Se l'occidente, dopo aver fallito miseramente e tragicamente in 20 anni di occupazione militare in Afghanistan, adesso tace e si volta dall'altra parte anche davanti al dramma della miseria e delle donne, dovrà vergognarsene davanti alla storia.

Le scarne notizie che provengono da quella terra senza pace, raccontano cose raccapriccianti sulla diffusione della miseria (chiamarla povertà non renderebbe) e sulla condizione in cui versano le donne. La situazione diventa ancora più tragica quando il dramma della fame e quello delle donne si incontrano. Ci sono donne che traevano il proprio reddito o sostentamento svolgendo una professione che adesso è proibita. Oltre alla sconfitta dei diritti, ora vivono anche quella umanitaria. Costrette a mendicare o, peggio ancora, a "consegnarsi" nelle mani dei nuovi padroni del Paese o ridotte a delatrici facendo i nomi delle proprie sorelle che hanno ricoperto un ruolo o una funzione all'interno del sistema creato dagli occupanti stranieri. È quanto mai urgente pretendere corridoi umanitari per mettere al sicuro quelle donne e sostenere l'aiuto umanitario a chi rischia di morire di fame. Non c'è peggiore bestemmia che quella di una donna che impreca davanti a Dio per essere nata donna.