Qualche giorno fa Pasqualina Perrella se n'è andata per sempre. Aveva 99 anni ed era passata alla storia locale di San Donato Val di Comino in provincia di Frosinone, come la ragazza dell'anagrafe.

Insieme al podestà Gaetano Marini e ad altre quattro colleghe, falsificavano le carte d'identità degli ebrei per metterli in salvo dalla deportazione. A chi le chiedeva perché aveva affrontato quel rischio, Pasqualina rispondeva semplicemente: "Perché mi sembrava la cosa più giusta". Aveva scelto di stare dalla parte giusta della storia mettendo a repentaglio la sua stessa vita. Infatti venne arrestata e, dopo essere stata interrogata dai nazisti, e si salvò rocambolescamente dalla deportazione nei lager: sul camion dei deportati non c'era più posto. La storia, anche la grande storia, è intessuta di tante storie minori. E a chi sostiene che quelli erano tempi in cui non c'era modo di farsi un'opinione e non c'era scampo all'ammasso dei cervelli, rispondiamo con Pasqualina Perrella che seppe scegliere di stare dalla parte giusta. Aveva un quoziente nella media ma una sensibilità e un coraggio più grandi. Ci sono momenti in cui le ragioni del cuore contano più dei calcoli della mente.