxfam, ogni minuto sono 11 le persone che rischiano di morire di fame e 7 quelle che muoiono di Covid-19.

Come nel Gioco dell'oca, la Legge "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità", riprende il suo percorso in vista dell'esame al Senato.

Rubo alla rete questo testo e lo faccio rimbalzare su Mosaico dei giorni.

Genova, ieri sera. Arriva una chiamata alla caserma dei Vigili del fuoco. È la polizia locale. "C'è da rimuovere urgentemente uno striscione al palazzo dell'Inps" dicono.

Mc 6,7-13

⁷Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. ⁸E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone:

Camminare non è un invito al dinamismo efficientista di chi dice che "chi si ferma è perduto" ma piuttosto il desiderio di dare gambe alla curiosità gentile.

Che dopo 20 anni di "presenza" straniera, le truppe della coalizione abbandonino l'Afghanistan è cosa nota e risaputa, ma in questi giorni circolano alcune immagini che sono diventate l'icona del risultato di quella pluriennale occupazione.

Patricia e Manuel Oliver sono i genitori di Joaquin, uno dei 17 ragazzi uccisi in una delle ormai tantissime sparatorie avvenute nella storia recente degli Stati Uniti.

Oggi, mentre da noi era notte, nell'aula del Congresso del Cile sono risuonate forti e chiare le parole nella lingua dei Mapuche.

Mc 6,1-6

¹Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. ²Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti

Qualcuno dovrà cominciare a denunciare le ipocrisie e "l'assalto alla diligenza" che sta avvenendo sui fondi europei per la cosiddetta "ripartenza".

(di Evelina Santangelo, in "L'Espresso" del 27 giugno 2021)

Ho l'impressione che in questo tempo in cui si torna agli aperitivi, cioè a uno stare insieme breve e poco impegnativo, all'ostentazione ancora più ostinata di una giovinezza dei corpi che si desidera inscalfibile dagli anni,

Mc 5,21-43
²¹Essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare.

La squadra della democrazia oggi scende in campo con il lutto al braccio. Non la squadra dell'informazione, ma quella della democrazia.

In ginocchio per dire il rispetto per le vittime e la solidarietà con chi è stato ucciso da chi, in quella posizione, premeva togliendo il respiro.

Tenere segrete le fonti di informazione nella professione giornalistica non è un privilegio ma una necessità.

Mc 4,35-41
³⁵In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: «Passiamo all'altra riva». ³⁶E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui.

Non è vero per niente che una voce in più è superflua o inutile. Nel coro degli auguri per Patrick Zaki voglio esserci anch'io. E devi esserci anche tu che leggi.

Mi capita spesso di soffermarmi a pensare a tutto il bene che si fa. È molto più del male. Si tratta di gesti e segni impercettibili, di scelte e azioni senza clamore, di sostegni e servizi offerti senza richiesta, senza riconoscimenti, senza ricerca del consenso.

Nella lunga e bella intervista a Paolo Ricca, pastore valdese, apparsa Domenica scorsa su Repubblica, c'è una risposta che vado ruminando e che mi scava dentro.

Mc 4,26-34

²⁶Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; ²⁷dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 

Saman aveva la vita negli occhi e la forza nei passi. Come ogni cuore innamorato, Saman non aveva paura di guardare avanti a sé e di puntare l'orizzonte.

Stamattina cedo la parola volentieri a Maurizio Maggiani, scrittore di razza.

Cos'è mai la pace, chi l'ha mai vista la pace? Dal vivo intendo, non nei discorsi, non nelle visioni, non nei documenti.

Se faccio il nome del sito web, 'Sanctioned Suicide', è solo perchè è stato neutralizzato, chiuso, messo cioè nelle condizioni di non nuocere più.

Mc 14,12-16.22-26
¹²Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».

"Una fatwa è un parere religioso che trova le sue fondamenta nei testi sacri del Corano e nella tradizione profetica dell'islam – spiega Yassine Lafram, presidente dell'Ucoii, l'Unione delle comunità islamiche italiane –.

"Contra factum non valet argumentum" dicevano i latini per indicare l'evidenza di situazioni che non hanno bisogno di parole, riflessioni, opinioni per essere sostenute e dimostrate.

Quanta giusta apprensione nel voler conoscere le condizioni del piccolo Eitan, il bambino sopravvissuto alla tragedia del Mottarone!

La violazione dei diritti umani in Colombia ormai è documentatissima su vasta scala.

Flavio Briatore è, quel che si dice, un imprenditore di successo. Non è solo ricco, molto ricco, è anche popolare e famoso, conteso dai salotti delle televisioni come opinionista che contribuisce al dibattito con una visione non comune della realtà.

Gv 15,26-27; 16,12-15

²⁶Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; ²⁷e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

La mafia delle industrie estrattive nel sud del mondo pensa esclusivamente al proprio interesse e, al di là di dichiarazioni roboanti, non ha mai costituito un fattore di crescita economica per le comunità locali.

Alidad è uno dei tanti ragazzi approdati in Italia in fuga dalla morsa fatale che li stritola tra guerra e terrorismo in Afghanistan.

Un padre dice al proprio bambino addormentato sulla sua spalla: "Un giorno tutto quest'odio sarà tuo". È questa una delle vignette di Mauro Biani sulla tragedia israelopalestinese.

Mc 16,15-20

¹⁵E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. ¹⁶Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. ¹⁷Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, ¹⁸prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno. ¹⁹Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
²⁰Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

 

Mosaico della Domenica

La vera novità rivoluzionaria del cristianesimo sta tutta nell'incarnazione. Dio abbandona il cielo per sposare la terra nella persona di Gesù di Nazareth. Abbraccia l'umanità e ne condivide la polvere, la fatica, il lavoro, la sofferenza e persino la morte. Dio ama l'umanità. La festa che celebriamo in questa domenica, l'Ascensione, sembra l'esatta negazione della logica e della scelta dell'incarnazione. Ne appare come il tradimento, la contraddizione assoluta. A un movimento discensionale dal cielo verso la terra, se ne contrappone un altro esattamente speculare e inverso, ascensionale, in cui Cristo "viene elevato verso il cielo". Davvero sembra la negazione netta di quella novità assoluta costituita dall'incarnazione. Ma a leggere attentamente il significato, la filigrana di questa festa, ci si accorge piuttosto che l'Ascensione non è il tradimento e l'abbandono della terra a vantaggio del cielo, quanto piuttosto di rendere l'incarnazione definitiva ed estesa nella storia. È un rendere concreta la promessa di restare fedele a questa storia in maniera definitiva. Se Dio si fosse limitato all'incarnazione storica, sarebbe stato limitato dal dato biografico che inevitabilmente si sarebbe esaurito. L'Ascensione rende l'incarnazione ulteriore, più profonda, più bella e ancora più grande. È un Gesù che continua a operare, e quindi a essere presente tra i discepoli, nella comunità cristiana e questo responsabilizza. Se fosse rimasto fisicamente in mezzo a noi avremmo detto: "È un compito suo". Oggi invece sappiamo che è un compito nostro. Ogni volta che regaliamo un abbraccio, quando siamo capaci di accogliere, l'incarnazione di Cristo si radica e si rinnova proseguendo nella storia. E ogni volta che rifiutiamo un abbraccio e un'accoglienza purtroppo rendiamo l'Ascensione un tradimento. Ogni volta che amiamo, Dio riconferma la sua incarnazione. Lo fa attraverso la fragilità della nostra esistenza, delle nostre scelte. Per questo l'Ascensione non solo non costituisce un tradimento di Dio ma diventa il punto di maggiore responsabilità della comunità dei credenti a cui viene consegnata la forza dello Spirito Santo. Viviamola così la festa dell'Ascensione come la consegna da parte di Gesù di una creazione rinnovata grazie alla sua presenza e al nostro apporto.

 

Sono quasi due miliardi le persone che oggi in tutto il mondo celebreranno una delle feste più importanti previste dall'Islam. Oggi è Eid el fitr, la fine del tempo di Ramadan, che si celebra con la preghiera in Moschea e con ricchi pranzi in famiglia.

Olga Misik è una studentessa dell'Università di Mosca che un paio d'anni fa diventò un'icona delle proteste contro la repressione della polizia russa.

I palestinesi che lanciano i razzi contro Israele sanno che dovranno aspettarsi una ritorsione più forte e precisa dall'altra parte.

Gv 15,9-17

⁹Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. ¹⁰Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 

Da tempo continuo a ripetere che, sul versante economico, la pandemia ha penalizzato molte attività e settori, ma non tutti. Alcuni li ha favoriti, tant'è che hanno maturato utili da record specularmente a chi ha maturato perdite da record.

Dopo che Sandra Liliana Peña, governatore indigeno del Cauca in Colombia, è stata uccisa il 20 aprile scorso, le organizzazioni contadine e indigene si sono organizzate e hanno provato a protestare spiantando, estirpando a mani nude, un'intera piantagione di coca di dieci ettari di terreno.

Persino la zona residuale della mia coscienza interista ieri sera si è rifiutata di festeggiare la vittoria dello scudetto tanto a lungo agognata.

Gv 15,1-8

¹«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. ²Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 

Rigoberta Menchù, Nobel per la pace 1992, è stata testimone diretta di ingiustizie e violenze estreme contro la sua famiglia e la sua comunità.

"Torna, padre, se devi morire, moriremo insieme". È ciò che la gente di Rumbek ha gridato all'aeroporto mentre trasportavano il vescovo eletto Christian Carlassare a Juba (e poi a Nairobi) per consentirgli le cure necessarie dopo l'attentato che aveva subito la notte precedente.

Riprendo alcuni passaggi della riflessione di Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, all'indomani dell'ennesima strage di uomini, donne e bambini, nel Mediterraneo.

Stati Uniti, Cina, India, Russia, Regno Unito, Arabia Saudita, Germania, Francia, Giappone, Corea del Sud, Italia. È la classifica, redatta dall'ISPRI - Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma, delle nazioni che hanno speso di più nell'acquisto di armi nel corso del 2020.

Gv 10,11-18

¹¹Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. ¹²Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 

È vero che ormai non c'è giorno che non serbi in sé almeno una Giornata. A volte ce ne sono due o tre.

Sarà sicuramente un mio limite quando ho a che fare con i numeri, ma io non so dire esattamente a quanto equivalga (o ammonti) un trilione.

Per ricordare don Tonino Bello a 28 anni dalla sua Pasqua, non trovo altro modo che denunciare le condizioni di sfruttamento cui sono sottoposte alcune persone straniere nella nostra "civilissima" Italia.

Nel solo mese di marzo sono state 170.000 le persone bloccate dalla polizia di frontiera mentre tentavano di passare dal Messico agli Usa.

Lc 24,35-48

³⁵Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

A riprova della schizofrenia politica che non fa più notizia purché è ormai nel Dna della nostra vita collettiva, al Senato ieri è andata in onda la scena madre.

Metti il settore carcere della Caritas Italiana insieme all'Associazione Amici di San Vittore (Andria), aggiungi l'accompagnamento e la supervisione del tarallificio Tesori d'Apulia di Trani e undici giovani detenuti ed ex detenuti di diversi istituti penitenziari italiani:

Un tempo di recupero dell'essenzialità in cui proprio la rinuncia del cibo ce ne fa comprendere l'importanza. Il Ramadan è il tempo della presa di coscienza più consapevole della presenza di Dio (taqwa) e della vicinanza alla comunità umana.

Ma chi l'ha detto che la solidarietà si fa solo coi soldi? Solo una mentalità come la nostra, sacrilegamente blandita dal culto del Dio denaro, poteva immaginare un simile travisamento!

Gv 20,19-31

¹⁹La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». ²⁰Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. ²¹Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! (…)

Nessuna giustificazione geopolitica o economica sarà mai sufficiente a spiegare l'affermazione di Draghi: "Noi esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa, per i salvataggi, e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia".

Quando su Whatsapp ha cominciato a circolare la notizia della morte di Hans Küng, mi sono ritrovato a raccogliere commenti e riflessioni lapidarie ma non per queste meno profonde e belle.

Abbiamo vissuto questo tempo di Quaresima e, in particolare la Settimana santa, avendo come tema centrale e figura guida quella del seme.

È il giorno di un pane spezzato e di un calice di vino. Oggi è giorno di Dio nelle cose semplici e ordinarie. Per questo decidono di ucciderlo.

Usciva nelle sale in questi giorni del 1981 "Ricomincio da tre" un capolavoro universale in lingua napoletana, interpretato magistralmente da Massimo Troisi.

Nella Domenica delle Palme leggiamo il lungo racconto della Passione di Gesù Cristo. Per questo vale la pena comprendere meglio il significato di questa parola.

Potrebbe essere un esempio da imitare? In Vaticano da ieri i cardinali si sono visti ridurre del 10% la propria retribuzione, gli altri superiori subiranno una decurtazione pari all'8%. Chierici e religiosi/e dipendenti, il 3%.

Penso sia utile chiedere rispettosamente quali sono i reati ipotizzati o contestati contro alcuni operai del Collettivo autonomo lavoratori portuali (Calp) che nei mesi scorsi si sono rifiutati di operare a favore di navi cariche di armi ed esplosivi ormeggiate nel porto.

È importante celebrare gli "eroi delle corsie" che con spirito di sacrificio e tantissimo coraggio si sono impegnati senza risparmiarsi per far fronte alla minaccia del Coronavirus. Mi unisco al coro con sincera convinzione e commossa ammirazione e applaudo senza esitazione.

Gv 12,20-33

²⁰Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. ²¹Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». 

Ciascuna e ciascuno con le proprie storie. Amici, parenti, vicini di casa ma, a volte, anche la propria esperienza personale.

Nonostante non abbia uno spirito particolarmente patriottico e tantomeno nazionalista, ci sono circostanze in cui al momento dell'inno nazionale, mi commuovo. È più forte di me.

Concepire. Un'idea, un'opinione, una proposta, un sentimento o un dubbio… come fosse una nuova vita. Non è ancora il parto, la nascita. È piuttosto la custodia segreta di qualcosa che ha bisogno del silenzio e del buio che ne garantisca la messa a dimora come una piantina.

Gv 3,14-21
¹⁴E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, ¹⁵perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
¹⁶Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. ¹⁷Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. ¹⁸Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. ¹⁹E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. ²⁰Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. ²¹Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

Mosaico della Domenica

E scopriamo che il segno, il significato, la finalità, il sogno, il progetto di Dio non è quello di scaricare una pesante croce di giudizio sulle spalle degli uomini e di giudicarli ma, al contrario, di caricarsi di quella croce per salvarli. Ogni volta che si opera un gesto di liberazione e di salvezza, non solo ci fidiamo di Dio ma scegliamo di stare dalla sua parte. Pensate quanto scandalo ha suscitato quell'espressione che Papa Francesco ha utilizzato rispondendo a una domanda sugli omosessuali: "Se una persona omosessuale cerca Dio e si sforza di vivere rettamente, chi sono io per giudicarlo?". La verità è che siamo abitati dentro dalla convinzione che la religione, la fede, gli uomini di Dio e coloro che parlano in suo nome, debbano esprimere più una parola di giudizio che una parola di salvezza. In questo brano c'è l'immagine di un Dio che allarga le braccia sulla croce fino all'estremo sacrificio e rimane nel segno di un abbraccio inchiodato per l'eternità. Noi dovremmo sentirci più che giudicati, accolti. Il mio pensiero va in questo momento a tutti coloro che si sentono incastrati, imprigionati nel proprio limite, nel loro peccato, nella loro colpa. Coloro che di notte si rigirano tra le lenzuola perché gli rimorde la coscienza. A quelli che non riescono a fare i conti con se stessi, non tanto col giudizio della gente, non con lo sguardo giudicante degli altri, ma con se stessi. Amico, fratello, sorella, sentiti accolto da Dio e abbracciato da Gesù Cristo. Gesù non ha altra parola che quella della salvezza nell'amore. E tu sei chiamato a fare solo questo: ad amare. Che il Signore ci preservi tutti dalle parole del giudizio e dal pensiero del pregiudizio. Che il Signore ci faccia comprendere, nelle pieghe della storia e della coscienza delle persone, che c'è un destino di salvezza per tutti, anche per i peggiori criminali. Non c'è esperienza peggiore nella vita che non aver sperimentato d'essere amati. Dio invia il suo figlio unigenito per sanare questa ferita. Non sottraiamoci a questo amore.

 

 

Le istituzioni civili e religiose di Latina non sono rimaste indifferenti di fronte al video trap registrato da alcuni rampolli delle famiglie criminali della città e che esaltavano le gesta della malavita locale recriminando sull'arresto di alcuni rappresentanti.

Non bastano le dimensioni continentali del Brasile a giustificare i quasi 2.000 morti di Covid 19 che si sono registrati in sole 24 ore e i più di 11 milioni di casi accertati fino a oggi.

Non c'è bisogno di scomodare i proverbi cinesi per comprendere che in una sala affollata in cui va via la luce, chi accende un fiammifero conta molto più di 100 persone che protestano.

Generare è donna. Generare anche quando non si mette al mondo ma si dà la vita. Nel setaccio tra retorica e conquiste di carta, quel che resta è la grammatica del generare.

Gv 2,13-25
¹³Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. ¹⁴Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco.

Fallaye Dabo, 28 anni, nato in Mali, lunedì scorso si è suicidato nelle campagne di Lucera (Foggia).

All'inizio nessuno voleva crederci. Sembrava un orrore sotto il profilo giuridico e, ovviamente, quello semplicemente umano ma, man mano che passa il tempo, sembra rafforzarsi la voce (e l'ipotesi) che Patrick Zaky sia diventato un ostaggio nelle mani del potere egiziano.

Il giudice Nino Caponnetto amava ripetere che le mafie temono la scuola più della polizia e dei tribunali. Noi dobbiamo temere la dis-cultura mafiofila e la mafiosità, più del kalashnikof.

Direttamente da Avvenire riprendo l'articolo di Loretta Bricchi Lee che scrive da New York e che implicitamente ci chiede di esultare per questa notizia.

Come si fa con i delinquenti incalliti e con i boss, anche nel caso di Gian Andrea Franchi e di Lorena Fornasir, i poliziotti si sono presentati all'alba nella loro casa a Trieste per eseguire scrupolosamente una perquisizione attenta e meticolosa e sequestrare alla fine il computer e poco altro.

L'attentato di ieri nei pressi della città congolese di Goma ha spalancato la porta dell'informazione su un conflitto che si consuma da anni nel silenzio e, spesso, nell'indifferenza.

Tra le cose che racconta Edith Bruck, la poetessa ungherese sopravvissuta ai campi di concentramento che sabato ha ricevuto la visita di Papa Francesco, ci sono due persone

Mc 1,12-15

In quel tempo, subito lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Mosaico della Domenica

L'invito alla conversione in definitiva è l'unico invito che Gesù viene a rivolgerci in questo tempo quaresimale che è anche tempo di deserto. Un tempo che noi dovremmo sentire come alleato della nostra esistenza perché è un deserto al quale ci sospinge lo Spirito. Nessun tempo è nemico, nessun tempo è da buttar via: ogni tempo è scelto e voluto da Dio per noi. Siamo noi piuttosto che dobbiamo confrontarci con il tempo che Lui ci offre di vivere. Anche nell'episodio che abbiamo ascoltato, la tentazione a cui è sottoposto Gesù nel deserto da Satana e lo stesso confronto con le bestie selvatiche, probabilmente rappresentano l'esperienza del nostro confronto con le fatiche, con le incomprensioni, con le nostre paure. Il tempo del deserto è un metterci a nudo di fronte a noi stessi. È conoscere e ri-conoscere i nostri limiti, è ammettere i nostri errori. Il tempo del deserto, insomma, è riuscire a guardarci in una sorta di radiografia che ci fa comprendere come il Vangelo ci sopravanza. Nello stesso tempo compaiono anche le figure strane degli "angeli di Dio che lo servivano". Mi piace pensarli come il segno di un'amicizia da parte di Dio offerta soprattutto nel nostro tempo difficile. Non ci lascia soli! E allora, che il Signore ci dia la luce sufficiente, e anche la forza, di scegliere sempre di stare dalla parte del Vangelo. Riusciremo a scegliere questo versante, nella misura in cui saremo stati capaci di vivere il tempo del deserto. Non si tratta di una prova di sopravvivenza, piuttosto è una prova di libertà.

 

Scusate l'insistenza! Ma ieri anche l'autorevole voce del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha fatto sapere che della totalità dei vaccini disponibili, il 75% viene usato soltanto da 10 nazioni.

Il 4 febbraio scorso l'ex ministro Spadafora volendo salutare tutti, a conclusione della sua esperienza di governo, ha usato - manco a dirlo - il suo profilo Facebook