Olga Misik è una studentessa dell'Università di Mosca che un paio d'anni fa diventò un'icona delle proteste contro la repressione della polizia russa.

All'epoca aveva 18 anni e si era seduta sull'asfalto di Mosca davanti alla polizia schierata con caschi, scudi e manganelli, leggendo semplicemente la Costituzione. Poi la sua protesta era proseguita con gesti simbolici contro la mancanza di libertà nel suo Paese. Qualche giorno fa è stata condannata agli arresti domiciliari parziali. Per due anni dovrà restare in casa dalla 22 alle 6. Insieme a due suoi amici aveva affisso dei poster a sostegno dei prigionieri politici sulla facciata del palazzo della Procura generale e imbrattato una guardiola nei pressi dello stesso palazzo. Un danno valutato in 47 euro. "Preferisco essere considerata folle da voi che senza speranza da me. (…) Mi chiedono spesso se ho paura, ma non ne ho mai avuta. Fuori dalla Russia non capiscono cosa significhi sentir bussare alla porta in mezzo alla notte, gli arresti e la detenzione senza ragione o causa. Mi posso sentire senza speranza, scoraggiata, confusa, ansiosa, arrabbiata, ma la politica o l'attivismo non mi hanno mai dato la sensazione di paura. Non prometto una vittoria per domani, dopodomani o fra un anno o dieci. Ma prima o poi vinceremo", aveva aggiunto richiamando la giovane tedesca anti nazista Sophie Scholl della Rosa Bianca.