Riprendo alcuni passaggi della riflessione di Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, all'indomani dell'ennesima strage di uomini, donne e bambini, nel Mediterraneo.
(…) "Ricordo a tutti, a tutti coloro che ancora si sentono parte della famiglia umana, che le sorelle e i fratelli, le donne e gli uomini dell'Africa sono vittime, da parte dell'Occidente, di una spoliazione quotidiana e sistematica, che depreda della loro ricchezza miliardi di persone e le costringe a cercare vita e fortuna altrove. Basti guardare in questi mesi al Congo e al North Kiwu per capirlo. Ebbene, di fronte a questa ingiustizia sistematica, noi europei, invece di sentire l'obbligo di un risarcimento, chiudiamo le frontiere del nostro benessere grondante del sangue dei poveri, per impedire ad altri il diritto ad un'esistenza che non sia svuotata della sua stessa dignità. Tutto questo è scandaloso, lo dico senza mezze misure, così come lo è il fatto che l'Europa e l'Italia, la nostra Italia, esperta nel dolore del migrare, non sentano l'urgenza di adoperarsi per cambiare un tale stato di cose. Siamo noi a operare respingimenti, a continuare a lasciar morire in mare donne e bambini usando il cinico strumento di Frontex. Siamo noi a tollerare i campi di concentramento e le crudeltà della guardia costiera della Libia facendo finta che si tratti di soccorso e di asilo".
(…) "Il tempo è finito. Svegliamoci! Lo dico in nome del Vangelo a tutti i cristiani, a tutte le donne e gli uomini di buona volontà: ripartiamo dalla nostra comune umanità e ripensiamo la politica così. Altrimenti non ci sarà futuro per noi e per i nostri figli! Ci perdonino tutti coloro che hanno perso la vita in questi anni e ci infondano il coraggio di cambiare, insieme!".