Stati Uniti, Cina, India, Russia, Regno Unito, Arabia Saudita, Germania, Francia, Giappone, Corea del Sud, Italia. È la classifica, redatta dall'ISPRI - Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma, delle nazioni che hanno speso di più nell'acquisto di armi nel corso del 2020.

Puntualmente la diffonde la Rete Italiana Pace e Disarmo facendoci notare che, nell'anno dell'emergenza pandemica, questa follia disumana ha investito quasi 2.000 miliardi in armi aumentando addirittura del 2,6% rispetto all'anno precedente. Il Belpaese ha speso 28,9 miliardi di dollari e, facendo crescere la spesa ben del 7,5%, si è situata all'undicesimo posto nella classifica globale e al quinto di quella europea. Contestualmente alla diffusione dei dati, è partita anche la campagna globale proposta da IPB (International Peace Bureau, Premio Nobel per la Pace 1910) per chiedere a tutti i governi di destinare il 10% dei bilanci militari di ogni governo verso "la lotta contro la pandemia da Covid-19 e il rimedio alle crisi sociali e ambientali che colpiscono vaste aree del mondo". Veramente il minimo per sperare in un'inversione di tendenza che ci metta al riparo non da eventuali crisi mondiali che "richiedano" l'intervento militare ma piuttosto dalle crisi in atto che minacciano la salute personale e globale. Insomma, il virus non ha paura dei missili e delle bombe nucleari ma dei vaccini.