Flavio Briatore è, quel che si dice, un imprenditore di successo. Non è solo ricco, molto ricco, è anche popolare e famoso, conteso dai salotti delle televisioni come opinionista che contribuisce al dibattito con una visione non comune della realtà.

Comunque la si pensi sul soggetto, tutti sono d'accordo nell'affermare che il suo obiettivo primario rimanga quello di far soldi. Si dice che abbia la capacità di intuire prima di altri le tendenze del mercato e riuscire a soddisfarle con progetti abili ed efficienti e a investire con sicuro profitto gli utili. E non è un caso che oggi anche lui parli di "transizione ecologica" perché è di moda, fa tendenza, ma soprattutto porta soldi. C'è stata però un'occasione in cui l'imprenditore, parlando della Juventus, ha detto che vive una fase di "transazione". Ecco, Briatore confonde transizione con transazione, oppure si tratta di un lapsus freudiano. Ma a quanto pare si tratta di un lapsus diffuso. La conversione ecologica di Alex Langer e di Papa Francesco, non è nemmeno lontana parente di questa transizione/transazione al punto che, con ogni probabilità, a trarre il massimo profitto dal processo che si vuole attivare, saranno proprio imprese e soggetti che più hanno contribuito a danneggiare l'ambiente o quanto meno non se ne sono mai curati. E proprio perché non c'è conversione autentica, la transizione rischia di essere solo di facciata. Una transazione, appunto.