"Non basta dare un letto per dormire: bisogna imparare a dire buonanotte". Era la raccomandazione che don Tonino Bello faceva agli operatori della Casa di accoglienza per i senzatetto della città di Molfetta di cui era vescovo.

E significava stabilire una relazione che è l'unica in grado di rimettere in piedi realmente l'altro. Significa riconoscerne la dignità, guardare negli occhi una persona che non coincide col suo bisogno. Vuol dire considerare una donna o un uomo oltre l'emergenza, la sfortuna, la sconfitta. Non ci saranno più guerre, discriminazioni, violenze, violazione di diritti… quando ciascuna delle persone che abitano la terra andranno a letto con l'augurio di una buonanotte. E, possibilmente, anche di un buongiorno al risveglio. Apertura di passi e di strade per la giornata che ci si apre dinanzi come un sipario carico di luce. Coraggio! È un nuovo giorno. E non ti auguro altro se non di incontrare almeno  una persona che sappia dirti "buongiorno" con tutto il cuore.