Siamo circondati da troppa gente piena di sé. E a quelli pieni di sé, io preferisco le persone piene di se, di ma, di forse.

Quelli pieni di sé sono talmente concentrati sul proprio io da non riuscire più a sentire il profumo delle esperienze altrui né a scorgere altre orme sul terreno della vita che non siano le proprie. Quelli pieni di sé mi preoccupano perché assumeranno decisioni, talvolta importanti per sé e per gli altri, senza valutare altri effetti se non il proprio interesse e il proprio vantaggio. E quelli del se, del ma e del forse che dovrebbero suscitarmi un sentimento di insicurezza, quelli del dubbio perpetuo e dell'equilibrio incerto, quando non mi fanno tenerezza, sono tra quelli che si sporgono di più alla finestra per chiedere ai viandanti come vivono il mondo e riescono ad ascoltare la vita. Tutte queste considerazioni mi sono venute a galla anche nel corso della crisi di governo dove non riesco più a sopportare politici, giornalisti ed opinionisti pieni di sé e senza nemmeno l'ombra di un se. Sono quelli che hanno la sfacciataggine di mostrarsi in pubblico persino quando si è verificato l'esatto opposto di quel che avevano previsto e riescono a trovare dentro di sé un argomento pseudo-convincente per dire che avevano ragione loro. Non ne ho paura ma sono preoccupato e, in qualche modo sento che il mondo sia assediato se non in ostaggio di quelli pieni di sé. Al punto che auspico il riscatto o la riscossa dei pieni di se. Fratelli pieni di se di tutto il mondo, unitevi. Uniamoci.