In questi giorni si sta dettagliando il programma con tutte le questioni logistiche all'ordine del giorno, ma una cosa è certa: il variegato movimento per la pace è accanto alle vittime dell'Ucraina.

L'Associazione Papa Giovanni XXIII sta tenendo le fila organizzative di un'azione di pace che vede già l'adesione di tante Ong italiane ed europee, di Libera, della Cgil, della Rete italiana pace e disarmo, di Pax Christi e di tanti altri. Nessuno è in grado di dire oggi quanti saranno i furgoni carichi degli aiuti umanitari (soprattutto medicine) che vengono maggiormente richiesti da ospedali, famiglie, rifugi organizzati e istituti vari. Che siano 10 o siano 500, gli stessi pulmini e camper, al ritorno accompagneranno le persone più fragili che hanno bisogno di uscire dall'Ucraina per vedersi garantire cure e accoglienza. Sono stati segnalati al momento 300 bambini dei reparti oncologici. Ma una volta a Leopoli si andrà incontro ai rappresentanti delle chiese d'oriente, pregheremo nelle loro chiese, si incontreranno le reti della società civile e gli amministratori locali. Un'anticipazione della forza nonviolenta europea, "l'esercito di domani" lo definiva don Tonino Bello. 


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