Per un politico o un rappresentante nelle istituzioni è vitale riuscire a creare una sintonia, la più profonda possibile, non solo con i propri elettori, e pertanto con coloro che la pensano come lui, ma soprattutto con quelli che è chiamato a rappresentare.

Tutti. Non sempre ci si riesce, e forse è proprio questo che crea quel distacco, a volte invalicabile, tra il Paese reale e il Palazzo. Al contrario, ieri sera mi è parso di comprendere come le parole di Sergio Mattarella contenessero lo sforzo di rappresentare tutte e tutti i cittadini al di là delle appartenenze e per il solo bene della nazione. La coerenza e la consequenzialità degli argomenti, l'attenzione costante verso l'obiettivo che non ammette distrazioni, la necessità di una scelta urgente di individuare un timoniere in una fase complessa e difficile come questa. Chi ha provocato la crisi ne dovrà rispondere alla propria coscienza così come alle persone, con tanto di nome e cognome, ricoverate in un ospedale e isolati in un reparto di terapia intensiva, a chi piange davanti alla serranda chiusa del proprio negozio o nella fila delle mense. Ma Sergio Mattarella intanto ha inciso a fuoco nel cuore del Paese parole semplici e, per questo, profonde e autentiche: "Tutte queste preoccupazioni - ha detto - sono ben presenti ai nostri concittadini, che chiedono risposte concrete e rapide ai loro problemi quotidiani”.