Come si fa con i delinquenti incalliti e con i boss, anche nel caso di Gian Andrea Franchi e di Lorena Fornasir, i poliziotti si sono presentati all'alba nella loro casa a Trieste per eseguire scrupolosamente una perquisizione attenta e meticolosa e sequestrare alla fine il computer e poco altro.

Su di loro si indaga per "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". Ora, a parte che, come ci fa notare Nello Scavo su Avvenire, Andrea e Lorena sommano quasi 160 anni in due, la loro associazione Linea d'Ombra è conosciuta da tutti in città. Sono i "samaritani che ogni sera sul piazzale davanti alla stazione cittadina giungono con il loro carrello verde carico di farmaci, disinfettanti, fasce e cerotti con cui ripetono quello che è passato alle cronache come il rito della "lavanda dei piedi laica". Si prendono cura di chi è riuscito a superare il "game", la traversata a ostacoli dai Balcani all'Italia". L'indagato sarebbe "il nonno dei profughi", Andrea che pare sia segretamente in contatto con organizzazioni curde per far giungere clandestinamente in Italia persone che sono costrette ad abbandonare la loro terra. Per me Andrea e Lorena meritano il grazie dell'umanità e un riconoscimento del Presidente della Repubblica, per altri sono delinquenti che agiscono contro gli interessi della nostra nazione.

Leggi anche intervista a Gian Andrea Franchi, "Seconda rotta balcanica", pubblicata nel numero di maggio 2020 di Mosaico di pace (clicca sul titolo).