Scene strazianti di dolore si sono viste ieri a Kojo, un piccolo villaggio iracheno abitato prevalentemente da Yazidi.

Nel 2014 i miliziani dell'ISIS avevano sequestrato uomini e ragazzi per ucciderli e seppellirli in una fossa comune. Ieri, dopo aver completato un lungo lavoro di riesumazione dei corpi e di un faticoso riconoscimento attraverso il DNA, 104 persone hanno ricevuto una sepoltura dignitosa. Una cerimonia carica di dolore a cui la stampa internazionale si è sottratta. In rete trovo la notizia riportata solo da New York Times, SBS, Middle East Eye. Forse per molti guru dell'informazione nostrana e mondiale, è "notiziabile" l'uccisione di quelle persone ma non la loro sepoltura che avviene dopo sette lunghissimi anni di strazio per i loro cari. Eppure c'è una ricca letteratura oltre a pagine e pagine di trattati di psicologia a dire dell'importanza di offrire una terra ai corpi senza vita. Ma forse in tanti hanno considerato che questo potesse riguardare solo i congiunti.