"Il diritto di esserci, il dovere di rappresentare la realtà. C'è ancora il bisogno di ricordarlo.

Convegni, commissioni, comitati, conferenze, dibattiti dove solo uomini siano invitati a parlare, dove solo un genere sia rappresentato sono un assurdo, un'esclusione d'altri tempi, una privazione per la società. Una cattiva e fuorviante rappresentazione del reale. Aprite gli occhi: le donne ci sono, in qualsiasi settore, su qualsiasi tema. Gli esperti non sono più solo uomini anche se, a parità di ruolo, continuano a guadagnare di più e anche questo è un triste gap da superare. Un panel con rappresentanti solo maschili è la fotografia di un piccolo mondo antico, di un dibattito monco, inutile, dannoso. Eppure sono ancora tanti i panel organizzati così, con uno squilibrio di genere che sa di rimozione. Ma sono anche sempre di più gli uomini che dicono no e declinano l'invito. È il momento di insistere. I diritti delle donne sono diritti di tutti. Il salto culturale è necessario per sradicare modelli e stereotipi che sono alla base anche della violenza di genere". Questo ed altro ancora si legge nel manifesto della campagna NO WOMEN NO PANEL / SENZA DONNE NON SE NE PARLA. E allora adesso vedremo chi dal mondo scientifico e mediatico, politico e sociale risponderà all'appello con un impegno solenne e una prassi coerente. Per parte nostra (Mosaico di pace) da tempo, e senza necessità di sforzi particolari, cerchiamo di mettere in pratica ciò che è lo specchio reale della realtà e non un semplice protocollo di cerimonia. Non è galateo ma giustizia.