Il 4 febbraio scorso l'ex ministro Spadafora volendo salutare tutti, a conclusione della sua esperienza di governo, ha usato - manco a dirlo - il suo profilo Facebook

e ha scritto che ringraziava per l'occasione offertagli in quanto 17 mesi prima non ne sapeva nulla di sport (il ministero che è stato chiamato a presiedere) e che ha imparato tante cose. Ecco, soprattutto per un esponente della cosiddetta antipolitica, questo non sarebbe un vanto. Anzi, a mio avviso non dovrebbe esserlo per nessuno. Vorrei essere capace di comporre un'ode alle competenze. Vorrei che nessuno si trovasse, da apprendista, ad avere le mani sul timone di una nave passeggeri. Mi piacerebbe che fosse curata sempre la formazione delle classi dirigenti e che l'improvvisazione fosse considerata un reato. Perché purtroppo da molto tempo l'ignoranza viene considerata un valore e il sapere è confuso con l'arroganza e la saccenteria (leggi "professoroni"). Al contrario, e soprattutto nei momenti più critici, vorremmo affidare il corso della vita pubblica a persone che ne sanno prima e non dopo l'esperienza di governo. E badate che non sono tra quelli che dicono che le competenze si acquisiscono solo con lo studio. Possono arrivare anche con l'esperienza. Ma non avere né l'una, né l'altra, è grave. Distinguere un governo tecnico da uno politico è un falso problema. Abbiamo bisogno di persone competenti. E oneste.