La piromania è una patologia. Chiunque è in grado di comprendere quanto siano gravi i fatti in cui sfocia una tale mania!

E che il presidente degli Usa sia affetto da questa degenerazione psichica lo confermano gli studi clinici che sottolineano come “il fuoco viene utilizzato solo per indurre euforia, e coloro che sono affetti da questa sindrome hanno spesso dei legami con istituzioni che controllano il fuoco stesso”. Sembra una fotografia spietata di chi il 6 gennaio 2021 si trovava nella condizione duplice di aver appiccato il fuoco e nello stesso tempo di essere a capo di chi doveva spegnerlo. Il massimo della folle goduria del piromane! E credo che queste considerazioni non siano una semplice metafora politica per definire la presidenza di Donald Trump, quanto una rappresentazione coerente della sua personalità. Peraltro c’è da rilevare che, sia pure con le gradazioni dettate dal prestigio degli incarichi e dalla inclinazione individuale all’azzardo, questo morbo sia molto più diffuso nella classe politica e nella classe dirigenziale in genere, di quanto noi possiamo pensare. “Scherzare col fuoco” non è una semplice immagine ma una malattia dalla quale bisognerebbe curarsi. In alcuni casi anche con una certa urgenza prima che si riesca nel proprio intento.