Nella classifica macabra e dolorosa della morte, la fame batte il Coronavirus 11 a 7. Secondo l'ultimo rapporto Oxfam, ogni minuto sono 11 le persone che rischiano di morire di fame e 7 quelle che muoiono di Covid-19.

Avviene così che 20 milioni di persone in più rispetto all'anno precedente sono sull'orlo della morte perché non hanno cibo a sufficienza: 155 milioni nel mondo. A causa della guerra, soprattutto, ma anche la crisi climatica e quella economica contribuiscono a tingere di nero questa statistica fatta di persone e di sofferenze atroci. È guerra e fame in Afghanistan, Etiopia, Sud Sudan, Siria e Yemen. È situazione limite quella della Somalia. Si registra un aumento in Brasile, India, nella regione del Sahel. "L'emergenza è globale e colpisce soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione, a partire dalle donne, che in molti casi rinunciano al cibo per sfamare i propri figli", afferma Paolo Pezzati di Oxfam Italia. In che mondo viviamo se questa emergenza non sta in cima alle agende politiche comuni? Pensando a una soluzione complessiva, bisognerebbe migliorare il sistema di ambulanze globali che soccorrano quelle persone in carne e ossa. Quando ci ritroviamo a chiedere: "In che mondo viviamo?". Dobbiamo pensare a questo.