Nella Domenica delle Palme leggiamo il lungo racconto della Passione di Gesù Cristo. Per questo vale la pena comprendere meglio il significato di questa parola.

Cercando sul vocabolario leggiamo di una "Sofferenza fisica o spirituale: nel primo senso sopravvive solo con riferimento al sacrificio di Cristo e a quello dei primi martiri della fede cristiana; nel secondo si associa all'idea di una profonda e tormentosa afflizione". Però c'è anche un secondo significato che parla di "Momento o motivo della vita affettiva caratterizzato da uno stato di violenta e persistente emozione, spec. in quanto riconducibile a un ambito erotico-sentimentale o in contrasto con le esigenze della razionalità e dell'obiettività: essere schiavo delle p.; è stata la sua prima p.; le p. politiche; spogliarsi delle umane p.". Pertanto è interessante notare come vi è da una parte la sofferenza e la morte e dall'altra l'amore. Mi chiedo allora se amore e dolore non siano parenti stretti. Peraltro la maniera smodata, incomprensibile, irrazionale al punto da essere definita bestemmia e follia, con cui Gesù ha scelto di amarci e di liberarci, salvarci, redimerci, riscattarci non è forse quello della croce? Aveva ragione don Tonino Bello quando diceva che "amare è voce del verbo morire". Esagerava? Penso che in questa Domenica della Passione dovremmo arrivare a farcelo come augurio. Un'esigenza forte e radicale che nel corso della storia, ad essere sinceri, sono state capaci di viverlo più le donne che gli uomini: "Amare, voce del verbo morire, significa decentrarsi. Uscire da sé. Dare senza chiedere. Essere discreti al limite del silenzio. Soffrire per far cadere le squame dell'egoismo. Togliersi di mezzo quando si rischia di compromettere la pace di una casa. Desiderare la felicità dell'altro. Rispettare il suo destino. E scomparire, quando ci si accorge di turbare la sua missione“ (Don Tonino Bello). È un linguaggio duro e difficile, come quello che incontreremo nel corso della lettura del Passio, ma è questa la modalità con cui Dio ha scelto di amare me, te, l'umanità, e che noi dovremmo cercare di imitare. Che sia questo il percorso che ci guida verso la Pasqua e lo stile di vita che scegliamo. Un linguaggio duro ma efficace: amare, voce del verbo morire.