Si apre oggi ad Assisi "Economy of Francesco", l'incontro di giovani economisti e changemakers convocato nella città di Chiara e Francesco dal Papa argentino.

Per dare un'anima all'economia, non per restaurarla ma per ripensarla radicalmente, per metterla davvero al servizio dell'umanità. A partire da quella più sofferente che subisce i colpi di quell'altra economia. Quella dei vincenti e del profitto esclusivamente per sé, dell'evasione dalle responsabilità di contribuire alla crescita di tutti o al rispetto delle dignità di ciascuno. Ma non chiamate questi giorni di Assisi "L'altra Davos", vi prego! Se considerassimo Davos il riferimento da cui partire, anche solo per rivoltarlo o addirittura negarlo, saremmo su un falso sentiero. Dovremmo invece liberamente assumere nuovi punti di osservazione e giudizio. "Avere in corpo l'occhio del povero" ti fa cambiare i parametri e gli schemi di ragionamento e visione della realtà. Come dice Stefano Zamagni, se cominciassimo ad esempio a distinguere e comprendere che i concetti di valore e di prezzo non coincidono affatto, avremmo già fatto un passo avanti enorme. E daremmo significato pieno alle relazioni, al rispetto del creato, alle persone umane e non solo alle loro prestazioni. Non tutto ciò che esiste ha un cartellino con un prezzo. Anzi, proprio le cose che contano di più non possono essere prezzate, deprezzate, disprezzate, possono essere soltanto oggetto dell'economia di fraternità. L'economia che ritrova l'anima.


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