C'è una quotidianità dell'informazione che non ci soddisfa perchè ha un'agenda che non sempre (quasi mai!) corrisponde alle priorità della gente e dei popoli.
C'è una verità troppo spesso nascosta tra le pieghe dei fogli di giornale o che incespica tra le parole dello speaker televisivo.
C'è un commento dei fatti che contano veramente che vogliamo rileggere con l'unico filtro che conosciamo.
Quello degli sconfitti, delle vittime, della pace, della gente...
"Avendo in corpo l'occhio del povero" - avrebbe detto don Tonino Bello.
Per questo lanciamo questa nuova rubrica "feriale", ovvero un commento breve che, come Mosaico di pace, ripesca un fatto per riproporlo all'attenzione dei lettori con una luce nuova, con una sensibilità che scommettiamo condivisa.
E se così non fosse è destinata ad aprire riflessione e dibattito.
Pertanto quotidianamente proporremo un commento - breve quanto un'annotazione - su qualcosa che rischierebbe di passare altrimenti inosservato.
Sarà curato dalla redazione e specificatamente da Tonio Dell'Olio.
Speriamo incontri il gradimento e il favore di chi cerca di lasciarsi provocare per non fermarsi mai alla scorza degli avvenimenti ma di cercarne la linfa per attingere nuovi motivi di impegno.

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Il diritto internazionale non contempla la presenza e l'azione del G7 tra le istituzioni sovranazionali, non è un ente riconosciuto, non è un'autorità certificata. Il G7 è piuttosto un club delle potenze che puzzano di naftalina.

L'assuefazione alla morte conduce a non considerare più così tanto "notiziabile" la morte in mare di persone migranti. Figuratevi quando la morte raggiunge profughi, migranti e sfollati in un deserto. È accaduto così anche in questi giorni in cui circa una cinquantina di sudanesi hanno incontrato la morte nel deserto tra Sudan ed Egitto.

Sdoganamento è un termine molto adoperato in questa stagione politica. Lo si ripete nei salotti televisivi soprattutto da parte dei rappresentanti della destra che – a loro dire – finalmente possono fornire una versione alternativa dei fatti consumatisi nel ventennio fascista.

"Il mondo militare affascina sempre i bambini: ergersi a difensori della patria era il sogno di Marco, Riccardo, Diego, Ricky. Abbiamo così trasformato la nostra classe in una base per l'addestramento militare, la battaglia in trincea e un ospedale da campo con le migliori infermiere!

Il partito di maggioranza rafforza il proprio consenso registrando il suo massimo storico ma non si tratta di Fratelli d'Italia quanto del "partito dell'astensione", ovvero della forza del non voto, ossia dello "scegli tu per me", oppure del "non me ne frega niente".

Siamo all'ultima campanella dell'anno de "la scuola secondo la destra" e forse vale la pena chiedersi qual è lo stato di salute di questo vitale incubatore di futuro. In realtà se ne parla molto poco al punto da apparire come una Cenerentola in castigo dietro la lavagna del dibattito sulle cose che contano.

Sono passati 30 anni (4 giugno 1994) dalla scomparsa di quel genio di Massimo Troisi. Aveva solo 41 anni e un talento naturale irrigato a profumi di vicoli e voci napoletane. Non trovo modo migliore per ricordarlo se non i versi di Roberto Benigni:

Questo è il giorno in cui, ormai da tanti anni, dedico lo spazio di questo pizzino, pressoché quotidiano, alla parata impropria della Festa della Repubblica. Le forze armate hanno già una giornata tutta per loro in cui – chi ci crede e chi vuole – onora il loro ruolo e corre ad applaudire uomini e armi.

"Se le alleanze servono a perpetuare le guerre è meglio scioglierle – ha detto Marco Tarquinio –. Bisogna quindi sciogliere l'alleanza con Israele e magari, per quel che ci riguarda, sciogliere la Nato in Europa e costruire una nuova alleanza tra pari con gli Stati Uniti d'America".

Ciò di cui non riusciamo a renderci conto con consapevolezza e senso di responsabilità è che le bombe che uccidono oggi la gente errante, inerme, stremata, sotto le tende precarie di Rafah, sono bombe sul futuro. Israele e Hamas stanno spargendo la gramigna dell'odio che nutre la vendetta.

Il monologo di Massimo Bernardini nella sua ultima puntata di Tv Talk è una vera e propria scuola di vita. Cercatelo in rete e ascoltatelo tutto. Dopo 542 puntate della stessa trasmissione, 1000 ore circa di televisione e oltre 5000 ospiti, ha deciso di passare il testimone di propria spontanea volontà. "Io a luglio compio 69 anni – ha detto – e da due anni sono in pensione, pensione di vecchiaia.

Con qualche imbarazzo e senza ammettere la sconfitta della propria mission e la mancanza di interventi appropriati, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha reso noto che i conflitti armati hanno ucciso lo scorso anno 33.000 civili a livello globale, il 72% in più rispetto al 2022.

I collaboratori di giustizia ci hanno indicato con precisione che la maniera dei mafiosi di riferirsi alla strage di Capaci era "l'attentatuni", letteralmente il grande attentato. Si puntava a realizzare un gesto eclatante e spettacolare e non semplicemente a liberarsi del giudice Falcone.

Con l'Ucraina e il Medioriente in fiamme, la guerra è ritornata ad essere una possibilità, una strada percorribile, un'eventualità. Ci sono molti segnali in questa direzione, ma quello che mi sembra più eclatante di tutti è "il bunker di Brione".

L'Arena di pace è un catino in cui sono concentrate emozioni, grida di dolore, speranze di pace, desiderio di vita e molte altre cose. La sola presenza del papa ha riscattato dalla soglia della marginalità ecclesiale e sociale l'impegno di tante e tanti che hanno creduto e credono nella costruzione della pace secondo il Vangelo di Cristo e secondo la volontà scolpita nella Carta della Costituzione.

Da oggi nell'Arena di Verona si prova a disegnare il mondo che vogliamo. O forse è vero che si tratta del mondo sognato da Dio. A farlo c'è un popolo intero, il popolo della pace, che si confronterà su cinque pilastri per la costruzione di una convivenza nonviolenta: "Economia, lavoro e finanza", "Migrazioni", "Ecologia integrale e stili di vita", "Democrazia e diritti", "Disarmo".

Ho visto un video in cui alcuni attivisti della destra israeliana assaltavano un camion di aiuti umanitari destinato alla popolazione stremata della Striscia di Gaza. Era un camion che trasportava farina e zucchero. Dopo aver costretto l'autista a fermarsi hanno scaricato per strada tutto il carico.

Quelle fotografie esposte per strada con i volti degli abitanti di via del Campo rappresentano la risposta migliore alla corruzione eletta a sistema e all'indifferenza di tanti. "Metterci la faccia" è essenziale per contribuire a bonificare il mondo dal male e muoversi "in direzione ostinata e contraria".

Due profeti di pace in tempi complessi, capaci di superare i pregiudizi per andare incontro all'altro, sapendo che con la guerra tutto è perduto. Stiamo parlando di Luigi Bettazzi e Giorgio La Pira, protagonisti di un incontro che si è tenuto ieri al Salone del Libro, organizzato da diocesi di Torino e Uelci (Unione editori e librai cattolici italiani).

Nel tempo in cui l'impegno politico era l'unico orizzonte immaginabile per il cambiamento, andare per canzoni popolari poteva essere considerata una fuga. Dall'altra parte il ceto colto e gli intellettuali di plastica non potevano cedere alla possibilità di dare dignità al canto dei contadini, degli operai, delle mondine e dei cantastorie.

"Perché imparare l'acca se non si pronuncia?" scrive Mary in un post su Twitter. E sembra solo una battuta, ma non lo è. Dietro la mutina – così la chiamavamo alle elementari – c'è un mondo. Dentro la mutina c'è un mondo. Perché quella consonante muta è la portabandiera della folla dei senzavoce.

Per le strade di Gaza si festeggia la tregua. Dopo tutti questi mesi in cui i nostri occhi si sono riempiti di morte come le loro vite, ci sono video provenienti dalla Striscia che infondono speranza. Festeggiamenti incerti, dal momento che non vi è ancora una parola di consenso da parte di Netanyhau e del suo governo.

Per il tramite di padre Gianni, un missionario saveriano che opera in Congo, mi sono arrivati alcuni video di ordinaria violenza ai danni di quelle popolazioni. Tra le altre ci sono le immagini di una donna colpita a morte e riversa per terra in strada col bambino che piange stando, secondo il costume del luogo, fasciato dietro le spalle.

La cittadinanza onoraria che sabato 6 maggio viene conferita a Maria (2 anni e mezzo) dal comune di Lampedusa non è semplicemente un fatto edificante. Maria, figlia di genitori della Costa d'Avorio, nasce nel 2021 subito dopo lo sbarco senza avere il tempo di raggiungere un reparto di maternità in un'altra città della Sicilia.

Le violenze consumatesi ai danni dei minori nel carcere minorile Cesare Beccaria di Milano non sono una semplice macchia sul tessuto delle istituzioni. Si tratta piuttosto di una ferita inferta nella coscienza sociale del Paese e nella vita di quei ragazzi.

Non è certo la prima volta che la Chiesa si rivolge agli imprenditori. L'arcivescovo di Torino, Roberto Repole, però lo fa in occasione della festa dei lavoratori e di San Giuseppe artigiano.

Vi prego almeno la parola. Impegnate almeno la parola, la vostra parola, per dire grazie a chi ha ci ha messo il proprio corpo, la propria vita. Più che padri della costituzione, i resistenti furono madri perché la concepirono e la partorirono con la sofferenza delle doglie, del travaglio e del parto.

Vincenzo Agostino non ha mai smesso di ricercare verità e giustizia. "L'uomo con la barba bianca" era un monito e una spina nel fianco delle istituzioni. Poteva succedere anche di cogliere qualche imbarazzo o, persino, qualche timore, da parte di uomini di potere nell'incontrarlo.

Era una seduta chiave per poter far avanzare la pace e si è trasformata purtroppo nell'ennesima occasione perduta. L'Algeria aveva proposto una breve bozza in cui "raccomanda all'Assemblea Generale che lo stato di Palestina sia ammesso come membro dell'Onu".

"C'è differenza tra un frigo e un missile, tra un sistema di irrigazione e un sistema di puntamento. Se sono armi, non vale più il principio di libero scambio".

L'assoluzione di Mimmo Lucano dalle accuse infamanti è molto di più che una sentenza nei confronti di una persona. Il vero processo si è celebrato contro un modello di accoglienza e contro la scelta di restare umani. A Riace si tocca con mano che non è vero che la strada obbligata sia il respingimento ma che l'accoglienza diffusa è persino più conveniente.

Ricorderete che alla fine di febbraio, alcune voci ebraiche della cultura in Italia hanno redatto e reso pubblico un appello su quanto avviene nella Striscia di Gaza: "Mai differenti". Tra i firmatari Gad Lerner, Renata Sarfati, Eva Schwarzwald.

Guy Nattiv e Zar Amir Ebrahimi sono due registe già ben affermate. Il primo è israeliano e la seconda è iraniana. Insieme (e sottolineo insieme) hanno realizzato un capolavoro in bianco e nero dal titolo Tatami. Lo sport è l'unità di misura della trama per raccontare la soffocante mancanza di libertà che, nel regime degli ayatollah, si abbatte soprattutto sulla vita delle donne.

Gli Stati sono responsabili difronte ai cittadini. Si tratta di un principio giuridico affermato, ma quasi sempre disatteso dalle sentenze condizionate dal timore della moltiplicazione dei ricorsi su vasta scala.

Ci vuole molto coraggio a portare in prima pagina la notizia di una ricerca che riferisce con evidenza scientifica che la popolazione indigena degli Yanomami è vittima dell'attività estrattiva dell'oro.

Cos'hanno in comune Renato Marangoni, vescovo di Belluno, l'imam Zakhariae Mohssine e l'assessore al sociale della stessa città, Marco Dal Pont? Probabilmente tante cose ma intanto quella di aver partecipato insieme a circa 350 persone alla cena dell'Iftar, la rottura del digiuno del Ramadan, il 6 aprile scorso, nella piazza centrale di Belluno.

Le interviste ascoltate ieri sera nel corso della trasmissione "Indovina chi viene a cena" sono di una evidenza eccezionale. Per la prima volta la televisione italiana ha dato la parola ai testimoni diretti, ovvero ai protagonisti, ovvero alle vittime che hanno avuto il coraggio di reagire.

Ma chi l'ha detto che al governo ci sono degli xenofobi filorazzisti contrari ad ogni forma di integrazione effettiva dei cittadini stranieri? È vero, sono assolutamente contrari ad introdurre lo ius soli e non vogliono nemmeno lo ius culturae ma stanno cominciando a teorizzare lo "ius belli".

Ne vale davvero la pena. Per scuotere le coscienze, per dare voce all'eco di dolore delle vittime che stenta a giungere fino a noi, per scoperchiare il velo di ingiustizia e di ipocrisia che copre la vergogna della guerra in Congo.

Il pentimento è un'altra cosa e non può essere confuso con la collaborazione con la giustizia. I titoli dei giornali definiscono sbrigativamente pentimento la decisione di Francesco Schiavone, meglio noto come Sandokan, di cominciare a riferire di tutte le sue azioni criminali con dettagli circostanziati sulla fitta rete di complicità e corruzione.

L'annuncio della resurrezione lo danno le donne. Sono loro ad andare al sepolcro "di buon mattino", come ci fa notare Marco nella versione che leggeremo quest'anno, durante la Veglia del Sabato santo.

Il 25 marzo 1927, a Castelfranco Veneto, nasce Tina Anselmi: "La nostra storia ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati, attraverso la responsabilità di tutti un popolo. Dovremmo riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. È giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. È tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. È pace".

"Esprimo la mia vicinanza alla Comunità San Josè de Apartado, in Colombia, dove alcuni giorni fa sono stati assassinati una giovane donna e un ragazzo. Questa Comunità nel 2018 è stata premiata come esempio di impegno per l'economia solidale, la pace e i diritti umani".

"Dal seme che muore fiorisce una messe nuova di giustizia e di pace". Sono le parole scolpite sulla tomba di don Peppe Diana, ucciso dalla camorra dei casalesi. Lo ha ricordato anche don Luigi Ciotti dal palco della Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia.

Questa Italia distratta forse nemmeno si accorge del carico di dolore che la bisaccia della memoria si porta in seno. Oggi a Roma sfilano le madri, i fratelli, le sorelle, i figli di quelli che hanno dato la vita per un Paese più onesto. Sono quelli che non hanno ceduto né alle lusinghe, né alle minacce e, per questo, hanno pagato il prezzo più alto.

Il 21 marzo è giorno di cominciamenti e di auspici, di speranze e di sguardi lontani. Guai a camminare retrovolti, si rischia di andare a sbattere! Eppure da 29 anni si celebra la Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia. Non si tratta di una contraddizione perché la memoria è impegno.

Faccio eco alle parole scritte da Andrea Riccardi sabato scorso 16 marzo su Avvenire perché non si deve lasciare isolata e marginale la voce di papa Francesco e, ancor di più, non si può lasciar cadere la speranza che sia possibile costruire la pace senza ricorrere allo strumento obsoleto e inumano della guerra.

Tesfalidet Tesfom era passato attraverso l'inferno del centro di detenzione libico di Bani Walid. Quando si scriverà seriamente la storia dei migranti ne parleremo come la nuova Auschwitz.

Eravamo pronti a scommettere che ci saremmo dimenticati dei morti sul lavoro di Firenze la cui enorme trave ceduta all'improvviso aveva fatto più rumore solo perché come a Brandizzo aveva ucciso più operai in un solo colpo. E infatti la sicurezza sul lavoro non è più nell'agenda dell'informazione, né sembra iscritta all'ordine del giorno della politica.

"Combattiamo contro tre giganti, mio caro Sancho: l'ingiustizia, la paura e l'ignoranza". A scriverlo è Miguel de Cervantes nel celeberrimo Don Chisciotte de la Mancia.

"La zona d'interesse", il film che si è aggiudicato la statuetta dell'Oscar come miglior film internazionale, è una storia sull'orrore di Auschwitz e sullo sterminio scritta in punta di piedi.

Afghane e palestinesi, ucraine e haitiane, iraniane e congolesi sono le madri che reclamano vita. Non smettono di piangere perché credono che quelle lacrime siano fertili anche quando non c’è abisso più straziante che sentire morire tra le proprie braccia la vita a cui ha dato vita.

Anche se con un po' di ritardo mi rendo conto che ciò che proprio non sopporto è la retorica mielosa sulla "donna".

Sono bastate poche righe a Dacia Maraini ieri sul Corriere della sera per lanciare una pietra nello stagno. Uno stagno che, sotto un leggero strato di fanghiglia, nascondeva o proteggeva il tesoro dell'acqua trasparentissima della poesia che si fa rivoluzione.

Nei giorni scorsi ci siamo trovati ad esultare per le medaglie conquistate da italiani nell'atletica leggera europea e mondiale.

La legge 185 del 1990 che attualmente regola il commercio delle armi italiane è uno strumento di democrazia.

A Gaza ormai si muore di tutto. Non solo per le bombe che cadono o per i proiettili che colpiscono. Si muore di fame e si muore di malattia.

A leggere attentamente il rapporto "Finanza di pace. Finanza di guerra" commissionato dalla fondazione Finanza Etica (Gruppo Banca Etica) e dall'Alleanza globale delle banche valoriali (GABV) e presentato in occasione del 16° incontro annuale di 71 banche, che si è svolto per la prima volta in Italia,

"Non sarò più complice del genocidio. Sto per intraprendere un atto di protesta estremo, ma, rispetto a quello che le persone hanno vissuto in Palestina per mano dei loro colonizzatori, non è affatto estremo. Questo è ciò che la nostra classe dirigente ha deciso sarà normale".

Serpeggia nei luoghi che non diresti e si muove come una tentazione subdola e suadente. Non si tratta di perdere la speranza quanto piuttosto di una stanchezza della speranza che rischia di diventare cronica.

Se oggi a qualcuno scapasse di citare la strage di Brandizzo, è molto probabile che l'interlocutore debba scavare tra le pagine della memoria per cercare di rintracciare il titolo che parla di ben 5 operai travolti e uccisi da un treno in Piemonte.

Due anni di calvario. Due anni di sofferenze e di sangue. Anche un solo giorno di guerra sarebbe stato un inutile tempo di guerra, ma due anni superano il limite di sopportazione degli umani e di ogni creatura. Anche le pietre urlano basta!

Siccome il tutto è avvenuto quasi alla chetichella è bene gridarlo dai tetti che abbiamo: la Commissione Difesa della Camera ha dato parere positivo per l'acquisto di 132 carri armati Leopard 2 dalla Germania per un importo complessivo di 8 miliardi e 146 milioni di euro in 14 anni.

Ad ascoltare i racconti e a leggere i resoconti delle testimonianze e delle dichiarazioni di Giovanni Barreca e della figlia diciasettenne, si resta increduli. Arrivare a torturare e uccidere i propri cari su un presunto ordine di Dio per liberarli dal demonio è assoluta perversione criminale.

La guerra nella Repubblica Democratica del Congo dura da circa 30 anni e si calcola che siano morte più di 20 milioni di persone. La causa delle incursioni improvvise da parte dei ribelli tutsi dell'M23 sta esclusivamente nell'appetito che suscitano le materie prime che si estraggono soprattutto nella provincia del Nord-Kivu.

La Rai aveva messo in cantiere la produzione di una fiction sulla vita di don Andrea Gallo e all'improvviso l'ha annullata o posticipata come dicono quelli della Titanus.

L'aspetto più preoccupante dell'operazione di polizia condotta a Ferrara ai danni di 24 persone tra i 20 e i 30 anni indagate per "apologia di fascismo, istigazione all'odio razziale e minacce e vilipendio delle forze armate", è la capacità di proselitismo.

I poveri ci convertono. Nel vero senso della parola. Ovvero ci rivoltano.

Il 29 ottobre, già in piena guerra, il ministro dell'Energia israeliano ha annunciato la firma di una convenzione con cui Eni

Nel corso dell'intervista che Papa Francesco ha concesso a don Vincenzo Vitale, direttore della rivista Credere,

C'è solo tristezza e un filo esile di speranza nella storia di Hind Hamadeh, la bambina di 6 anni che, insieme ad altri parenti, stava cercando di mettersi in salvo raggiungendo l'ospedale Ahli

"Vorrei che il mio corpo fosse portato in Africa. I militari italiani non capiscono nulla a parte il denaro.

E quindi siamo entrati in guerra? Guerra di difesa (come sempre) e pertanto giusta (come sempre).

L'informazione che corre nella rete è elettrizzata, rapidissima, divora più che presentare e offrire e dare a conoscere e a sapere.

Da "la Lettura" del 28 gennaio 2024 ripropongo l'incipit di un articolo di Donatella Puliga.

La chiamano civiltà dell'immagine. Ed è vero, ci nutriamo di tutte le immagini che ci vengono servite negli schermi piccoli e grandi,

All'inizio erano Woman Wage Peace di Israele e Women of the Sun di Palestina.

Il documento della Lega, depositato martedì in Senato sul rifornimento di armi all'Ucraina,

Quando nella nebbia si apre un varco ed entra appena un po' di luce, il respiro torna a farsi regolare e la tensione si scioglie perché finalmente si ritrova la strada.

Nella crisi Israelopalestinese, la soluzione dei "due popoli due Stati" sta ormai a metà strada

Mentre i grandi del mondo sono riuniti a Davos per l'annuale World Economic Forum, non è mancata anche quest'anno, come succede da tre edizioni, la lettera dei miliardari che chiedono di pagare più tasse.

Da un articolo apparso su Repubblica (Il dogma evangelico che sospinge Trump "È il prescelto di Dio" di Paolo Mastrolilli, 16 luglio 2024) apprendo che gli eventi della campagna elettorale di Donald Trump iniziano sempre con un video introduttivo in cui una voce fuori campo proclama solenne:

E ora si spera che ci svegliamo dal torpore della noncuranza e del chissenefrega o, peggio, dalla sindrome negazionista dello struzzo e corriamo almeno ai ripari.

No, caro Ernesto Galli della Loggia, l'inclusione scolastica non solo non reca alcun svantaggio ai "normodotati" ma, a sentire centinaia di testimonianze, accrescie l'empatia, la solidarietà, la prossimità…

Non è sempre vero che "pecunia non olet". Talvolta la puzza si sente eccome! E c'è chi ha il coraggio di dire no.

Cosa avrà detto di così sconvolgente e irritante Alessandro Gassmann per attirarsi l'ira di tanti che stanno nei social come gli "umarel" si sporgono oltre le recinzioni dei cantieri di città?

Quanto vorrei abbracciare uno per uno i 36 rabbini americani che ieri hanno fatto irruzione nel Palazzo di Vetro per inscenare una protesta nell'aula del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

Il movimento delle donne iraniane "Donna, vita, libertà" è sempre attivo e operante anche se non sempre con manifestazioni pubbliche.

La violenza non merita nessuna complicità. Neppure adombrata, neppure inconsapevole. Persino il silenzio ci fa correi e l’indifferenza ci chiama sul banco degli imputati tanto quanto gli aguzzini.

Caro bambino Gesù mi hanno spiegato che quello di Natale non è il tuo compleanno e nemmeno il ricordo di quello che avvenne circa 2000 anni fa, ma che la tua nascita si rinnova di anno in anno.

Si benedicono le auto, i negozi e persino le armi. Si benedicono gli oggetti inanimati, le case, i monili.

Si calcola che tra il 7 ottobre e il 14 dicembre 2023, nella Striscia di Gaza occupata, siano morte oltre 18.787 persone, il 70% delle quali erano donne e minori. 

Direi che leggendo i giornali di questa mattina avvertiamo tutti un grado di serenità maggiore perché la nostra sicurezza è consolidata.

Per quanto mi sforzi di ragionare sulle motivazioni che portano il nostro governo e altri paesi ad astenersi sulla richiesta del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, non riesco proprio a comprenderle.

È tanto che non si sente l'urlo arrabbiato di chi sostiene che "gli stranieri vengono a rubarci il lavoro".

Non ripeterò qui gli attacchi via web rivolti a Gino Cecchettin. Non voglio diventare inconsapevole eco della stupidità e della ferocia umana.

"Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali.

La disparità di genere prima che essere un sintomo preoccupante della cultura e dei fattori in cui matura la violenza sulla pelle delle donne, è già una violenza in sé.

In via Lucio Sestio 10 a Roma c'è una palazzina di due piani con un bel giardino. È la sede di Lucha y Siesta, un centro femminista antiviolenza che dà corpo alle dichiarazioni di tanti.

Era avvenuto che gli attivisti di Extinction Rebellion (XR) interrompessero il traffico sdraiandosi sull'asfalto

In questi giorni a New York è in corso il Secondo meeting degli Stati parte del Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari (Tpnw).


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