Nell'intervista al Corriere, al di là delle risposte che hanno trovato maggiore eco nei titoli del giorno dopo, Papa Francesco mette in evidenza due aspetti per la costruzione della pace in Ucraina: concentrare l'azione verso Mosca e rafforzare l'impegno dal basso.

Ciascuno, cioè, è chiamato a fare la propria parte. Per quanto riguarda il primo aspetto, Bergoglio ha raccontato dei passi fatti finora verso Putin senza risultati apprezzabili e della conversazione avuta con il Patriarca Kirill. Pochi hanno segnato con l'evidenziatore il racconto del blocco del carico di armi nel porto di Genova. Un fatto di cronaca che non tutti avevano colto ma che ha destato l'attenzione del Papa. Un segnale nella direzione della mobilitazione diretta, nonviolenta ed efficace. Che il Pontefice (lett.: costruttore di ponti) voglia indicarci una strada? Stopthewarnow, la coalizione che ha portato aiuti in Ucraina con una carovana di 66 pulmini e ha messo in salvo 300 persone tra anziani, disabili e bambini, ora si rivolge al popolo russo con un appello che ciascuno potrà chiedere di appendere sul palazzo di città del proprio comune o su qualsiasi altra facciata. Scritto in russo si potrà far circolare in rete e nei social a più non posso perché le cittadine e i cittadini russe possano leggerlo e farlo girare. È un modo di spingere la pace oltre i confini della rassegnazione e dello stallo. Proviamoci. Ciascuno vada alla pagina web www.stopthewarnow.eu e scarichi il banner.