Non sono passati tanti giorni dalla chiusura delle urne in Guinea, Costa d'Avorio e Tanzania. Ci sono state forti tensioni e brogli, manifestazioni di protesta, incidenti. La posta in palio era alta. L'hanno capito - come sempre - le imprese transnazionali occidentali e cinesi che vogliono essere garantite nelle concessioni. Devono essere sbrigative e a poco prezzo per poter continuare a depredare indisturbate quelle terre e ottenerne materie prime indispensabili per la nostra tecnologia e la nostra tavola. Che quelle elezioni fossero importanti non l'abbiamo capito noi che diciamo di volerli "aiutare a casa loro". Un presidente corrotto o corruttibile fa la differenza. Sono queste le condizioni per le quali si genera la miseria che produce migrazione. E noi tutti concentrati sulle elezioni Usa mentre l'altra faccia del mondo, quella nera, viene amministrata di fatto dai grandi potentati economici. Che a pensarci bene sono gli stessi che "ispirano" le decisioni dell'amministrazione a stelle e strisce, qualunque sia il candidato della Casa Bianca. Per questo non ci è lecito distrarci.