La storia raccapricciante di una bambina indiana molestata dal padre e poi, all'età di 13 anni, venduta per le nozze a un quarantenne, fatta prostituire dal suo "padrone" e poi finalmente fuggita ma nemmeno presa in considerazione dalla polizia a cui si rivolge per denunciare tutto.

Poi il capitolo della ulteriore violenza subita da tre uomini che la trovano a mendicare in una stazione di servizio e la avviano ancora alla prostituzione per due lunghi anni. Finalmente un'assistente del Comitato per la protezione dei minori la intercetta per caso e la mette in salvo in una casa protetta. Mi chiedo: cosa penserà oggi, quella ragazza, del mondo, degli uomini, del genere umano, della vita? Mi chiedo: come è possibile passare con la ruspa della propria insensibilità sulla vita altrui in quel modo? Se non una fede o un'educazione minimamente morale o l'ispirazione ad alcuni valori, almeno il senso umano avrebbe dovuto far chinare qualcuno verso una vita calpestata. Forse ti potrebbe aiutare pensare se al posto di quella ragazza ci fosse stata tua sorella, o te stessa. E noi non possiamo rassegnarci all'idea che "può succedere" e che ad essere sbagliato è il contesto che ha generato quel dramma. Non deve succedere. Non è giusto.