I palestinesi che lanciano i razzi contro Israele sanno che dovranno aspettarsi una ritorsione più forte e precisa dall'altra parte.

Gli israeliani che colpiscono con durezza contro obiettivi civili seminando terrore e morte anche tra i bambini, sanno che in quel modo si stanno garantendo il prosieguo del conflitto per gli anni a venire, provocando la sete di vendetta da parte di famiglie palestinesi che si sentono defraudate e perseguitate ingiustamente. Insomma quella israelopalestinese, è una guerra inutile, ingiusta e, soprattutto, dannosa. Eppure si prosegue ciclicamente ad armarsi e ad attaccarsi sapendo che la soluzione non sarà militare e che militare è piuttosto soltanto la vendetta che spera di ripagare per il danno subito con un danno peggiore. Un modo orribilmente infantile di affrontare una crisi, una via irrazionale per risolvere un conflitto, una faida in grande stile. Se anche uno non ne fosse persuaso, dovrebbe lasciarsi convincere dalla prova dei fatti: decenni trascorsi a farsi del male, non solo non hanno risolto la questione, ma l'hanno acuita e aggravata. La verità e che israeliani e palestinesi sono condannati alla convivenza e pertanto devono solo concentrarsi sulle modalità in cui questo deve realizzarsi. Come per il Conclave, si dovrebbero eleggere dieci israeliani e dieci palestinesi e chiuderli in una Cappella Sistina fino a quando non chiedono di uscire perché hanno trovato una via.