Tra le prerogative necessarie per l'elezione del Presidente dovrebbe esserci anche il superamento del test della pietra d'inciampo. È necessario passarvi sopra e restare in piedi.

Ma non solo col pensiero alla memoria che riporta alle leggi razziali, ai lager e ai camini fumanti di anime umane. Le pietre d'inciampo indicano un'ideologia che colonizza il presente e che non è mai scomparsa del tutto. A cadere sulle pietre d'inciampo su cui sono scolpiti i nomi dei deportati, vi sono politici e rappresentanti-delle-istituzioni che discriminano o restano indifferenti o respingono nelle camere a gas del Mar Mediterraneo chi viene a mendicare dignità sulle nostre coste. A inciampare sulle leggi razziali c'è chi considera lo jus soli un privilegio che non può essere concesso a chi non supera gli esami della presunta purezza. Le pietre d'inciampo impediscono il cammino a chi ha atteso il 2017 per introdurre nel nostro ordinamento il reato di tortura. Cade sulle pietre d'inciampo chi si volta dall'altra parte rispetto alle guerre altrui, alla fame altrui, alle ingiustizie altrui, rendendo favola la solidarietà internazionale. Casca sulle pietre d'inciampo chi non ha mai fatto nulla per superare le disparità di genere o non intende garantire i diritti di tutte e tutti e chi si è opposto alla creazione della Commissione Segre su "intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all'odio e alla violenza".